martedì, Maggio 17

La marcia della Pace Perugia-Assisi: ‘Fermatevi! La guerra è una follia!’ Molte iniziative a sostegno della pace e contro il riarmo si intensificano in questi giorni. Appello di Rosi Bindi, Vannino Chiti e vari altri a revocare con la prossima finanziaria l’art. 2 che prevede il riarmo. In Duomo evento religioso ‘sulla inutilità della guerra’. L’intervento contro la guerra e la manipolazione dell’informazione del regista e attore americano Abel Ferrara, nella cella n. 7 davanti al Cristo risorto del Beato Angelico

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Fermatevi! La guerra è una follia!’, il titolo della prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi, che si richiama all’appello che Papa Bergoglio ha lanciato in ogni occasione e   particolarmente nei momenti celebrativi della Pasqua. Le sue grida di dolore di pace  e di condanna per l’incapacità delle potenze mondiali di porre fine alla guerra espresse da Papa Bergoglio con il messaggio Urbi et Orbi,  sono anche le parole guida della grande manifestazione che i movimenti, le organizzazioni religiose e laiche e d’ogni fede stanno ormai definendo e che si preannunzia come una delle più intense e significative della storia recente. L’appello, lanciato nel giorno della Resurrezione, è rivolto a tutti: “Si smetta di mostrare i muscoli mentre la gente soffre. Per favore, non abituiamoci alla guerra, impegniamoci tutti a chiedere a gran voce la pace, dai balconi e per le strade! Sia pace per la martoriata Ucraina, così duramente provata dalla violenza e dalla distruzione della guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata. Il Papa rilancia anche il grido lanciato dagli scienziati atomici all’indomani di Hiroshima Metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?  Percependo il rischio nucleare come l’ultimo atto dell’umanità.  

Manifesti, striscioni, cartelli s’ ispirano alle sue parole, che invocano la pace per la ‘martoriata Ucraina’ e al tempo stesso rifiutano il ricorso alle armi. Tema, questo, rilanciato in questi giorni pasquali in varie iniziative sociali, operanti in varie realtà del Paese e che divide le forze politiche trasversalmente, anche nel nostro paese. Varie manifestazioni  contro il riarmo e gli investimenti  a sostegno della Nato, si stanno svolgendo in questi giorni, altre si sono tenute,  in particolare a Firenze, ove vi è particolare sensibilità al tema. ‘Via Pacis’, ad esempio, ha condotto i partecipanti da piazza Poggi fino alla basilica di S.Miniato a Monte, accolti da padre Bernardo Gianni.

La manifestazione promossa dalla Comunità monastica di San Miniato al Monte, dalla Comunità delle Piagge, dalla Fiom-Cgil Firenze-Prato-Pistoia, dalla Comunità Islamica di Firenze, Pax Christi, da don Andrea Bigalli, Sandra Gesualdi, Tomaso Montanari e Beniamino Deidda, ha espresso un netto no all’aggressione russa e alla guerra, ma anche un no all’invio di armi e, per l’imam di Firenze Izzedin Elzir, un secco stop all’ipocrisia occidentale”. “Il mio timore – ha detto – è che l’Ucraina diventi come la Palestina, un nodo irrisolto e un perenne conflitto. “Non c’è dubbio – aggiunge Elzir – che vada condannata l’aggressione in Ucraina, ma dall’altra non si possono fare guerre per procura.”  

“Ci troviamo di fronte a un’arroganza del governo russo che non è accettabile – spiega Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze – questo però non toglie che sia sbagliato a nostro giudizio finanziare armi a uno dei contendenti”.  In Piazza Dante a Pisa è stato aperto un laboratorio “Uno spazio per la pace”. Intervenendo ad una conferenza a Firenze sullo stesso tema, don Armando Zappolini, della regionale, raccoglie l’appello del Papa e ricordando come la Caritas sia in prima linea negli aiuti alle vittime della guerra (due operatori sono stati uccisi dall’esercito russo mentre prestavano  assistenza umanitaria a bordo delle ambulanze) dichiara : “ non possiamo fare solo assistenza, siamo chiamati a dire che il riarmo è preparatorio alla guerra e che questa non può essere considerata l’unica soluzione al conflitto, per ragioni economiche e  geopolitiche. Non si tratta di riarmare gli eserciti, allargare la Nato, se si caricano le armi per motivi economici e geopolitici, si aumentano  le tensioni  e quando  si ha una tensione latente è come un “vulcano addormentato “  che esplode quando le circostanze lo fanno esplodere. “ Occorre invece aprire ponti di dialogo e di comunicazione.” Tra gli altri eventi,  di carattere prevalentemente politico, è il rilancio dell’appello fra la società civile sottoscritto drappresentanti della politica, della religione, delle associazioni, affinché nella prossima legge finanziaria sia rivisto l’articolo relativo all’aumento delle spese  militari ( il famoso 2% ) che è passato quasi all’unanimità. Tra i promotori dell’iniziativa Rosi Bindi, e tre ex presidenti della Regione Toscana, come Vannino Chiti, Enrico Rossi e Claudio Martini, oltre a vari altri, tra cui molti religiosi, fortemente impegnati sul fronte del No alle guerre. “Il nostro impegno – dice Vannino Chiti – è quello di raccogliere tante firme  ed essere un pezzo del movimento per la pace  capace di   far sentire la propria voce anche in Parlamento  a sostegno delle richiesta di una revisione nella prossima finanziaria della legge passata quasi all’unanimità per l’aumento delle spese militari.” Bisogna dare un freno alla corsa agli armamentiafferma Enrico Rossi – richiamandosi alla grande preoccupazione che si avverte molto diffusa nel paese, per l’escalation militare cui si sta andando incontro. Ciò non significa negare il diritto alla difesa dell’Ucraina, ma non possiamo lasciarci trascinare in questa spirale militarista che va a detrimento delle spese a sostegno della salute, della scuola, dei ceti più poveri e discriminati della società e della serenità  delle popolazioni. “ La richiesta è di natura politica ed etica – sostiene Rosi Bindi – non possiamo affidare la corsa agli armamenti  ai singoli stati, la spesa militare va quantificata, non aumentata, occorre una politica estera dell’Europa,  è inaccettabile che i fondi  destinati alla spesa sanitaria, alla lotta contro le povertà, siano destinate all’aumento delle spese militari.” Oltre a queste iniziative, molte altre si vanno intensificando sul piano religioso, culturale e sociale. Sulla inutilità della guerra, un particolare evento è offerto nel  Duomo di Firenze ( 21 aprile), alla città dall’Opera di Santa Maria del Fiore che riprendendo il monito di Pio XII alla vigilia della seconda guerra mondiale, vuole essere un momento di riflessione in questi giorni così travagliati della guerra in Ucraina

“Nulla è perduto con la Pace, tutto può esserlo con la guerra”. Quattro le letture – tre di Giorgio La Pira e un inedito di Padre Turoldo a chiusura – intervallate da alcuni brani classici a cura di Suoni Riflessi, musiche di grande suggestione e vicine alla spiritualità, come per esempio Fratres “fratelli”: un inno alla fratellanza del compositore estone Arvo Pärt. Voce recitante Sandro Lombardi.

Di Giorgio La Pira vengono letti: “Nel decennale della resistenza”, “L’età di Clausewitz è finita” (del 20 ottobre 1975 in occasione della sessione Unesco a Varsavia) e “La Pira e le Città” (del 12 aprile 1954, intervento all’Assemblea della Croce Rossa Internazionale a Ginevra); di Padre Turoldo un’omelia inedita, del 21 gennaio 1991, scritta durante la prima guerra del Golfo.

Il programma musicale vede la partecipazione del pianista e compositore fiorentino Alessandro Galati, con le musiche da lui proposteStarshipLosers” – metafora del viaggio e del silenzio, fino all’approdo, e “Wassily” – dedicato al pittore russo Wassily Kandinsky, per il quale ad ogni colore corrisponde una nota, un’emozione.

L’evento è inserito nel calendario dei 50 anni di attività dell’associazione fondata nel 1972. E nei giorni scorsi  nel Museo di S. Marco a Firenze, ove vissero il Savonarola e il Beato Angelico, il regista e attore Abel Ferrara ha realizzato il video nella cella  n.7, dell’affresco “Il Cristo deriso”, dando lettura  delle poesie di Gabriele Tinti, ispirate a questo celebre affresco dell’Angelico che allude alla Resurrezione. Tema quanto mai attuale in questo periodo di guerra di aggressione nei confronti dell’Ucraina, di lutti, sangue e dolore, su cui Abel Ferrara ha avuto  dure e pesanti, di rabbia e di  dolore, sia per la manipolazione dei fatti cui il potere (anche americano) ricorre da tempo, che per le stragi in corso e  la corsa alle armi.  Nato a New York nel Bronx, Ferrara ha iniziato ma dirigere i suoi negli anni ’70. Uomo di pace, nel 2011 ha ottenuto il Pardo d’onore a Locarno, e nel 2012, L’ultimo giorno sulla terra, prese tato a Venezia il film dedicato a Pasolini, di cui è grande estimatore, poi Tommaso e di recente Siberia. Innamorato del nostro paese e della sua cultura  laica e religiosa ( ha dedicato un lavoro a Padre Pio), ha deciso di stabilirsi a Roma. Gabriele Tinti, poeta, scrittore e critico d’arte, ha pubblicato nel 2018, il progetto “Rovine”.

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