domenica, Agosto 1

La mappa più antica? È per l’aldilà Si tratta di un frammento del Libro delle due Strade. Una mappa per attraversare il regno dei morti e arrivare all’aldilà

0

Le mappe sono uno strumento molto prezioso per l’uomo, oggi come in passato, aiutano a orientarsi sul territorio. Che sia sullo smartphone, interattiva, su carta, enorme o piccola, la mappa è una guida necessaria per indicarci dove andare quando non conosciamo la strada.

Un ritrovamento in un sarcofago risalente a 4000 anni fa, ha portato alla scoperta di quella che può essere considerata la prima mappa. La prima guida illustrata è stata rinvenuta infatti su un sarcofago nella necropoli di Dayr al-Barshā.

Il luogo del ritrovamento può dare già qualche indizio su dove conduca questa mappa. Si tratta infatti di un frammento del Libro delle due Strade. Una mappa per attraversare il regno dei morti e arrivare all’Aldilà.

Il percorso per la vita eterna

I ritrovamenti nei sepolcri dei faraoni dell’antico Egitto testimoniano come per i defunti la morte non volesse dire riposo. Dopo il decesso infatti i morti illustri venivano preparati ed equipaggiati per il loro viaggio verso la vita eterna.

Centinaia di oggetti di tutti i tipi  venivano inseriti nelle tombe a questo scopo, e non poteva mancare una guida. Una mappa con il percorso e gli ostacoli da superare.

Questa mappa è un frammento di un testo, il Libro delle due strade. Queste indicavano due percorsi, una via terra e uno via acqua, che conducevano a Rostau. Quello ritrovato sulla tomba costruita all’epoca del faraone Mentuhotep II sembra essere la versione più antica di questa mappa. Il sarcofago era quello di una donna di alto rango, di nome Ankh.

La mappa indicava un viaggio pericoloso, funestato da anelli di fuoco, demoni, contro cui la defunta avrebbe dovuto lottare facendo incantesimi. Il libro contiene anche le formule per tali incantesimi.

Il libro dei morti

Insomma la prima mappa illustrata mai rinvenuta conteneva oltre alla guida anche soluzioni ai problemi che potessero presentarsi durante il viaggio.

Un po’ come le moderne applicazioni di mappe che guidano suggerendo i percorsi migliori. Che indicano ostacoli, come la presenza di incidenti, ma anche soluzioni, come i percorsi alternativi. Che forniscono strumenti utili come l’indicazione delle aree di rifornimento carburante.

L’importanza delle istruzioni nei sepolcri egizi, per attraversare il regno dei morti era già nota. Sulle pareti interne alle tombe dei faraoni veniva inciso il testo del Libro dei morti, anche questo necessario per raggiungere l’altro mondo. Probabilmente la promessa della vita eterna valeva lo sforzo del dedicarsi a qualche lettura!

Una curiosità che ci riporta ai giorni nostri. Uno di questi libri è protagonista di una slot machine online molto popolare. Si tratta di Book of Ra, in cui un giovane esploratore va alla ricerca di un libro misterioso. The Book of Ra, il libro di Ra potrebbe essere proprio il libro dei morti.

Le prime mappe ‘terrestri’

Destinazioni meno evocative rispetto all’Aldilà, erano sulle più antiche mappe create per orientarsi sulla terra. Le prime cartine geografiche riportano inevitabilmente ai grandi popoli viaggiatori del passato: Greci, Fenici e Babilonesi. Queste avevano lo scopo di indicare il possesso di territori, oppure di mostrare itinerari.

Anassimandro, vissuto nel VI secolo a.C. viene spesso indicato come il primo cartografo. In seguito anche Pitagora e Aristotele si cimentarono nella cartografia. La prima mappa a rappresentare l’intero mondo conosciuto è la mappa Tolemaica del 150 d. C.

I Romani utilizzarono la cartografia per mappare le strade che costruivano in tutto l’impero.

Durante il Medioevo i feudatari usavano mappare con precisione i propri possedimenti. Il controllo di imperi vasti rese necessarie le mappe anche per i Cinesi e per i Mongoli.

La figura del cartografo era presente su tutte le navi che intraprendevano viaggi. Lo stesso Cristoforo Colombo era solito disegnare mappe nel corso delle sue esplorazioni e al suo ritorno dai viaggi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->