mercoledì, Ottobre 20

La manovra della Bce contro l'inflazione field_506ffbaa4a8d4

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Al vertice di ieri sono state svelate le nuove previsioni relative alla crescita e all’inflazione. Ebbene, l’inflazione si prospetterà allo 0,1% nel 2016 (le stime di dicembre parlavano dell’1%), all’1,3% nel 2017 e all’1,6% nel 2018. Questo significa che i prezzi non torneranno verso l’obiettivo dell’Eurotower almeno per altri tre anni.

Ricordando che uno degli obiettivi inseriti nel mandato della Banca centrale europea è quello di garantire la stabilità dei prezzi, il consiglio direttivo guidato da Mario Draghi ha scelto di agire. E’ stato deciso, prima di tutto, di tagliare i tassi di interesse abbassandoli a nuovi minimi storici. Il tasso chiave è stato portato da zero allo 0,05%. Il tasso sui depositi è stato inoltre ridotto a -0,40% da -0,30% e quello di rifinanziamento marginale è stato tagliato allo 0,25% dallo 0,30%. Draghi ha inoltre precisato che i tassi di interesse nell’eurozona resteranno molto bassi per un lungo periodo di tempo e saranno efficaci a partire dal 16 marzo.

Come seconda mossa, l’Eurotower ha introdotto un ampliamento del programma di acquisto di titoli di Stato e obbligazioni (il cosiddetto “Quantitative Easing). L’ammontare passa da 60 a 80 miliardi di euro mensili e il limite acquistabile di ogni singola emissione sale dal 33% al 50%.

Infine, si vuole dare una nuova liquidità per le banche. Le operazioni, ribattezzate ‘TLTRO II’ (Targeted Long Term Refinancing Operations), avranno inizio a giugno, dureranno quattro anni e l’ammontare dipenderà da quanto credito gli istituti erogano all’economia reale.

Tutte le nuove misure straordinarie della Bce hanno lo scopo di rafforzare lo slancio della ripresa economica della zona euro e accelerare il ritorno dell’inflazione a livelli inferiori ma prossimi al 2%.

 

(video tratto dal canale YouTube di Euronews)

 

 

 

 

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