sabato, Ottobre 23

La malaria farmacoresistente Casi di malaria nel Paese: diminuiscono ma la pericolosità dei nuovi ceppi virali è in aumento

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An illegal logger cuts down a tree to be turned into planks for construction in a forest south of Sampit in Indonesia's Central Kalimantan province

Bangkok – Potrebbe sembrare una sfida virale dal sapore d’antico passato. Ma quando si rilegge il tutto con occhi asiatici, la diffusione di certe malattie che in Occidente si ritengono –a torto- eradicate del tutto, assume una connotazione parecchio diversa. Diverso trattamento abbiamo visto tra media occidentali e media asiatici a proposito del rischio di importare il virus dell’Ebola dall’Africa negli ultimi giorni. E parimente assistiamo ad un trattamento alquanto differente tra Occidente ed Asia, a proposito del rischio di diffusione della malaria. Mentre nelle nostre lande si assiste a qualche caso, più che altro per effetto della diffusione di migranti provenienti da zone difficili del Mondo, in Asia la questione assume un contorno parecchio più pesante. In questo caso, si esaminano le vicende della malaria in Vietnam.

Sebbene il Vietnam mostri chiaramente indici in decrescita per quel che riguarda i casi di malaria, l’eliminazione della malattia affronta ancor oggi grandi sfide. Si tratta di sfide inerenti l’insorgenza di altri aspetti complessi da affrontare come lo sviluppo di nuovi ceppi farmaco-resistenti, i quali impongono lunghi periodi di ricovero ed un crescente numero di casi causati da ceppi meno pericolosi ma che sono parecchio difficili da trattare.

In Vietnam i primi casi di resistenza nel 2010 furono rintracciati nella provincia del Sud Est di Binh Phuoc dai ricercatori impegnati sugli studi sulla malaria della Unità di Ricerca Clinica di Ho Chi Minh City presso la sede principale di Oxford OUCRU.

Il Prof. Tran Tinh Hien, capo del gruppo di ricerca, ha affermato che la resistenza ad un parassita più pericoloso (P. Falciparum) trasportato dalle zanzare è cresciuta tra i pazienti fino a superare il 33 per cento quest’anno. Il tipo di resistenza al trattamento farmacologico è cresciuta poi diffondendosi anche ad altre tre Provincie, cioé Gia Lai e nella Provincia costiera del Centro-Sud di Quang Nam, come ha chiarito Tran Thanh Duong, Capo dell’Istituto Nazionale sulla Malaria, Parassitologia ed Entomologia.

Lo studioso ha mostrato tutta la sua preoccupazione sulla diffusione della resistenza che potrebbe poi diffondersi ulteriormente, soprattutto nella Regione centrale e nella Regione Centrale dei Picchi.

Ultimo caso in ordine di tempo, è accaduto lo scorso 4 Agosto, la Nazione quest’anno ha così dovuto registrare un decesso nella Provincia di Gia Lai e 11.070 incidenze di malaria, secondo l’Istituto Nazionale sulla Malaria, Parassitologia ed Entomologia. Sebbene il numero dei casi sia diminuito del 35 per cento in comparazione con l’anno precedente, i dati mostrano che vi sono stati più casi di resistenza farmacologica da annotare. Secondo lo studioso Duong l’innalzamento delle temperature e il novero delle piogge nella zona delle Provincie centrali hanno favorito la creazione di un ambiente favorevole alle zanzare infette con questi parassiti.

I residenti nella zona del Delta (Mekong) Cuu Long e nella regione più settentrionale spesso viaggiano verso le aree a maggior rischio di contrarre la malaria nelle zone montuose centrali nel periodo della cura delle piantagioni di legna e manioca. Quando tornano a casa, può accadere che trasmettano la malattia contratta ai propri congiunti, in famiglia ed ai vicini. Lo studioso Duong afferma che ognuno tra coloro che lavorano in quelle aree potrebbe adottare metodi di prevenzione come semplicemente dormire sotto delle opportune zanzariere e vestire con abiti più lunghi.

Il Professor Tran Tinh Hien afferma inoltre che solo il 20 per cento della popolazione che ha i parassiti della malaria nel proprio sangue hanno sintomi di malaria, come ad esempio la febbre e temperature corporee più alte. Per individuare l’infezione da malaria, il professor Hien ed i suoi colleghi presso l’Unità di Ricerca Clinica di Ho Chi Minh City usano un metodo specializzato che è più efficace della strisciata del sangue sui vetrini. Il Professor Hien ha detto che l’Unità di Ricerca Clinica di Ho Chi Minh City ha visitato la Provincia di Binh Phuoc, spingendo i residenti a fare i test del sangue ma solo pochi hanno seguito questa indicazione, aggiungendo un ulteriore problema lungo il cammino della eradicazione della malaria.

Secondo quel che afferma lo studioso, la Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato la terapia basata sulla combinazione con base Artemisinin ACT come prima linea di trattamento per malaria non complessa causata da P. Falciparum. Il trattamento combinato ACT aiuta a ripulire il virus nel sangue degli ammalati di malaria in soli tre giorni di trattamento. In ogni caso, in molte parti del Mondo, i parassiti hanno sviluppato una crescente resistenza ad un vasto numero di medicinali specializzati per la malaria. Quando i parassiti diventano farmaco-resistenti, essi permangono nel sangue degli ammalati dopo tre giorni di trattamento.

Il Prof. Hien afferma che uno studio sulla diffusione della malaria in Asia ed Africa pubblicato su The New England Journal of Medicine a fine Luglio scorso dimostra che una mutazione genetica è alla base della farmaco-resistenza.

L’altra sfida nella eradicazione della malaria in Vietnam è la più alta proporzione del parassita P. Vivax sul numero totale dei casi di malaria nella Nazione. Sempre secondo il prof. Hien la proporzione del parassita della malaria P- virax oggi annovera il 60-70 sul totale dei casi di malaria nei primi sei mesi dell’anno nelle aree dove il suo team di ricerca ha condotto i propri studi scientifici e medici.

In passato la proporzione era solo del 40-30 per cento sul totale, affermano gli studiosi del settore. Nella intera Nazione, la proporzione lo scorso anno era del 38-55 per cento, un salto dal precedente 25 per cento nel 2010, secondo l’Istituto Nazionale di Studi sulla Malaria, Parassitologia ed Entomologia. Sebbene i parassiti di P. Vivax siano meno virulenti rispetto a quelli letali del P. Falciparum, essi possono occasionalmente condurre a severe complicazioni come il coma, ferite da malattia acuta o anemia severa, specialmente nei bambini.

Gli studiosi affermano che è più complesso completare una cura radicale per pazienti con malaria derivante dal parassita P. vivax a causa della scarsa compiacenza dei pazienti nel rispettare il regime di 14 giorni di trattamento (con Primaquine, l’unico farmaco che può curare la malaria da P. vivax).

La malaria da P. vivax può condurre ad episodi ricorrenti di febbre alta a causa del ciclo di vita del parassita P. vivid che può agire o permanere in modo dormiente nelle cellule infette del fegato per mesi o persino un anno, e poi inaspettatamente si risvegliano e provocano una diffusione della malaria negli organismi dei pazienti.

 

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