domenica, Maggio 9

La malagestione dei disastri field_506ffb1d3dbe2

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Terremoto in Pakistan

Bangkok – La Commissione Management dei Disastri, un corpo legale guidato dal Primo Ministro e composto dai più eminenti esponenti ufficiali governativi e ministeriali – che è stato ideato per la creazione di un piano unico di risposta ai disastri su scala nazionale – di fatto non si riunisce dal 2012. Inoltre, un piano decennale formulato all’ultima sessione della Commissione Management dei Disastri, finalizzato al potenziamento della capacità nazionale di affrontare i futuri disastri a seguito delle inondazioni del biennio 2010-2011, deve ancora essere ratificato poiché l’istituzione non s’è ancora riunita fin da quei tempi.

Secondo un funzionario ufficiale esperto in management dei disastri, in molti affermano che la Commissione Management dei Disastri oltre che essere guidata dal Primo Ministro in persona si ritiene debba vedere la partecipazione di tutti i principali ministri e governatori, i leader dell’opposizione del Senato e dell’Assemblea Nazionale, il Capo della commissione riunisce i principali esponenti dello staff della Commissione stessa così come di altri esponenti rilevanti tra i Dipartimenti del Governo ma anche nell’ambito delle ferrovie, del sistema stradale, ed altri dipartimenti ed autorità preposte in ambito nazionale.

Questo forum è la piattaforma dove tutti i vertici decisionali si riuniscono in un sol punto e decidono le politiche inerenti la gestione dei disastri. Nel corso dell’ultimo meeting si è discusso e si sono prese decisioni per un controvalore di un miliardo di Dollari USA, al fine di definire i piani di gestione dei disastri a livello nazionale e per innalzare il livello di preparazione del Paese stilando le necessità specifiche per i prossimi dieci anni. Esponenti ufficiali privati sui dettagli dei piani hanno affermato che le preoccupazioni correnti in ambito istituzionale in tema di management dei disastri si sono innalzate, così, di conseguenza tutti i piani dovranno essere approvati dai corpi istituzionali, prima che vengano diffusi e resi noti al pubblico uditorio. Ma poiché il corpo istituzionale preposto non s’è riunito di nuovo per due anni, le fonti informative affermano che il piano è evidentemente non approvato

In ogni caso, un esponente ufficiale dell’Autorità per il Management dei Disastri NDMA insiste sul fatto che certi aspetti del piano hanno subito finora vari ritocchi e miglioramenti, si attende solo la approvazione finale e definitiva in sede ufficiale. Anche Sarwar Bari della Pattan Development Organization ha riecheggiato le preoccupazioni sulla non funzionalità della Commissione Management dei Disastri. «Gli incontri della Commissione e le commissioni provinciali della gestione del management dei disastri dovrebbero tenersi e senza alcun ritardo ulteriore», ha aggiunto l’esponente ufficiale.

Il portavoce della Autorità per il Management dei Disastri Ahmed Kamal ha riferito che dopo il passaggio in approvazione dell’Atto Manageriale Nazionale sui Disastri, tutto è nelle pieghe dell’Atto di Management dei Disastri Nazionale datato 2012. Il governo riceve il mandato di individuare e supportare autorità manageriali nazionali, provinciali, a livello dei Distretti. Sebbene l’Autorità per il Management dei Disastri esista –in attuazione della legge- le Autorità del Management dei Disastri a livello dei Distretti PDMA devono ancora essere costituiti in ogni singolo distretto nella forma delle Autorità che operano a livello locale con la sigla DDMA.

Il portavoce ha anche affermato che tale Autorità per il Management dei Disastri seguirà la calendarizzazione del Primo Ministro in persona. Mentre l’Autorità per il Management dei Disastri ha avuto vari incontri nel recente passato e si insiste affinché il Governo pianifichi tutto fin nei minimi dettagli per giungere pronti al triste appuntamento delle alluvioni.

Le interferenze politiche sono state tra le cause principali nella cattiva gestione delle inondazioni del 2010 che causarono danni anche gravi in varie parti del Paese, soprattutto nel Sindh e nel Belucistan. Si verificò – con evidenza di prove – che alcuni politici ed esponenti di spicco fecero divergere il corso d’acque delle inondazioni via dalle loro terre con i più disparati stratagemmi.

In ogni caso, Kamal ha riferito pubblicamente che mentre «tutte le più rilevanti Autorità sono state individuate e messe a punto, le autorità distrettuali per il management dei disastri non sono state ancora attivate perché ancor oggi non godono di staff e nemmeno di vertici di comando». Il 30 giugno – è stato fatto notare – le conferenze di preparazione alle inondazioni si tennero a Islamabad ed in quella sede sono stati discussi vari temi pregnanti.

Il 6 Agosto il Dipartimento di Meteorologia ha emesso un report dove si affermava che a Luglio s’era assistito ad una piovosità del 30 per cento più bassa in media e si affermava da più parti che questo trend avrebbe continuato lungo quella direzione anche nel resto del mese. Si è suggerito che la stagione delle piogge pesanti in fondo è giunta quasi inaspettata in quelle dimensioni e che ci sarebbe stata ben poca possibilità di salvarsi da essa. Ma un ufficiale anziano tra i vertici decisionali provinciali in materia di disastri ambientali ha affermato che si tratta di sciocchezze. L’ufficiale, che era stato coinvolto nella gestione delle inondazioni del 2010 e 2011, ha aggiunto che sì è vero che le previsioni meteorologiche non possono essere così precise oltre il range di una settimana e che le previsioni di lungo termine sono alquanto raramente accurate. Secondo quello che afferma l’esponente ufficiale, i servizi meteorologici avevano previsto che vi sarebbe stata piovosità normale nel Punjab meridionale e centrale, nel Sindh e nel Belucistan. Le previsioni, in verità, non hanno poi azzeccato quasi niente.

Un po’ in tutto il Mondo, le varie Nazioni stilano stime e valutazioni finalizzate alla stesura di piani mirati su una tempistica di 10 fino a 50 anni con l’obbiettivo di minimizzare l’errore di scarto circa i disastri non preannunciati. Ma in Pakistan, dove le inondazioni sono una specie di fenomeno regolare, non è stata finora intrapresa alcun tipo di misura per giungere realmente pronti all’appuntamento con la stagione delle piogge. La Nazione ha una lunga storia di inondazioni. Le più gravi di esse sono state osservate negli anni 1952, 1976, 1992, 2007, 2010, 2011 e 2014.

 

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