lunedì, Agosto 2

La magra vittoria elettorale di Alba Dorata field_506ffbaa4a8d4

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Atene – Il movimento di estrema destra Alba Dorata è stato il terzo partito politico nel Paese a risalire la china con uno scarto di pochi punti percentuali, da 6,3% a 7% lo scorso gennaio, in occasione delle elezioni legislative.

Fino a marzo, il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, aveva scontato la sua pena con l’accusa di di capeggiare un’organizzazione politica criminale. Con il suo slogan di ‘sola scelta nazionalista’ e inseguendo l’ombra degli enormi flussi di rifugiati che approdano nelle isole di Kos e Lesvos, Alba Dorata ha rappresentato una forza considerevole sulla scena politica greca e ha scatenato paure e timori non indifferenti sulla possibilità di incrementare ulteriormente tale forza.

Spesso descritta dagli altri partiti e dai media come movimento ‘neonazista’ o ‘fascista’, Alba Dorata ha spesso fatto leva sui timori della gente del posto per accaparrarsi voti non convenzionali. E allora, il sistema politico greco in bancarotta ha forse reso più forte questo partito che fino al 2009 godeva solo di uno 0,3%?

L’ ‘Indro’ ha incontrato Giorgos Kontogiorgis, professore di Scienze Sociali ed ex Rettore alla Università Panteion, che ha chiarito il fenomeno Alba Dorata.

 

Quali fattori hanno contribuito all’empowerment di Alba Dorata?

Non c’è ombra di dubbio che i fattori imputati in primis siano stati il sistema politico e la sua caduta. In Grecia, così come altrove, esiste un sistema politico e la sua versione involuta, rappresentata da un regime autoritario che, in questo caso, è Alba Dorata. Il sistema politico greco attuale è invece, ingiustificatamente, sia democratico sia rappresentativo, perciò fatto da due realtà agli antipodi. É pur vero che ci troviamo di fronte a una monarchia eleggibile con un fondamento oligarchico molto forte, in cui il Primo Ministro ha potere assoluto.

La società ha una funzione non istituzionale, non è rappresentata da nessun ente: può protestare su decisioni politiche poco condivise, ma senza potere alcuno di cambiamento.

Per essere rappresentativo, un sistema deve puntare su due profili fondamentali: il cedente e l’assegnatario. Negli altri Paesi, esiste una classe intermedia che impone linee politiche oligarchiche nell’interesse di alcuni gruppi, garantendo al tempo stesso coesione sociale. Al contrario, il sistema della Grecia viene visto e trattato come un bottino.

La sola cosa che nessun governo greco (e i partiti pro o contro il Memorandum) riuscirà a cambiare è il sistema politico corrotto e il sistema legislative complicato.  Se il sistema non funziona i politici virano su altre leggi.

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