sabato, Maggio 8

La Madonna che rende omaggio alla 'ndrangheta field_506ffb1d3dbe2

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20140709

Forse contavano sul fatto che, in un paese defilato come Oppido Mamertina, nessuno avrebbe dato peso ad un gesto del genere. O forse contavano sul fatto che tutti, ma proprio tutti in paese, la pensassero come i venticinque portantini della statua della Madonna durante la processione. Tuttavia qualcuno ha notato come la statua, arrivata sotto casa di un boss della ‘ndrangheta ora agli arresti domiciliari, si sia fermata per rendere omaggio: la Madonna che rende omaggio alla ‘ndrangheta.

Nel momento in cui vedono la processione fermarsi, i carabinieri di scorta ai fedeli abbandonano la processione, come a dire che loro non possono proteggere i conniventi, coloro che, sotto sotto, appoggiano un certo stile di vita mafioso. Se ne vanno perchè forse gli unici fuori posto in quella processione di Oppido Mamertina sono proprio loro. Girano voci che già nei giorni precedenti il maresciallo Andrea Marino avesse conferito con il parroco per concordare che la processione ci sarebbe stata a patto che non ci fosse alcuna deferenza verso quel boss, a patto che la ‘ndrangheta venisse lasciata fuori dalle cose della fede. 

Cosa che non successe: la ‘ndrangheta, a Oppido Mamertina, ha vinto sulla fede e sull’impegno dei carabinieri. I carabinieri tuttavia non ci stanno a leggere sui quotidiani che avrebbero abbandonato la processione. E’ proprio il maresciallo Marino a parlare per fare presente che, in quella situazione: «era necessario allontanarsi dalla processione e attivare le riprese per poter fornire agli inquirenti le prove necessarie a identificare esecutori e mandanti». Filmato che sarà utilizzato da chi di dovere per cercare di individuare chi, in quella piccola folla, abbia avuto l’idea di rendere omaggio al padrino.

Fa discutere anche il sindaco di questo piccolo paese Domenico Giannetta, che con la fascia tricolore addosso ha invece assistito alla processione, reverenza compresa, senza discutere e tantomeno senza abbandonare il corteo allo svolgersi dei fatti. Immediatamente successivamente il sindaco non avrebbe nemmeno condannato il gesto, salvo poi, al sollevarsi del polverone mediatico, scusarsi dicendo «ho peccato in leggerezza».

In leggerezza o in abitudine, dal momento che la figlia del boss si difende affermando che la ‘ndrangheta non c’entra nulla, che la processione si svolge in questo modo da trent’anni e che, con questo clamore, si intende solo infangare la sua famiglia e soprattutto suo padre, ridotto ormai allo stato vegetale.  Una processione quindi, capeggiata dal parroco cugino dello stesso boss, che si ripete da trent’anni con lo stesso omaggio, mai condannato.

Oggi invece i carabinieri lasciano il corteo, vengono chieste le dimissioni per il sindaco che invece rimane al proprio posto, si torna a parlare di un boss che, viste le sue condizioni di salute, non può più nuocere a nessuno e la chiesa propone di vietare celebrazioni in Calabria per i prossimi dieci anni. La speranza è quindi che il vento stia cambiando, che quei carabinieri che si sono allontanati non siano quindi lasciati soli in un paese nel quale la Madonna rende omaggio al padrino.

 

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