sabato, Settembre 25

La Macedonia cambia stemma Il Governo macedone ha approvato un progetto per modificare lo stemma dello Stato

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Skopje Il Governo macedone ha approvato un progetto per modificare lo stemma dello Stato, la bozza del progetto è stata approvata anche dai Ministri albanesi, facenti parte del Governo guidato da Nikola Gruevski.

Il nuovo emblema proposto raffigura un leone rosso recante uno scudo d’oro e una corona adagiata su un muro che nella parte superiore prende la forma di un castello.

Il Governo macedone, con la modifica dello stemma, mira a riportare in auge i simboli storici del Paese. «Il leone è il simbolo che unisce tutte le comunità etniche in Macedonia e simboleggia la terra, il territorio e il potere, infatti, molte famiglie albanesi hanno utilizzato per anni la figura del leone come loro simbolo», si legge nella proposta governativa.

La decisione del Governo macedone di cambiare l’emblema di Stato ha sollevato non pochi interrogativi e ha suscitato un grande risentimento da parte della comunità albanese, gruppo etnico che rappresenta il 25% della popolazione. Storici albanesi, così come i partiti di opposizione affermano che il simbolo del leone non rappresenti l’unione tra tutte le etnie.

Alcuni affermano che questo simbolo sia simile allo stemma del partito al Governo, del Primo Ministro Nikola Gruevski (il VMRO-DPMNE) e che l’adozione di questo simbolo sia una mossa strategica, da parte del Governo, per focalizzare l’attenzione sul malcontento della comunità albanese come gruppo di minoranza in Macedonia.

 

Lo storico albanese Kim Mehmet dalla Macedonia, ci spiega questa mossa del Governo sia volta a negare la multietnicità del Paese poiché, secondo lo storico, i cambiamenti della storia macedone stanno diventando stagionali. “Quando una persona non ha modo di risistemare l’interno della sua casa, pittura e decora la facciata del palazzo in cui vive così da ingannare se stesso, augurandosi che chi vede la sua casa dall’esterno possa credere che al suo interno le persone vivano in armonia e prosperità. La stessa cosa sta accadendo con la modifica dello stemma della Macedonia, in quanto si ha l’impressione che tutto, compresa la storia del popolo macedone, stia cambiando stagionalmente. In breve, la Macedonia è sempre in fuga dalla realtà multietnica, in particolare, dalla disputa Albania-Macedonia, e evitando questo confronto si affretta a costruire il maggior numero di memoriali in cui la predominanzacorreligionariaslava-ortodossa aleggia ovunque. Questo, di fatto, mira a voler cambiare la natura multietnica del Paese”, dice Mehmeti.

Lo storico ritiene che il simbolo del leone sullo stemma dello Stato macedone rappresenti solo il passato bulgaro del Paese e non abbia a che fare con la multietnicità ma, piuttosto, corrisponda a radici slave-ortodosse.

Il leone proposto da questo Governo non può essere che il simbolo dell’ignoranza e dell’irresponsabilità, esso di certo non è un simbolo albanese. Il leone, proprio come qualsiasi altro animale, può diventare un simbolo di Stato nel momento in cui è legato al suo passato. L’emblema del leone proposto per la Macedonia simboleggia solo il passato bulgaro e la storia del partito VMRO-DPMNE. In questo modo la Macedonia può rivelare solo uno spirito etnico slavo-ortodosso, prevalente in Macedonia, che, però, esclude tutti gli altri simboli etnici”. Quindi, continua Mehmeti, “questo leone corona solo lo spirito monoetnico del Paese che mira, esclusivamente, ad assimilare la comunità albanese in Macedonia” Lo storico afferma che, anche il partito albanese di Ali Ahmeti, il Demokratska Unija za Integracija (DUI -Unione Democratica per l’Integrazione), non è mai stato, totalmente, a favore del ‘fattore’ albanese in Macedonia, e che erano attese reazioni ufficiali da Tirana e Pristina.

“Non mi aspettavo una diversa reazione dai rappresentanti che abbiamo qui, la maggior parte di loro non ha il cervello dentro la testa ma nelle tasche. Però, mi sarei aspettato una reazione più chiara e sentita da Tirana e Pristina. Per quanto riguarda noi, poi, forse non ci dovremmo fare troppe aspettative, poiché, stiamo tutti affondando nella palude dell’ignoranza politica e stiamo costruendo un castello di falsi valori che sono pesati solo dal DUI, il partito albanese al potere, che non si ritiene di certo possessore di tutte le verità ma vuole appropriarsi del nostro spirito e della nostra mentalità”, dichiara ancora Mehmeti.

Xhelal Neziri registra e co-fondatore del Centro per il Giornalismo Investigativo in Macedonia (SCOOP), ci spiega che a suo avviso il Governo sta cercando in tutti i modi di distrarre l’attenzione della gente dal fatto che uno degli esponenti del Governo è stato accusato di corruzione dall’opposizione, la quale sostiene di avere file compromettenti su ‘persone chiave’ del Governo.
Il nuovo emblema proposto dal Governo mira a spostare l’attenzione della popolazione da due punti: il dibattito sui file compromettenti, che accusano esponenti del Governo di corruzione, e dalle sempre crescenti proteste da parte degli studenti sulla protezione delle Università da parte delle Autorità. Due anni fa si votò in Parlamento per modificare lo stemma del Paese e rimuovere la stella comunista. Ora, la proposta sulla modifica dell’emblema, con un simbolo simile al logo del principale partito al potere, è solo una mossa per distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali del Paese”, dice Neziri.

Neziri critica il partito albanese di Ali Mehmeti che governa insieme a Gruevski poiché, secondo il regista, “il leader del partito difende solo gli interessi economici dei politici e non del popolo che li ha votati”.
Indipendentemente dagli scopi del Primo Ministro Nikola Gruevski e dal partito Unione Democratica per l’Integrazione, non si dovrebbe permettere che un simbolo di un partito diventi lo stemma dello Stato. Questo partito, invece, non solo ha votato a favore del nuovo simbolo, sostiene l’idea e lo considera un simbolo attraverso cui gli albanesi si possano sentire rappresentati. Si tratta di un degradazione da parte della componente albanese al Governo, una cosa che, in Macedonia, non accadeva da vent’anni di pluralismo partitico. Il DUI protegge sempre più solo gli interessi di un particolare gruppo di politici e uomini d’affari e non l’interesse dei cittadini e degli elettori (153.000) che li hanno sostenuti nelle recenti elezioni”, ci dice Neziri.

 

Traduzione a cura di Marzia Quitadamo

 

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