giovedì, Dicembre 2

La lunga mano dell’ ISIS

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BangkokIl più grande timore che vi possa essere in questo periodo storico così intricato e doloroso ha cambiato denominazione, non più al Qaeda ma Stato Islamico, almeno stando alla luce dei riflettori puntata dai media internazionali. All’interno di questa grande paura collettiva indotta dalle barbarie quotidianamente propinate con questa mutata sigla del network del terrore, vi è in secundis la paura che le sirene attraenti del linguaggio estremista vivificato con una reiterata mistificazione dell’Islam possano ingrossare le fila dei combattenti tra Iraq e Siria. Oltre che rafforzare le propaggini dello stesso network del terrore anche nelle Nazioni da cui questi adepti della lotta contro il totem collettivo negativo partono di fatto ogni giorno.

Ebbene, questa minaccia oggi campeggia anche in Malaysia e sembrerebbe persino aver raggiunto un nuovo e più innalzato livello, attraverso i legami tra i combattenti stranieri ed i locali pure per via mediatica, attraverso i social network che sembrano aver dato ulteriore acqua al fiume del ‘ fund rising’terroristico per le loro azioni in Medio Oriente ed in tutto il Mondo.

Ora i militanti stranieri cercano di influenzare i partiti politici attraverso i loro membri. Oggi il Primo Ministro Najib Razak  parteciperà ad una tavola rotonda con carta Bianca in Parlamento, all’interno della quale sarà esaminata la minaccia del gruppo islamico autoproclamatosi Stato Islamico così come verranno esaminati anche altri gruppi terroristici presenti nel territorio della Malaysia.

Il Ministro degli Interni Ahmad Zahid Hamidi  ha affermato che la Carta Bianca potrebbe introdurre misure variamente suggerite per combattere e prevenire il terrorismo. «La minaccia è reale e noi speriamo che la Carta Bianca possa creare più attenzione e coscienza su entrambi i lati della scena politica della Malaysia in modo che tutto lo scenario politico e parlamentare nazionale possa pensare e muoversi come se fosse un corpo unico».

«Se quelli dell’ISIS sono capaci di uccidere tra i musulmani, allora sono capaci di uccidere anche i non-musulmani».

Più oltre: «La popolazione deve essere allertata su tutto ciò e devono essere prese le opportune precauzioni« », ha affermato il Ministro degli Interni in una intervista concessa al Putra World Centre nella giornata di ieri.

Il Ministro degli Interni Ahmad Zahid ha affermato che il Primo Ministro Najjib potrebbe anche essere sollecitato a intervenire sul tema delle cellule terroristiche operative nel territorio nazionale e soprattutto sui cittadini della Malaysia che ne sono coinvolti, così come si potrebbe ridiscutere la revisione dell’assetto delle Leggi attuali che potrebbero essere opportunamente emendate o possono prevedere l’introduzione di nuove normative ad hoc per combattere al meglio il rischio terroristico nel proprio Paese.

Non a caso si è sentito dire dal Ministro degli Interni che si sarebbe dato uno sguardo approfondito sulle opzioni in essere ed oggetto di discussione parlamentare: «Noi rafforzeremo sia le sette leggi esistenti riscrivendo le clausole oppure si proporrà un nuovo Atto Anti-Terrorismo come misura preventive. Se sarà introdotto, il nuovo Atto andrà a porsi come complementare con le Misure Speciali di Offese e Sicurezza SOSMA e l’Atto di Prevenzione del Crimine PCA« », ha aggiunto il Ministro.

In precedenza, il Governo aveva definito una Carta Bianca sul gruppo Al-Ma’unah e sugli accadimenti di Baling che hanno riguardato un rilevante numero di sostenitori del gruppo religioso.

«In questo frangente, la minaccia straniera è reale così come lo è quella che giunge dall’interno», ha sottolineato Ahmad Zahid. «Ciò che è peggio è che oggi i combattenti della Malaysia sono connessi con combattenti stranieri e questo pone una minaccia per noi totalmente nuova».

Ahmad Zahid ha affermato che la sicurezza nazionale è sotto minaccia poiché lo Stato Islamico manipola gli insegnamenti dell’Islam per giustificare i propri scopi di superamento del governo democratico attraverso la forza militare per creare uno Stato Islamico secondo la loro propria interpretazione di ciò che è alle fondamenta della costituzione dello Stato Islamico.

«Applicazione della forza significa anche l’uccisione di musulmani e  non-musulmani che rifiutano di accettare la loro versione dello Stato Islamico».

Ahmad Zahid, il quale è Vice Presidente Umno, spera che la Carta Bianca possa essere dibattuta con sincerità dai partiti Barisan Nasional . «La cosa importante è che noi ora si lavori insieme ne va di mezzo la sicurezza del Paese», ha aggiunto sottolineando che i partiti parlamentari devono essere uniti proprio nell’interesse della sicurezza nazionale.

Nelle sue parole si afferma che Bukit Aman ha identificato circa cento cittadini della Malaysia coinvolti in atti terroristici. «In ogni caso, temiamo il numero possa crescere se non si adotteranno le misure preventive. Ecco perché stiamo monitorando anche i social media su due fronti, il reclutamento di cittadini della Malaysia e le cellule terroristiche che stanno raccogliendo ulteriori donazioni e fondi».

Il Ministro Ahmad Zahid è sicuro che la Malaysia non sia finora diventata una vera e propria piattaforma di lancio nell’addestramento dei combattenti ISIS proprio a causa del continuo monitoraggio del territorio che è stato svolto finora.

«I gruppi terroristici preferiscono le Nazioni confinanti ma stiamo comunque cooperando con le forze di polizia congiunte dell’area ASEAN e con l’Interpol per prevenire tali minacce in special modo quella dell’ingrandire le file dei loro membri».

Nonostante tutto, Bukit Aman –il Quartier Generale della Polizia- ha riferito che 39 cittadini della Malaysia sono stati coinvolti con i gruppi militanti in Siria e Iraq, soprattutto l’ISIS. Cinque sono tornati in Malaysia. Tre sono stati posti agli arresti mentre gli altri due sono ancora oggetto di indagini.

Nelle parole di Ahmad Zahid si tratta di una minaccia sempre mutevole e che agisce su più fronti diversi, in stretta cooperazione con individui provenienti dalla Thailandia del Sud, dal Sud delle Filippine e da altre parti della regione.

 

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