sabato, Maggio 15

La lingua italiana come ha influenzato il Lunfardo? Si ipotizza che sia stato ideato dai criminali come un modo per comunicare l'uno con l'altro

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Il lunfardo è un argot di 5.000 parole (registro linguistico proprio di un gruppo sociale, il cui scopo è escludere gli estranei dalla comunicazione, criptando i messaggi scambiati), ricco di vocaboli italiani, che si parla nelle città del Rio de la Plata.

Il concetto è simile, ma non identico, a quello espresso dal termine inglese slang o verlan in francese.

Si ipotizza che sia stato ideato dai criminali come un modo per comunicare l’uno con l’altro, senza che la polizia o le guardie della prigione sapessero cosa stessero dicendo, ma questo non è stato confermato. Il fatto che il termine ‘lunfardo’ originariamente significasse ‘ladro’ ha indotto coloro che hanno cominciato a studiare il fenomeno a conclusioni errate.

Secondo Oscar Conde, un professore argentino che ha scritto due libri sull’argomento, la nascita del lunfardo è correlata all’immigrazione europea avvenuta in Argentina tra il 1880 e l’inizio della prima guerra mondiale. Durante questi anni, quattro milioni di persone, soprattutto italiani e spagnoli, arrivarono a Buenos Aires.

«La città divenne», come afferma Conde, «una vera Babele nella quale si parlavano idiomi diversi»Il lessico del lunfardo è composto, in buona parte, da termini provenienti dalle lingue europee che hanno influenzato lo spagnolo dell’Argentina e dell’Uruguay, tra cui in particolare l’italiano o altri dialetti della Penisola, come il genovese, il piemontese, il napoletano e il cocoliche (pidgin italo-spagnolo parlato dagli immigrati italiani), anche se in origine ha rivestito una figura importante nella sua formazione la lingua francese, e in particolare parole provenienti dall’Occitania.

Altre lingue che hanno notevolmente influenzato il lunfardo sono: l’inglese, il portoghese, il gallego e gli idiomi amerindi, come la lingua quechua o il guaraní.

Nel tempo, numerose parole hanno cambiato forma o significato rispetto alla lingua originale da cui sono state tratte. Inoltre, un numero elevato di termini usati nel lunfardo sono parole dello stesso castigliano che, fuori dall’Argentina, sono considerati arcaismi oppure hanno subito delle modifiche a livello semantico.

A Buenos Aires, alla fine del ventesimo secolo, le parole italiane furono rapidamente adottate nel discorso quotidiano, a volte con lievi modifiche. La parola italiana femmina, per esempio, è stata abbreviata a mina; fiacco è diventato fiaca, lavorare è diventato laburar e così via.

José Gobello, scrittore argentino del ventesimo secolo e fondatore dell’Accademia Porteña del Lunfardo, istituzione senza scopo di lucro dedicata allo studio del discorso colloquiale in Argentina, ha suggerito che ‘pibe’ deriva dalla parola italiana pivello o forse da pivo, una parola del dialetto genovese che significa ‘apprendista’.

Lo spagnolo, in particolare il vesre, una forma di modifica della lingua in cui l’ultima sillaba di una parola viene spostata all’inizio, ha anche contribuito allo sviluppo del lunfardo.  Amigo (amico) è diventato gomiga, caffè feca e leche (latte) è diventato chele. Dunque, tutte le parole erano pronunciate all’inverso.

Lo slang si diffuse attraverso la conversazione quotidiana e, persino, in ambiti letterari e teatrali. Ma è stata la nascita del tango-canción (canzone del tango) che ha cementato il ruolo del lunfardo nella cultura argentina, dove è, colloquialmente, chiamato lunfa’.

Nel Prologo del libro ‘El informe de Brodie’, scritto in parte in Lunfardo, Jorge Borges asserisce che questo slang, in realtà, è una specie di invenzione pittoresca senza il valore di autentico argot: ‘El Lunfardo, de hecho, es una broma literaria inventada por saineteros y compositores de tango’ (Il Lunfardo, di fatto, è uno scherzo letterario inventato da scrittori di commedie di genere e compositori di tango).

Quali sono le caratteristiche del lunfardo? Il Lunfardo non è un linguaggio né è un dialetto, perché un dialetto è una varietà linguistica tipica di ogni Regione. Le parole che lo compongono sono essenzialmente verbi, nomi e aggettivi. Non è possibile parlare completamente in lunfardo, ma al massimo possono essere usati termini che lo compongono.

La scelta di un lunfardismo riflette una ribellione contro gli standard linguistici ed è per questo motivo che può essere considerato un fenomeno unico, che esprime una relazione con il mondo in maniera ironica, critica e sprezzante.

Il Lunfardo è tuttora usato? Oggi, alcune parole del lunfardo sono state incorporate nello spagnolo comune della città di Buenos Aires e Montevideo; mentre molte sono cadute in disuso o hanno un utilizzo limitato a certi particolari contesti. Con la parola lunfardo, molti tendono ormai a indicare tutto lo slang di Buenos Aires e dei dintorni, indipendentemente dal fatto che l’origine del termine o del neologismo sia o meno legata all’origine reale dello slang.

Nell’attuale gergo adolescenziale esistono neologismi con uso sconosciuto, soprattutto per gli adulti, che trovano incomprensibile il linguaggio utilizzato dai ragazzi che comunicano tramite questo codice, a volte criptico, e che può essere solo compreso dalla loro cerchia di amici.

Dunque, il lunfardo è una realtà linguistica concreta che, negli anni, si è sempre evoluta tanto da essere utilizzata sia da generazioni passate che moderne.

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