mercoledì, Ottobre 20

La lezione di Hardik

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Thomas Sowell, uno studioso dell’Hoover Institute degli Stati Uniti, ha dimostrato in modo eccellente nel suo libro Affirmative Action Around the World: An Empirical Study, che le azioni positive, che nascono come strumento per aiutare i meno fortunati, finiscono, in pratica, con l’aiutare quelle più fortunate. Sowell, un nero americano, la cui comunità è stata il principale obiettivo delle azioni positive negli Stati Uniti, sostiene che la sua conclusione si basa su fatti raccolti in India, Malesia, Sri Lanka e Stati Uniti. È ormai tempo di iniziare a guardare ciò che realmente accade in base a questo programma (azioni positive), distinguendolo a suo avviso da ciò che le persone sperino o temano che accada.

In Malesia il sistema delle quote è sorto in base alla concezione che i gruppi etnici malesi godessero di poco potere economico vista l’eredità coloniale, grazie alla quale gli abitanti cinesi più urbanizzati del Paese tendevano a prosperare. In realtà, tuttavia, sotto il controllo coloniale britannico, vi era l’istruzione gratuita per la maggioranza dei malesi mentre la minoranza cinese doveva procurarsela da sola. I cinesi ottenevano risultati di gran lunga migliori dei malesi, sia nelle istituzioni educative che nell’economia. Tuttavia, questa è una situazione diversa. Il punto è che tre decenni di sistema delle quote hanno prodotto più laureati e professionisti malesi che cinesi; ma non ha dato vita a una forza lavoro di qualità. Di conseguenza, il governo malese ha annunciato nel 2003 che le ammissioni alle Università sarebbero avvenute in base al percorso accademico, con l’utilizzo di computer che determinassero chi era dentro e chi fuori, a prescindere dall’etnicità.

L’esempio americano insegna. È sempre più comprovato che ‘gli studenti che ricevono delle preferenze di qualsiasi tipo – sia in base alla razza, alla capacità atletica, ai legami tra allievi o ad altri parametri – vivono alcuni effetti negativi. Questi studenti finiscono con ottenere voti bassi (di solito sono tra gli ultimi della classe), voti di laurea più bassi, altissimi tassi di abbandono da facoltà come scienze o ingegneria, isolamento nel campus, bassa autostima e grande difficoltà nel superamento dei test di abilitazione (come l’esame da avvocato)’. Al contrario, studi mostrano che in America questi stessi studenti hanno risultati sensibilmente migliori se frequentano scuole dove il loro livello di preparazione accademica è più vicino a quello di uno studente medio. Cioè studenti neri e ispanici – così come i piccoli numeri di atleti ammessi in modo preferenziale e figli di donatori – eccellono quando essi evitano il problema di ciò che viene chiamato ‘scontro impari’.

In un articolo di un numero di novembre del 2004 del Stanford Law Review, il professore Richard H Sander si è chiesto sull’efficacia dell’azione positiva nelle scuole di legge degli Stati Uniti. L’articolo presenta uno studio che, tra le altre cose, dimostra che la metà degli studenti di legge di colore è tra gli ultimi della classe dopo il primo anno di scuola di legge, e che è probabile che essi abbandonino la scuola e non riescano a superare l’esame da avvocato. L’articolo fornisce una stima approssimata in base alla quale la produzione di nuovi avvocati di colore negli Stati Uniti crescerebbe dell’8% se venissero aboliti i programmi di azione positiva in tutte le scuole di legge, in modo che gli studenti di colore frequenterebbero scuole meno prestigiose dove otterrebbero risultati più vicini a quelli dei loro compagni, e quindi darebbero delle migliori prestazioni.

Il Prof. Sowell ha anche constatato che in seguito all’abolizione di preferenze di gruppo e quote nelle Università statali della California, il numero di studenti di colore nel sistema universitario della California era in realtà salito. ‘Gli studenti della minoranza si abbinano male alle istituzioni’ viste le preferenze razziali, dove essi ottengono risultati più bassi rispetto ai colleghi. Se avessero frequentato un’istituzione senza l’aiuto dell’azione positiva, in un scuola meno selettiva, avrebbero ricevuto voti più alti e si sarebbero laureati con votazioni più alte. Sowell afferma: “Quando le scuole di alto livello reclutano studenti di colore, che di norma sarebbero qualificati a riuscire al livello successivo al massimo, allora il secondo livello di istituzioni affronta la prospettiva o di essere mancante di studenti della minoranza o scendere al livello inferiore per far iscrivere studenti della minoranza per una rappresentanza statisticamente rispettabile. Di solito si finisce per abbinare male gli studenti. Una volta iniziato dall’alto, questo processo continua ai livelli inferiori.

Purtroppo, in India, non abbiamo dati di qualità per valutare l’efficacia (principalmente la mancanza di quest’ultima) della politica dei posti riservati. Tuttavia, il fatto che questi ultimi siano esistiti per classi e tribù inventariate dal 1950, e non ci siano stati ancora dei cambiamenti percettibili nella loro condizione totale, testimonia la mancanza di efficacia dell’idea. Sia che siano le tribù o le classi inventariate o altre classi arretrate, la maggior parte dei frutti dei posti riservati è stata raccolta dai cosiddetti “creamy layer” (membri più abbienti delle classe arretrate) presenti in seno a tali gruppi, e in queste classi molti di loro che sono diventati famosi, lo sono non per il loro lavoro o le loro capacità.

Dobbiamo chiarire che il sistema delle quote non ha nulla in comune con le azioni positive. Altrove, le azioni positive sono autoregolamentate e non controllate dallo Stato. E queste azioni riconoscono che vi siano molteplici fattori di esclusione e discriminazione (come la razza, il genere, fattori economici, ecc.) e che ci sono diversi approcci per affrontare il problema. Al contrario, in India, il sistema dei posti riservati si focalizza, piuttosto in modo irragionevole, solo su casta e comunità al costo di ridurre la giustizia sociale. Piuttosto che eliminare la casta e la religione quali fattori di discriminazione sociale, ciò a cui mira la Costituzione indiana, questo sistema in realtà le perpetua. In secondo luogo, nel resto del mondo, le azioni positive mirano a creare uguaglianza; invece in India esse sono incoraggiate a creare e legittimare le diseguaglianze purché facciano raccogliere voti ai partiti politici.

Traduzione di Patrizia Stellato

 

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