lunedì, Giugno 14

La Lettera di Chatah all’Iran field_506ffb1d3dbe2

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Mohamad Chatah

 

Amman Mohamad Chatah, ex Ministro delle Finanze libanese, ha scritto la seguente lettera aperta al Presidente iraniano, Hasan Rouhani, poche ore prima di essere ucciso da un’autobomba, a Beirut, venerdì 27 dicembre.
L’autobomba del 2 gennaio, a sud di Beirut, nel quartiere di Haret Hreik, roccaforte del partito sciita Hezbollah, a poche ore dall’uccisione di Chatah, ha reso ancora più evidente il rischio che il Libano sta correndo: la guerra civile, che “segnerebbe la fine del Libano. Non ci sarà più il Libano se questa carta verrà giocata”, ci ha spiegato, proprio il 2 gennaio, Oraib al-Rantawi, Fondatore e Direttore di Al Quds Center for Political Studies.
Rozana Bou Mounssef, analista di ‘An Nahar, poche ore dopo l’attentato di Haret Hreik, ha scritto «il gioco è chiaro: trascinare il Libano in una discordia settaria e iniziare una guerra civile, come in Iraq e in Siria». E secondo gli analisti di ‘Stratforgli attacchi settari in Libano sono un tentativo dell’Arabia Saudita di indebolire le attività dell’Iran nella regione.

Proprio il rischio di una nuova guerra civile -a seguito del contagio dalla Siria- ha spinto Chatah a scrivere la lettera che di seguito pubblichiamo integralmente, nella consapevolezza che il disinnesco di tale rischio è nelle mani dell’Iran.

 

 

«Eccellenza,
Prendiamo l’eccezionale iniziativa di rivolgerci a voi e gli altri leader regionali e globali, perché questi sono tempi estremamente pericolosi per il nostro Paese. Non sono solo la sicurezza interna ed esterna del Libano ad essere seriamente minacciate, ma lo è anche la nostra coesione in quanto Stato. Il nostro dovere è di fare tutto il possibile per proteggere la nostra Nazione da queste minacce. E oggi, più che mai, le scelte fatte dalla Repubblica Islamica dell’Iran avranno un ruolo importante nel determinare il nostro successo o il fallimento. Ecco perché ci rivolgiamo a voi, come Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran .

Ma questi sono tempi eccezionali anche per l’Iran. Dopo molti anni di confronto tra l’Iran e una parte importante della comunità internazionale, la sua elezione come Presidente la scorsa estate ha segnalato a molti nella regione e al mondo che il popolo iraniano vuole impostare il Paese su un nuovo percorso, un percorso di riforme d’ apertura e di relazioni pacifiche con il resto del mondo. Il recente accordo internazionale tra l’Iran e il 5 +1 e le dichiarazioni la Lei rilasciate dopo l’elezione, hanno creato l’aspettativa che l’Iran stia effettivamente muovendo i primi passi concreti, lungo quel percorso positivo. E tutti ci auguriamo sia così.

Ma per noi, in quanto rappresentanti del popolo libanese, il vero test non è tanto dato dal raggiungimento iraniano di un accordo definitivo con le potenze occidentali sul suo programma nucleare, né se le riforme economiche e sociali nazionali saranno messe in atto con successo, questi importanti obiettivi riguardano il mondo ed il popolo iraniano. Per noi in Libano, il vero test è se l’Iran sarà davvero disposto a tracciare un nuovo corso nelle sue politiche verso il resto della regione, e più specificamente verso il Libano.

Eccellenza,
E’ un dato di fatto che la Guardia Rivoluzionaria iraniana continui a mantenere un rapporto strategico militare con Hezbollah, un’organizzazione militare, nella cui creazione la Guardia Rivoluzionaria iraniana è stata determinante 30 anni fa. A quel tempo il Libano era ancora nel bel mezzo di una terribile guerra civile e il sud del Libano era sotto occupazione israeliana. Oggi, 23 anni dopo la fine della guerra civile e lo scioglimento di tutte le altre milizie libanesi, e 13 anni dopo la liberazione del sud dall’occupazione israeliana (in cui la resistenza libanese ha svolto un ruolo cruciale), Hezbollah continua a gestire una forza militare indipendente ed armata in maniera  pesante  al di fuori del controllo dello Stato, ma al suo interno. Questo sta accadendo con il supporto diretto e la sponsorizzazione del vostro Paese.

Come di certo concorderete, la presenza di milizie armate in parallelo alle forze armate legittime dello Stato e operanti fuori del controllo dello stesso, non solo contrasta con la Costituzione libanese, ma anche con la definizione di uno Stato sovrano -qualsiasi Stato. Questa è la situazione, a prescindere dalle appartenenze religiose di tali milizie non statali o le cause che sostengono.

L’insistenza di Hezbollah a mantenere un’organizzazione militare indipendente, sotto la bandiera della ‘Resistenza Islamica’, rappresenta un enorme ostacolo agli sforzi nazionali  necessari per rafforzare le Istituzioni statali e per porre fine al retaggio della guerra civile oltre a diffondere armamenti in tutto il Paese. Questo ha, inevitabilmente, indebolito l’unità nazionale del Libano ed esposto il Paese e regione ad una serie di scontri settari, oltre ad aver contribuito alla crescita di estremismi religioso di sorta.

Inoltre, l’implicita minaccia all’uso delle armi di Hezbollah per spostare il baricentro politico a proprio vantaggio, ha reso il delicato compito di gestire il sistema politico libanese quasi impossibile, e ha portato a una paralisi sistemica progressiva e la protezione palese di Hezbollah nei confronti di cinque dei suoi membri incriminati dal Tribunale Speciale Internazionale per il Libano, nel caso del defunto Rafiq Hariri ha aggravato i sospetti e sfiducia.

Eccellenza,
Durante lo scorso anno, la partecipazione diretta di Hezbollah nel conflitto in Siria ha notevolmente aggravato la situazione già precaria del Libano. È ben noto che il pubblico libanese è diviso in merito alla guerra in Siria. Noi, come membri della Coalizione 14 Marzo, sosteniamo pienamente, politicamente e moralmente, il popolo siriano. Crediamo che il regime di Asad abbia perso sia la sua legittimità morale e la capacità di riportare la pace e l’unità in Siria. Tuttavia, come rappresentanti del popolo libanese, il nostro obiettivo e responsabilità principale è quello di proteggere il Libano dalla diffusione del conflitto. In realtà, il conflitto in Siria ha già toccato molte delle nostre città e villaggi di confine e scatenato sporadici atti di violenza oltre a spregevoli attacchi di stampo terrorista. Come sapete, l’Ambasciata iraniana a Beirut è stata bersaglio di un attentato deplorevole, così come  moschee e quartieri civili.

Il nostro sforzo di impedire che il Libano subisca ricadute ancora peggiori non potrà mai avere successo se uno dei maggiori partiti è parte attiva e determinante nel conflitto siriano, come Hezbollah sta facendo. Ciò, infatti, rappresenta una chiara ragione di trasmissione entro i nostri confini della stessa guerra. Purtroppo, questo sta accadendo con il supporto ed il  coordinamento della Repubblica islamica dell’Iran.

Eccellenza,
Il Libano oggi è in crisi a tutti i livelli. Chiaramente, i palliativi non bastano più. Abbiamo bisogno impedire al nostro Paese di cadere nel baratro. Noi crediamo che questo possa essere fatto solo se le potenze regionali e internazionali, tra cui l’Iran, sono pronte a prendere le misure necessarie. I punti di riferimento sono già lì. Sono stati spiegati nella dichiarazione nazionale rilasciata congiuntamente da tutti i partiti politici lo scorso anno e sottoscritti nella Dichiarazione di Baabda. La dichiarazione aveva afferma l’obiettivo della tutela della sicurezza del Libano da: 1) protezione contro il contagio da Siria e più in generale neutralità da conflitti e alleanze regionali e internazionali; 2) completare l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.

A nostro avviso, ciò richiederebbe le seguenti iniziative, da concordarsi e lanciare attraverso una speciale riunione del Consiglio di Sicurezza o una speciale più ampia conferenza:

1 . Un impegno dichiarato da parte di tutti i Paesi, compreso l’Iran , al riconoscimento della neutralità del Libano, come concordato nella Dichiarazione Baabda. Ciò avverrà solo ed esclusivamente se gli altri Paesi si impegneranno concretamente a rispettare la nazionale del Libano;

2 . Il termine della partecipazione di tutti i gruppi armati libanesi e movimenti, inclusi Hezbollah, nel conflitto siriano;

3 . Stabilire un controllo effettivo da parte dell’Esercito regolare libanese e delle forze di sicurezza entro i confini con la Siria, sostenuta dalle Nazioni Unite, se necessario, come consentito ai sensi della risoluzione 1701;

4 . Inoltro della seguente al Consiglio di Sicurezza, per iniziare i passi necessari al completamento dell’attuazione della risoluzione 1701. Ciò è necessario per concludere le ostilità fra Libano e Israele ed arrivare ad un ‘cessate il fuoco’ permanente, che in caso di infrazione verrà sanzionato, e fornirà al Libano la piena autorità di sorveglianza sui propri confini.     

Questa richiesta e roadmap possono sembrare radical, ma si consideri che il Libano non ha il pieno controllo  del proprio territorio ed Esercito da quattro decenni. Questi sono anche i diritti naturali di base di qualsiasi Paese che cerca di essere libero e indipendente. E’ nostro dovere, come rappresentanti del popolo del Libano, fare tutto il possibile per riconquistare quei diritti. Per anni, abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere, il diritto della Palestina di essere libera e indipendente. Allo stesso modo, noi sosteniamo il diritto dell’Iran ad essere una Nazione libera e sovrana, padrona del suo destino e della sicurezza interna dei suoi confini. In quanto piccola, ma orgogliosa Nazione non possiamo aspirare a meno .

Eccellenza,
Questa è la causa del Libano. Faremo tutto il possibile per supportarla. In definitiva, se riusciremo o meno dipenderà dalle decisioni prese, non solo dal popolo libanese, ma anche dagli altri, compreso il vostro. Comprensibilmente, ci sono forti scetticismi riguardo un possibile accordo fra Iran e Libano in tutta la regione. Speriamo che le scelte dell’Iran in Libano possano dimostrare a tutti che si sbagliano».

 

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