mercoledì, Maggio 12

La legittima difesa e i suoi dubbi

0
1 2 3


Alcuni deputati della Lega Nord hanno presentato alla Camera dei Deputati lo scorso febbraio una proposta di legge sulla legittima difesa ritenuta, dal loro punto di vista, necessaria alla luce dei casi di cronaca che giungono alla ribalta mediatica: episodi di criminalità di strada che coinvolgono i cittadini, i quali subiscono spesso reiterati furti con violazione di domicilio. Una situazione che a volte degenera in vere e proprie forme di aggressione.

Il provvedimento è ancora in una fase iniziale, l’avvio dei lavori parlamentari in Commissione Giustizia è iniziato da pochi giorni. In Italia però già esiste una legge sulla legittima difesa (n.59/2006) che, quando fu approvata dal governo Berlusconi, suscitò un vespaio di polemiche perché già allora si temeva una sorta di ‘giungla legislativa’ in cui legittima difesa e legittima offesa tendevano a confondersi senza tener conto del principio di proporzionalità.

Cerchiamo di capire quali sono le motivazioni che rendono necessario un nuovo intervento della politica su una legge che sembrava aver posto, a suo tempo, alcuni importanti paletti e che invece oggi è nuovamente nell’occhio del ciclone.

«I recenti fatti di cronaca relativi a violente aggressioni in abitazioni private a scopo di furto e a rapine presso attività commerciali quali la rivendita di tabacchi, di prodotti petroliferi o di preziosi, che vengono sempre più di frequente perpetrate ai danni di nostri concittadini, ci impongono, nella nostra responsabilità di legislatori, di verificare che il nostro ordinamento sia adeguato per contrastare e prevenire tali fenomeni»: così recita nella sua premessa la proposta di legge presentata alla Camera dal primo firmatario Nicola Molteni (deputato di Lega Nord). «Credo che dopo dieci anni la legge partorita nel 2005 e approvata nel 2006 meriti un tagliando. La nostra i proposta intende ribaltare i termini di questa legge. Non legiferiamo sull’onda emotiva, ma le ultime vicende aprono un dibattito e impegnano la politica a fare un’ulteriore riflessione in favore del cittadino. La legittima difesa non deve essere un reato ma un diritto del cittadino. La politica deve tendere verso una direzione chiara, deve difendere il cittadino da aggressioni in casa propria, nei confronti della propria famiglia e dei propri beni. Pretendiamo una presunzione assoluta di legittima difesa che deve essere garantita sempre e comunque».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->