lunedì, Aprile 12

La legislazione sul gioco d’azzardo in Italia Ecco quali sono i principali interventi legislativi italiani, partendo dal 27 giugno del 1998

0

La data che fa da spartiacque nell’ambito della legislazione italiana che regola il gioco d’azzardo è quella del 27 giugno del 1998 quando è entrata in vigore la legge che lo ha reso legale nel nostro Paese.

In quel giorno la nazionale di calcio italiana giocava contro la Norvegia ai campionati mondiali in Francia, da quel momento in poi l’azzardo in Italia, sotto tutte le forme, ha vissuto una crescita strabordante con la nascita di numerosi casinò online e siti di scommesse sportive che nulla hanno da invidiare alle piattaforme che dominano il mercato a livello mondiale. Con poco sforzo si può rimanere aggiornati sui nuovi casino che operano nel nostro Paese legalmente.

La legalizzazione del fenomeno del gioco d’azzardo ha visto contrapporsi due schieramenti: chi è a favore sostiene che vietandolo si porterebbe solo alla crescita del nero e la diffusione di siti non autorizzati e sale da gioco clandestine, chi è contrario ricorda invece la piaga della dipendenza, la ludopatia, che può portare alla rovina di intere famiglie e, tra l’altro, a consistenti spese a carico del servizio sanitario nazionale.

Interventi legislativi sul gioco d’azzardo

A partire dal 1998, il legislatore italiano è più volte intervenuto per modificare le regole cercando di porre dei paletti precisi al mercato legale e contrastare quello illegale.

Nel 2005 è stata promulgata la legge 266 nella quale si definisce il ruolo dell’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato che da allora, per alcuni anni, si è occupata dei giochi che prevedono vincite in denaro e del contrasto dei siti illegali che non hanno alcuna autorizzazione statale per operare in Italia.

Dal 2009 al 2011 ci si è dedicati soprattutto alla protezione dei più deboli, i minori di 18 anni che, come indicato dalle leggi 88/2009 e 98/2011, hanno il divieto totale di giocare d’azzardo. Le due leggi hanno aumentato anche le pene nei confronti dei siti internet e dei locali fisici che non mettono in atto le misure necessarie per consentire il gioco solo ai maggiorenni.

Il Decreto Balduzzi del 2012, proposto dal ministro della Salute del momento, è stato il primo a occuparsi esplicitamente di dipendenza dal gioco d’azzardo, di prevedere un piano per cercare di arginare e risolvere questo problema e di limitare con precise indicazioni gli spot pubblicitari che promuovono il gioco d’azzardo su tutte le piattaforme.

Negli anni successivi gli interventi legislativi sono stati di minor impatto, andando a modificare solo in minima parte la legge del 2012. Bisogna attendere il Decreto Dignità per avere una nuova legge di notevole importanza nel settore. Con questo atto, il governo 5 Stelle-Lega ha vietato la pubblicità del gioco d’azzardo sia online che offline, puntando a limitarne l’impatto soprattutto sul pubblico più giovane.

La misura del Governo giallo-verde è stata accolta con un plauso dai detrattori dell’attività dei casinò online e delle sale scommesse, mentre alcune squadre di calcio e gli operatori dell’azzardo l’hanno contrastata visto che intacca i loro interessi economici in maniera consistente.

Quest’ultimo intervento legislativo negli ultimi mesi è stato preso come modello da alcuni Paesi europei che hanno introdotto misure simili, che le stanno studiando o che le hanno annunciate per il prossimo futuro.

A breve il Governo introdurrà altre novità riguardo il settore dell’azzardo come una riduzione delle concessioni con una base d’asta più elevata e una nuova gara gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che si terrà entro fine 2020.

Al contempo i prelievi fiscali sulle slot e le vlt sono aumentati e cresceranno ancora da gennaio 2021 e la percentuale di ritorno ai giocatori degli stessi giochi è stata ridotta.

Vi è stato un intervento anche sulle lotterie nazionali, i gratta e vinci e il Super Enalotto, per quanto riguarda la tassazione delle vincite superiori a 500 euro che è stata fissata al 20%.

Legislazione locale

Nel corso degli anni anche molti enti locali hanno cercato di proporre iniziative mirate alla riduzione e regolamentazione del fenomeno del gioco d’azzardo soprattutto per quanto riguarda le sale vlt e le slot machine presenti nei bar che, in alcuni casi, sono state vietate nell’arco di alcune centinaia di metri da luoghi frequentati da minori come le scuole o i parchi gioco. Queste misure, non avendo avuto sempre il sostegno da parte degli organi superiori, a volte sono rimaste solo sulla carta e non hanno portato ai benefici sperati dai sindaci che le hanno introdotte e che possono constatare quotidianamente gli effetti della presenza di questi luoghi sulla cittadinanza.

Conclusione

L’intervento legislativo in un Paese come l’Italia dove il gioco d’azzardo è legale non è semplice perché deve confrontarsi con le lobby che cercano di difendere le loro attività autorizzate in contrasto con quelle del mercato nero e con l’opposizione delle associazioni che si battono per aiutare coloro i quali cadono in disgrazia a causa della loro dipendenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->