mercoledì, Aprile 21

La legge sull’affidabilità nucleare dell’India image

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Narendra Modi

Il 7 giugno, il Dipartimento dell’Energia Atomica dell’India (DAE) ha inoltrato un comunicato stampa che dice come l’energia nucleare del reattore dell’unità 1 di Kudankulam, costruito in collaborazione con la Russia, ha raggiunto la sua piena potenza -di 1000 MW- ed è diventato “la più grande unità singola per la generazione di energia del Paese”. La seconda unità di Kudankulam, sempre della potenza di 1.000 MW, è ancora in costruzione a causa di inutili ritardi -così si dice- dovuti alle proteste di alcune organizzazioni non governative a finanziamento straniero; il programma è che possa iniziare a produrre energia all’inizio del prossimo anno. In realtà, secondo Sergei Kiriyenko, direttore generale (è l’equivalente russo del DAE), il 19 aprile l’India e la Russia hanno firmato un accordo quadro generale per la costruzione della terza e quarta unità della Kudankulam Nuclear Power Plant (KNPP) -centrale nucleare di Kudankulam. «Saremo in grado di risolvere tutti i dissensi, se serve, anche se le condizioni commerciali per la costruzione della terza e quarta unità sono state finalizzate e i parametri tecnici sono stati approvati», ha detto Kiriyenko a un gruppo di giornalisti indiani, incluso il sottoscritto, a Mosca durante il 6° Industry Forum internazionale ATOMEXPO 2014 (9-11 giugno).

Anche se Kiriyenko non ha dato dettagli sul costo dei nuovi progetti, la somma si dovrebbe aggirare attorno a 33.000 crore di rupie, ossia 5,78 miliardi di dollari. In realtà l’accordo doveva essere firmato nel dicembre 2012, quando il presidente russo Vladimir Putin ha visitato l’India in occasione del vertice annuale, ma a quel tempo non si è raggiunto un accordo sulle questioni giuridiche, né sui costi. L’accordo di aprile è dunque molto significativo. Secondo fonti russe, la Russia ha accettato un finanziamento di 3,5 miliardi di dollari all’esportazione per le unità 3 e 4, a copertura dell’85% del costo. Una ulteriore linea di credito di 800 milioni di dollari, resta a disposizione per la copertura delle forniture di carburante. Le linee di credito generano interessi del 4% annuo e sarebbero rimborsabili rispettivamente in 14 e 4 anni rispettivamente, a partire da 12 mesi dopo l’inizio della produzione di energia. Il governo indiano prevede di far salire le offerte al credito fino a un valore di 3,06 miliardi dollari, circa il 53% del costo totale del progetto, stimato in 5,78 miliardi di dollari.

A voler credere alla stampa russa, Kiriyenko in India ha un grande progetto. Vuole che la Russia possa costruire fino a 20 reattori nucleari, sei dei quali a Kudankulam, altri 4-6 nel Bengala occidentale. Gli altri saranno costruiti in un altro luogo, che non è ancora stato scelto. Rosatom ha un impressionante elenco di progetti in Bangladesh, Bielorussia, Cina, Finlandia, Ungheria, India, Turchia, Kazakistan e Vietnam, per un valore di 98 miliardi di dollari in in termini di lavoro, per i prossimi dieci anni. Il portafoglio ordini comprende anche una gamma di beni e servizi nucleari di Rosatom e delle sue controllate internazionali, da cui provengono l’uranio e il combustibile nucleare.

Ovviamente, come in altri campi come la difesa, la cooperazione nucleare indo-russa è abbastanza intensa. Quando l’India si trovava sotto sanzioni per aver eseguito test nucleari, prima nel 1974 e poi nel 1998, la Russia era il paese che mostrava la maggiore comprensione della situazione e offriva la maggior parte del combustibile nucleare utile per mantenere in piedi il pacifico programma di energia nucleare dell’India, nel Programma PNE. Da mie interazioni con funzionari e scienziati di Mosca è emerso che l’India è un mercato importante per l’industria nucleare russa. Infatti, i funzionari russi hanno grandi aspettative nei confronti del governo Modi. Hanno seguito criticamente il manifesto elettorale del BJP e i discorsi elettorali di Modi sull’importanza delle idee sulle energie rinnovabili. Il solare, il nucleare, energia del moto ondoso, talassotermica ed eolica. Il BJP ha promesso di incoraggiare l’energia pulita, che quasi non inquina. Ma grosso modo è cos anche per il nucleare. In realtà, il BJP ha promesso nel suo manifesto che il governo Modi uscirà con una “politica energetica nazionale”, in cui ci saranno adeguati investimenti in energia nucleare, tra cui i programmi interni del Thorium Technology Programme.

Inoltre, mentre scrivo, il primo ministro Manmohan Narendra Modi ha accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di visitare gli Stati Uniti nel mese di ottobre. Modi ha detto di voler ripristinare il vigore perduto nelle relazioni indo-americane. E qui vale la pena di ricordare che uno dei principali motivi per cui le relazioni dell’India con gli Stati Uniti hanno intensità è stato per via della legge indiana sulla responsabilità nucleare, del 2010, le cui previsioni, praticamente dettate dal BJP -allora all’opposizione-  e dai partiti di sinistra, sono così vincolanti e incoerenti con le norme internazionali che ogni fornitore nucleare internazionale, compresa la Russia, ne è molto preoccupato.  

La controversa clausola di questa legge è che in caso di incidente nucleare, l’operatore, cioè la centrale nucleare Indiana (NPP) che, a sua volta, è di proprietà del governo indiano, dopo aver pagato la compensazione per prevista, ha diritto di recesso, se (A) tale diritto è espressamente previsto da un contratto scritto; (B) l’incidente nucleare è la conseguenza di un atto del fornitore o del suo dipendente, inclusa la fornitura di apparecchiature o materiali con evidenti o latenti difetti o fornitura di servizi sotto lo standard; (C) l’incidente nucleare risulta dall’atto di commissione o di omissione da parte di un individuo, fatto con l’intento di provocare danni nucleari. Il diritto al risarcimento dei danni nucleari estingue, se tale richiesta non viene effettuata entro un periodo di (a) dieci anni, nel caso di danni alle cose, (b) 20 anni, in caso di lesioni personali, dalla data dell’incidente; a patto che il danno, causato da un incidente nucleare, abbia coinvolto del materiale nucleare che, prima dell’incidente,, sia stato rubato, perso, gettato via o abbandonato, e detto termine -spesso si tratta di anni- va calcolato a partire dalla data dell’incidente nucleare.

Tali clausole esistono solo in India. Altrove, le compensazioni in caso di incidenti sono a carico dell’NPP implicato, non del fornitore nucleare. E Questa è la pratica standard in ogni azienda. Se la vostra auto ha un incidente, il produttore non è responsabile per i danni e non compenserà, per la responsabilità dei danni, la vittima dell’incidente. Allo stesso modo, nessun Paese esportatore nucleare o nessuna fabbrica si assume la responsabilità della sicurezza, dell’operatività e della manutenzione dell’NPP al quale ha venduto combustibile e tecnologia. Naturalmente, ci deve essere un accordo bilaterale o una legge nazionale o un regime internazionale di responsabilità  -come quelli relativi  alla Convenzione di Vienna sul risarcimento supplementare (CSC) per danno nucleare o alla Convenzione di Parigi sulla responsabilità nucleare civile nel campo dell’energia nucleare- per esportatore e importatore affinché possano gestire la responsabilità nucleare in caso di qualsiasi eventuale incidente.  

È interessante notare che l’India fu uno dei firmatari del CSC nel 2010, anche se l’accordo non è stato ancora ratificato. Il CSC assicura che tutti i fornitori possano essere risarciti in caso di eventuali reclami che possano sorgere nel contesto di un incidente nucleare. Questo significa che tutta la responsabilità è unicamente e solamente incanalata sull’operatore, il quale, a sua volta, risponde ai suoi obblighi stipulando un’assicurazione -o lavora con i governi nazionali per creare un pool assicurativo- che consenta di coprire ogni sinistro, in caso di incidente. È importante sottolineare che CSC crea un fondo complementare di risarcimento multinazionale, al quale contribuiscono tutti i firmatari della convenzione, disponibile per qualsiasi operatore come risorsa aggiuntiva in caso di incidente.

Se e quando India ratificherà il CSC, ci sarà un solo problema. Poiché la legge sulla responsabilità nucleare nazionale dell’India è incompatibile con la CSC, che è una legge internazionale. Qual è allora la via d’uscita se l’India vuole promuovere l’energia nucleare e soddisfare la sua crescente richiesta di energia elettrica? Ci deve essere parità di condizioni tra gli impianti nucleari indiani e i fornitori nucleari stranieri. Non è solo una questione aperta con gli Stati Uniti. Il problema riguarda la Russia, la Francia, o qualsiasi altro potenziale fornitore. Un modo più facile per i fornitori è quello di assicurare i propri rapporti con l’India. Naturalmente, i premi saranno elevati e faranno salire il prezzo del contratto, che, in ultima analisi, aumenterà il costo del nucleare in India, rendendolo davvero poco attraente.

Forse il modo migliore per il nuovo governo è fare appello ai partiti di opposizione per ottenere un emendamento alla legge sulla responsabilità del 2010. Ma questa possibilità appare lontana, in quanto è il BJP ad aver già insistito su questa opzione, fino alla sconfitta dell’allora governo del Congresso a Delhi.

Forse per questo i russi vogliono insistere sulla via dell’assicurazione. Si dice che a marzo 2014 i due governi abbiano raggiunto una sorta di accordo per coprire l’assicurazione sulle responsabilità attraverso la proprietà statale di General Insurance Corporation of India (GIC), anche se le attuali disposizioni per i prodotti assicurativi di responsabilità civile nucleare dovevano ancora essere elaborati . GIC a quanto pare li ha discussi con le compagnie internazionali di riassicurazione, ma senza raggiungere un accordo, anche a causa dei prezzi non regolati dalla Legge del 2010

Tuttavia, nel mese di aprile 2014, il DAE ha contattato il Ministero delle Finanze e ha sollecitato la creazione prioritaria di un pool di assicurazioni sul nucleare, dal momento che i rischi assicurativi per la responsabilità civile verso terzi da soli ammontano a 1.500 crore di rupie. C’è un pool di assicurazioni sul nucleare in India, che coprono sia danni diretti, sia la responsabilità di terzi, in apparenza a seguito delle restrizioni imposte dai pool ispettivi internazionali. Ma RK Sinha, Segretario del DAE, ha detto recentemente alla stampa che il governo sta lavorando per formare un pool assicurativo capace di coprire gli impianti nucleari, e di coinvolgere GIC e la New India Insurance. «Siamo sulla strada giusta per trovare una soluzione (in merito alla responsabilità di cui la legge tratta). Metteremo presto in atto un meccanismo per assicurare il rischio (delle centrali nucleari)», ha detto Sinha. La palla è ora di nuovo nel campo del ministero delle Finanze. I russi aspettano con ansia la decisione finale.

 
 
Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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