martedì, Maggio 18

La Legge contro la crescita della piccola e media impresa

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Madrid – Il Circolo degli Imprenditori è un’associazione senza scopo di lucro di ambito nazionale ed ha come obiettivi la promozione della libera impresa, l’iniziativa privata, l’economia di mercato, lo spirito imprenditoriale e la ricerca del riconoscimento da parte dell’opinione pubblica del ruolo essenziale dell’imprenditore nella creazione della ricchezza, dell’impiego e del welfare.

L’associazione ha recentemente presentato un ‘position paper’ intitolato ‘Misure per eliminare gli ostacoli alla crescita delle imprese’. Il Circolo degli Imprenditori crede che «si devono riformulare tutte le misure del quadro regolatore che discriminano per la grandezza dell’impresa, sia facendo riferimento al numero di dipendenti, alla cifra di fatturato o al volume degli attivi. L’esistenza di queste misure spiega in parte l’elevata concentrazione di aziende nei segmenti della piccola e media impresa».

Secondo il Circolo, la comparazione del nostro tessuto imprenditoriale nel quadro dell’Unione Europea permette di constatare la ridotta dimensione media delle imprese spagnole (4,6 dipendenti), praticamente la metà di quella del Regno Unito o della Germania. Durante la crisi, la dimensione media delle imprese si è ridotta. È aumentato il peso relativo delle microimprese (le imprese con meno di 10 dipendenti) che inoltre hanno ridotto la loro dimensione media.

Al tempo stesso che si riducono le dimensioni delle microimprese, le imprese grandi e medie riescono ad incrementarle (in termini di dipendenti per impresa), ma riducono il proprio peso relativo nel tessuto imprenditoriale. In questo modo si polarizza la dualità del tessuto imprenditoriale spagnolo: molte imprese di dimensioni molto ridotte e poche grandi e medie, ma di dimensioni maggiori.

Per ampliare queste ed altre idee, abbiamo parlato con Alicia Coronil, la direttrice dell’area economica dell’associazione. Questo è quello che ci ha raccontato.

 

Qual è il principale scoglio per le nostre imprese, secondo l’OCSE?

Gli indicatori di regolazione del mercato di prodotti PRM (Product Market Regulation) dell’OCSE permetto di constatare che, anche se sono stati apportati miglioramenti, l’indice globale di barriere all’iniziativa privata in Spagna nel 2013 si colloca ancora molto al di sopra di quello delle nazioni che ci circondano, e questo mette in difficoltà le nostre imprese nel concorrere a parità di condizioni. Lo scoglio principale per le nostre imprese, secondo gli indicatori che elabora l’OCSE, è la complessità della regolamentazione.

Questa complessità di regolamentazione colpisce tutte le imprese nella stessa maniera?

Le barriere regolatrici colpiscono specialmente la piccola impresa che è quella con meno struttura e capacità per far fronte alle stesse. Fiscalmente, fatturare più di 6 milioni di euro implica nei pagamenti frazionati passare da un’aliquota del 18% sulla quota a un’aliquota uguale o superiore al 20% della base imponibile. Nello stesso tempo, le imprese passano a pagare l’IVA mensilmente invece che trimestralmente. Tutto questo riduce il capitale circolante delle imprese e la loro capacità di autofinanziarsi. Dal punto di vista lavorativo, avere più di 50 dipendenti implica la comparsa del comitato d’impresa. Infine, superare i 5,7 milioni di cifra d’affari, i 50 dipendenti e/o attivi superiori a 2,85 milioni di euro suppone maggiori oneri burocratici e gestionali per le imprese.

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