giovedì, Luglio 29

La lavatrice della signora Marta Cartabia Marta Cartabia sarà molto probabilmente il prossimo Presidente della Repubblica. Così la Ministro mette in moto la lavatrice, e dunque si 'ricorda' dei fatti del G8 di Genova e 'affronta' i fatti di Santa Maria Capua Vetere

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La lavatrice è, ormai da tempo, non certo da poco tempo, uno degli strumenti più sofisticati nelle mani di certi figuri che si autodefinisconoclasse dirigente‘, senza che nessuno li abbia mai nominati tali, che pretendono solo, in particolare, privilegi, prebende e quant’altro, caratterizzati dalla sovrana e totalestrafottenza‘, che li distanzia dallapopulace‘, il popolo degli straccioni che siamo noi.

E infatti Roberto Fico, il grande Fico, il ‘sinistro’ Fico, il barbuto Fico, protettore di ogni parlamentare di fronte alla timida proposta che siano obbligati anche loro (anzi, io direi, prima di tutti) a vaccinarsi, declama: «E’ impossibile chiedere ai parlamentari chi si è vaccinato e chi no, è una questione che non c’è». Invero, aggiunge anche (roba da matti!) «In questo momento non ci ho pensato, il nostro problema rispetto all’aula e alle tribune è il distanziamento. Non mi sento molto vicino alla posizione di dire qui dentro si entra solo con il green pass». Capito? Loro sono al di sopra di tutto e di tutti, …però, sanno l’inglese.
La strafottenza, appunto, che si trasmette anche a molti di noi.

Sentivo l’altro giorno, intervallata dalla sempre più fastidiosa voce cantalenante, anzi orante, della signora Concita De Gregorio, unacittadina qualunquedire che lei il vaccino non se lo fa, perché vuole aspettare e non ci crede. Le si chiedeva da un giornalista curioso, se vi fosse la possibilità che cambiasse idea, magari a seguito dell’intervento di qualche scienziato, di qualche persona autorevole … in studio c’era il linguisticamente fantasista Franco Locatelli, che però non ha fatto che bene il suo lavoro fin qui. La risposta era secca e chiara: ‘no, non cambierò idea’.
Coerenza? No, pregiudizio, magari paura irrazionale, e anche ‘prudenzadella peggiore specie: ‘vediamo agli altri che succede’. Ripetevagiudizidella destra bieca e oscurantista di questo Paese. Quella che sbraita di non ‘massacrare i bambini con il vaccino’ -massacrare, avete letto bene. In una società civile qualunque, uno che parla così sarebbe messo alla porta o portato alla neurodeliri. Ma la verità, la verità vera è che quella signora parlava ripetendo parole e atteggiamenti dei nostri politici. A lei non interessa di conoscere i motivi per vaccinarsi, lei semplicemente non si fida e non lo fa. Bene, dicevano in studio, didascalica inclusa, bisogna rispettare la libertà. Scusate, che libertà? Io capirei se quella signora, insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, vivesse su un’isola abitata solo da non vaccinati convinti, non ci sarebbe nulla di male. Perché non potrebbe fare la cosa più dannosa conseguente a questa mentalità: non potrebbe, se infetta, contagiare altri che morirebbero. Visto che vive in mezzo a noi, quella signora e chi la ispira, dice in sostanza: me ne frego della vostra salute, se crepate sono fatti vostri.

Ora, con un po’ di serietà, in un Paese civile non si parlerebbe di libertà e che so io. Si direbbe semplicemente o ti vaccini o ti isoli, ma a spese tue, da qualche parte. Ma questo non si dice. E si discetta, invece, sulla possibilità o meno di obbligare, come per i medici, gli insegnanti di scuola e di Università a vaccinarsi. Non si può, gridano quelli che sanno tutto, si viola la libertà sanzionata dalla Costituzione. Balle. La Costituzione vieta di danneggiare gli altri: è banale dirlo, ma è ben noto che la mia libertà ha un unico limite, quello della libertà altrui … e della vita altrui. E quindi si continuerà in questo equivoco, fino a quando le scuole inizieranno e ci si accorgerà che molte non potranno funzionare. E, puntuale, il politicante di turno dirà che è uno scandalo, cui si sarebbe dovuto provvedere … prima!
Mi ha colpito positivamente un commento della signora Ilaria Capua (che in genere trovo insopportabile) che ha detto che ai non vaccinati si dovrebbero fare pagare le spese che gli ospedali devono sostenere per curare gli infetti.
Ed eccoci alla lavatrice.

Orbene: noi abbiamo capito benissimo che la signora Marta Cartabia è molto probabile che sia il prossimo Presidente della Repubblica. Piace da matti a Sergio Mattarella; piace molto a Mario Draghi, piace a Comunione e Liberazione, ecc… E infatti la signora sarà all’adunata di Comunione e Liberazione alla fine di Agosto, insieme ad undici (pare) ministri di questo Governo a distillare gocce del suo pensiero e del suo animo.
Direte: ecco ce l’hai con CL e con i cattolici. Per carità, nulla del genere. Non apprezzo CL in quanto associazione di destra, che conduce la vecchia politica del cattolicesimo conservatore italiano, del lavoro in parallelo, ovvero influire sulla politica, attraverso i politici, più o meno ‘formati’ da CL. E va bene: il collateralismo è con noi dalla nascita della Repubblica, se non da prima (anzi, sicuramente da prima) e si potrebbero citare fatti numerosi, ma non importa. È un dato di fatto. Io sono uno che guarda le cose come stanno e certo non immagino né di poter cancellare la realtà e nemmeno, meno che mai, di lamentarmi della realtà. In Italia è così.
Ma c’è bisogno della lavatrice?
La signora Ministro, propone unariformadella giustizia fotocopia di quella di Bonafede salvo la prescrizione, che manderà a remengo un sacco di processi, ma manderà anche assolti un sacco di persone appartenenti alla ‘classe dirigente’ (leggi ‘dominante’), e per il resto lascerà le cose come stanno. E va bene, questo sanno fare, questo vogliono fare: Silvio Berlusconi è contento, Matteo Renzi anche e CL gongola.
Ma la Ministra deve ora fare e dire qualcosa di clamoroso, di decisivo. Deve fare vedere che sarebbe un Presidente della Repubblica con i fiocchi. E quindi siricordadei fatti del G8 di Genova e dice in Parlamento che bisogna «riflettere sulle contingenze ma anche sulle cause profonde dell’uso così smisurato della violenza». Bene, dopo venti anni stiamo ancora a riflettere sulle contingenze? (ma si rende conto signora Ministro di che dice? LE CONTINGENZE??), o magari a batterci il petto dolenti, salvo a dire ‘io non c’ero e se c’ero dormivo’.
Ma non basta. La poltrona del Quirinale è cosa complessa, e quindi la Ministro va avanti e spiega che ifattidi Santa Maria Capua Vetere richiedono una risposta immediata … Bene, evviva, uno si spencola verso la Ministro, pronto a votarla come Regina, altro che Presidente e lei, serafica continua, serissima e contrita: «Ma ai miei occhi sono spia di qualcosa che non va e dobbiamo indagare, intervenire con azioni ampie e di lungo periodo perché non accadano più. Reputo che sia nostro dovere riflettere sulla contingenza ma anche sulle cause profonde che hanno portato un anno fa ad un uso così smisurato e insensato della forza».
Ma davvero signora Ministro, c’è ‘qualcosa’ che non va, e dobbiamo riflettere ancora … per altri venti anni?
Ah no! lei è una fattiva, e infatti spiega cheè previstala costruzione di nuovi carceri: «Non solo nuovi posti letto. Nuovi carceri servono, nuovi spazi servono e ci saranno. Non solo posti letto ma anche nuovi spazi per il trattamento dei detenuti». ‘Servono‘, ‘ci saranno‘, ‘nuovi posti letto’ … e il buffet, signora? una sorta di progetto alberghiero, da realizzare con calma, magari mettendo i fiori davanti ai ‘nuovi’ carceri. Intanto quelli che ci stanno dentro ora, nelle vecchie, detenuti e guardie carcerarie, continueranno, come direbbe Salvini o anche qualche stellino ben noto, amarcirein quella attuali, sovraffollate, sporche, difficili da sorvegliare, dove la malavita fa il bello e il cattivo tempo, magari anche a danno o a vantaggio delle guardie carcerarie.
Si farà‘. Intanto mi pento e mi dolgo con tutto il cuore … dinanzi all’adunata di Comunione e Liberazione. Il Quirinale val bene una … confessione!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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