venerdì, Maggio 20

La Guerra, l”Ucraina’ e Noam Chomsky interpellano e mettono in crisi la sinistra Ucraina e sinistra (italiana e mondiale) /1

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La Guerra e l”Ucrainainterpellano e mettono in crisi la sinistra. Che fare, dunque?

Le armi da inviare a Kiev dividono in Italia ‘famiglie’ storiche. Anpi, CGIL, i diversi partitini postcomunisti, hanno posizioni molto diverse tra loro. Come accade purea tra nonviolenti, non violenti (che è altra cosa), pacifisti. Alle cui schiere ci associamo, anche se si tratta di termini che stanno ad indicare cose molto diverse tra loro. Ora c’è una voce, autorevolissima che si pone come spartiacque, interrogando pure tutti i no global di ogni genere e specie. «Oltre alle macerie dell’Ucraina, ecco quelle della sinistra» nota Mauro Suttora sull’Huffpost Italia. Se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato (cit.).

Noam Chomsky ha novantatrè anni. Sì, proprio 93, mica male. Segno anzitutto, per quanto ci riguarda, che vivere con indomita passione fa campare meglio ed intellettualmente vivaci, e questo lo sapevamo, ma pure spesso più a lungo a meno che non intervengano traumatici fatti esterni. Ma questo è un altro discorso, che pure va messo in conto, tra i ‘rischi del mestiere’ di chi ha la personale pretesa di cambiare il mondo, o almeno di migliorarlo almeno un po’.

E, dunque, il nume dei sessantottini libertari della gloriosa triade (o trinità per i ‘rivoluzionari religiosi’, i più pericolosi) Marcuse-Chomsky-Illich, dice al Corriere della Sera che «Zelensky dimostra grande coraggio e integrità nel guidare la resistenza ucraina, eroica e pienamente giustificata contro l’aggressione omicida» di Putin. Non assolve il suo bersaglio storico, gli Stati Uniti, la propria patria, ma prende posizione netta. Invece buona parte della sinistra, in Italia e nel mondo, accusa anche ed ancora Usa e Nato. Sopra tutto è contraria all’invio di armi all’Ucraina.

Incidentalmente, e per quello che possa contare, noi (nel senso degli autori del presente pezzo, che chi lo forma sussume) stiamo in toto con Noam Chomsky. E non da oggi, ma felicemente anche oggi.

«In Ucraina muore definitivamente la sinistra comunista» sostiene sempre sull’Huffpost Fulvio Abbate. Per noi, ‘Si parva licet componere magnis’ Virgilio Georgiche, un Maestro quasi come Chomsky, più ruspante e nostrano certo, ma pure più allegro. «Tace sui crimini dei russi nell’ottusa convinzione che sia invece colpa del non meno impronunciabile Occidente. La ramazza di Lenin serve ora a cancellare perfino le pagine più generose della storia di una sinistra che aveva fondato sé stessa a Livorno nel 1921 pretendendosi superiore alla tradizione e al respiro dei socialisti». E spiega. «Volendo usare come parafrasi visiva un celebre manifesto sovietico dei giorni che seguirono la rivoluzione d’Ottobre dove si mostrava Lenin intento con una scopa a spazzare fuori dal globo terrestre zar, pope, capitalisti e borghesi, potremmo oggettivamente affermare che quella stessa metaforica ramazza, affidata alle mani degli ucraini, sembra adesso invece gettare via, cancellare, bannare ciò che resta di una sinistra ossessiva che si pretendeva assoluta nel suo antagonismo riferito al dominio ‘capitalistico’ e ‘imperialistico’». Abbate ha un po’ l’ossessione, pure intellettualmente personale, di fare definitivamente i conti con un certo tipo di sinistra. Riteniamo abbia molte ragioni, anche se non ragione in toto. Ché riteniamo non occorra necessariamente buttare il bambino con la pur notevolissima quantità di acqua sporca. Questo è complesso e profondo discorso che qui appena accenniamo, e riprenderemo. Ma la sostanza, al momento, è quella enunciata.

Indubbiamente, allora, questa Guerra e l”Ucraina’ interpellano e mettono in crisi la sinistra. Che fare? (Trasparente citazione di Lenin, ma in tutt’altro senso).
Comunque gli altri, tanti altri, della sinistra e non solo, in Italia in Europa e non solo, se magari ci riflettessero un po’ non farebbero un soldo di danno. Anzi. E pure qualche domandina sulle oggettive ‘convergenze rossobrune’ di questa contingenza, già qualche danno lo fecero e più o meno ad iniziare dalle stesse parti geografiche a fine degli anni ’30 del secolo scorso, non sarebbe inopportuna.

UCRAINA E SINISTRA (ITALIANA E MONDIALE) /1 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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