sabato, Dicembre 4

La guerra dell'acqua tra Egitto e Etiopia

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Nell’aprile del 2011, l’allora Primo Ministro dell’Etiopia, Meles Zenawi, posò la prima pietra di un grandioso progetto: la Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd), una diga sul Nilo Azzurro, approssimativamente 500 chilometri a nordovest di Addis Abeba, nella regione Benishangul-Gumuz.

La costruzione della diga, un progetto da circa 3,4 milioni di euro, è stata data in appalto a una impresa italiana, la Salini Impregilo. Alla fine dei lavori sarà la più grande diga dAfrica e sarà dotata di due centrali elettriche che produrranno circa 15.700 gigawatt/ora all’anno. La cisterna sarà in grado di contenere 63 miliardi di metri cubi dacqua.

Ma è proprio la portata della Gerd a preoccupare due Paesi situati più a valle lungo il corso del Nilo: il Sudan e, soprattutto, l’Egitto. Riempire il bacino idrico della diga potrebbe infatti, diminuendo l’afflusso d’acqua a valle dell’impianto, avere un impatto devastante e causare anni di siccità.

Grand Ethiopian Reinassance Dam

Il Cairo ha manifestato la propria contrarietà al progetto in modo anche piuttosto chiassoso, finché il Presidente Abdel Fattah alSisi è sceso a più miti consigli e ha deciso di incontrare il Primo Ministro etiope Hailemariam Desalegn il 26 giugno 2014. In quell’occasione, i due leader trovarono un accordo sull’approccio politico e tecnico per risolvere le questioni riguardanti la diga e in particolare l’impatto sull’approvvigionamento idrico egiziano e sul flusso che raggiungerà la diga di Aswan.

Nell’agosto 2014, i funzionari etiopi, egiziani e sudanesi si incontrarono a Khartoum, capitale sudanese. I negoziati portarono alla formazione di una commissione tecnica, formata da esperti dei tre Paesi, incaricata di valutare i rischi che la Gerd pone alla sicurezza idrica dell’Egitto e del Sudan.

Round dopo round, la commissione tecnica di Egitto, Etiopia e Sudan ha continuato a incontrarsi senza mai raggiungere una conclusione. Gli studi in merito allimpatto della diga sull’approvvigionamento idrico, e quindi sull’impatto sociale, economico e ambientale, della Gerd non si sono ancora materializzati, in parte per via delle divergenze tra le ditte incaricate di produrlo e tra di esse e la commissione. Ma intanto i lavori per la costruzione della diga sono andati avanti.

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