martedì, Settembre 28

La guerra dei chip elettronici? Perché ci sono i dubbi sulla sicurezza verso hacker nei chip di nuova generazione delle carte elettroniche?

0

Perché i chip delle carte di credito sono diventati un campo di battaglia e contesa tra banche e rivenditori? A spiegarlo uno speciale di economia prodotto e curato dalla ‘Reuters. La tecnologia delle carte di credito è stata recentemente sviluppata negli Stati Uniti e prevede l’uso di nastri magnetici inglobati in un chip. Tutto questo nel tentativo di migliorare la sicurezza dei clienti. Tuttavia i rivenditori e i banchieri non sono d’accordo sul come devono essere utilizzati i chip. Il sistema infatti pare si presterebbe ad attacchi Cyber e presenterebbe vulnerabilità già individuate e violate da hacker malevoli. Alla fine della prima settimana di ottobre l’FBI  ha lanciato un severo avvertimento sull’ultima misura di sicurezza introdotta nel settore delle carte di credito: il chip EMV. In una dichiarazione l’Internet Crime Complaint dell’FBI ha dichiarato, che i nuovi chip non impediscono alle frodi online o point-of-sale di compromettere l’accesso ai dati della carta di credito. Nell’avviso si sottolinea la vulnerabilità dei sistemi basati sulle firme: Chip e il segno piuttosto che chip & PIN. Il Centro investigativo inoltre consiglia ai commercianti di richiedere un numero di PIN al posto di una firma, ove possibile. Le vulnerabilità denunciate nell’avviso erano già note agli addetti ai lavori, ma ancora molti denunciano che la campagna di distribuzione del prodotto non si è ancora fermata.

(tratto dalla sezione video di ‘Reuters’)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->