giovedì, Agosto 5

La Grecia beneficerà della linea di credito precauzionale? Intervista Dimitrios Katsikas, Capo dell’Osservatorio della Crisi

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lagarde grecia

La Grecia dovrebbe avere una linea di credito precauzionale al fine di riottenere un accesso normale ai mercati obbligazionari. È quanto affermato la scorsa settimana da Christine Lagarde, Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale. «Il Paese gioverebbe, secondo la nostra opinione, di una migliore posizione se avesse supporto precauzionale», ha dichiarato la Lagarde in una Conferenza stampa.

Gli strumenti precauzionali dell’FMI danno ai Paesi accesso a una linea di credito che possa assicurare gli investitori che il Paese è in grado di estinguere le proprie obbligazioni, tenendo bassi gli oneri finanziari. Tali linee di credito, se non utilizzate, non si aggiungono al carico di debiti dei Paesi. «Parliamo di evoluzione nella relazione», ha affermato il Direttore. «Siamo, dunque, pronti ad aiutare e crediamo che ciò potrebbe essere efficace».

Il Primo Ministro Antonis Samaras, in un’intervista rilasciata a ‘Bloomberg’, ha affermato che mira a porre fine agli aiuti ricevuti dalla Grecia nel 2010 e alle rate del mutuo nei prossimi due anni. Ha affermato, infatti, che «ci sentiamo abbastanza sicuri» del fatto che il Paese potrà soddisfare le necessità finanziarie dei mercati obbligazionari. Al tempo stesso, tuttavia, ha inviato un messaggio di accordo con i creditori ufficiali per il mantenimento di una sorta di monitoraggio della Grecia al fine di superare le preoccupazioni del mercato, affermando che l’assenza di erogazione di assistenza finanziaria non implicherà un “divorzio” dai creditori pubblici della Grecia.

Ciononostante, queste due dichiarazioni potrebbero essere considerate contraddittorie. D’ora in poi ci saranno dei problemi nei negoziati per il futuro della Grecia? Mario Draghi, Presidente della BCE, è stato chiaro. A suo avviso, la Grecia necessita di essere inserita in un programma di finanziamento monitorato per accedere alle operazioni di acquisto della Banca Centrale. «Niente programma, niente acquisti», ha affermato Draghi in una Conferenza stampa all’inizio di questo mese.

La linea di credito precauzionale assegna al Paese una somma da utilizzare solo nel caso in cui esso non può chiedere prestiti ai mercati. Si profilano due scenari:

  1. Istituire una linea di credito attraverso il Meccanismo Europeo Di Stabilità (MES).
  2. Convertire la restante parte del prestito dell’FMI (12 miliardi) in linea di credito.

Ciò significa che la restante quantità di denaro nell’attuale programma servirà da protezione. Se attingesse da questo strumento, potrebbe ridurre i suoi debiti e i costi di rimborso. Tale strumento potrebbe anche aiutare la Grecia a sfruttare potenzialmente il programma della BCE consistente nell’acquisto di titoli garantiti dei Paesi membri così da alleggerire le condizioni finanziarie.

Il governo greco è in corso di negoziati con le istituzioni dell’Unione Europea e con il Fondo Monetario Internazionale prima della scadenza del suo piano di salvataggio, il 31 dicembre. Per il governo di coalizione, tale piano deve concludersi quando non saranno più erogati i finanziamenti dall’UE, sebbene si preveda che l’FMI rimanga fino al 2016. Inutile ribadire che Atene tenterà di evitare ulteriori condizioni dettagliate per la riforma rivelatasi molto impopolare.

Dimitrios Katsikas, Capo dell’Osservatorio della Crisi, iniziativa della Fondazione Ellenica per la Politica Estera ed Europea (ELIAMEP) con il sostegno della Fondazione “Stavros Niarchos”, ha risposto ai nostri quesiti in relazione alla linea di credito precauzionale proposta e alle condizioni dell’economia greca in generale.

 

La Grecia necessita davvero di un credito precauzionale? Quale condizione è prevista per l’economia greca nella primavera 2016?

Sembra che la Grecia necessiti di ulteriore sostegno. L’economia greca non è ancora riuscita a sconfiggere la crisi, la società fa fronte a problemi molto seri e, di conseguenza, non siamo riusciti a realizzare ancora uno sviluppo sostenibile. È difficile prevedere in quale condizione verserà l’economia greca agli inizi del 2016, dato che le previsioni iniziali sono piuttosto ottimiste. La situazione può radicalmente mutare dopo l’elezione presidenziale del 2015, che potrà portare anche a delle elezioni parlamentari. Il declino delle obbligazioni greche è indicativo dell’incertezza generale.

La dichiarazione di Christine Lagarde dipende dalla sua diffidenza generale nei confronti della gestione del governo greco o si adegua a questa specifica fase dell’economia greca?

Si tratta di una combinazione. I funzionari internazionali generalmente diffidano dei governi greci e, al tempo stesso, l’economia greca non ha ancora realizzato uno sviluppo sostenibile. È ragionevole che il Paese necessiti di un aiuto ulteriore.

Quali potrebbero essere le conseguenze di un possibile “divorzio” per la Grecia?

Sicuramente un “divorzio” non aiuterebbe la Grecia in quanto porterà alle conseguenze discusse diversi anni fa: incremento di obbligazioni, eventuale uscita dall’Eurozona e, semplicemente, scarso o inesistente afflusso di denaro. Se la Grecia non accetta un credito precauzionale, ci sarà una fase intermedia. Tuttavia, l’attuale governo non potrà assolutamente negare tale credito. Questo scenario è possibile solo se si avrà un cambiamento post-elettorale.

Il credito precauzionale è una prassi generale dell’FMI già applicata in passato?

No, non lo è. In passato è stata applicata nell’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM) e in Marocco. In alcuni casi, Paesi come l’Ungheria non hanno utilizzato i fondi. Talvolta, questi ultimi non vengono utilizzati o per uno stratagemma politico o perché la condizione dell’economia internazionale favorisce il Paese.

Quali i benefici per la Grecia se verrà concordata la linea di credito precauzionale?

Dato che non si ha ancora uno sviluppo sostenibile, una linea di credito precauzionale è una “sicurezza d’emergenza” per la Grecia. Nel caso di ribasso dei tassi delle obbligazioni greche, un credito di precauzione facilita questo difficile passaggio a un’economia di sviluppo sostenibile. Dall’altra parte, il Paese resta sotto controllo, nel caso in cui si accetti un credito di precauzione dell’FMI o dell’MES (Meccanismo Europeo di Stabilità).

Il termine “evoluzione nella relazione” significa che il governo greco potrebbe stilare un suo programma autonomamente ma, in ogni caso, esso deve essere approvato dai partner del Paese. Rappresenterebbe un passo in avanti verso il cosiddetto “possesso di onore” ma non si avranno dei cambiamenti significativi. In ogni caso, la Grecia non agirà indipendentemente, considerando che i Paesi dell’Eurozona godono di uno status di sorveglianza rafforzata. Per il governo greco, la scommessa è realizzare un minimo di autonomia.

Il governo greco dichiarerà che non necessita di ulteriori programmi per migliorare la sua popolarità o per far fronte a un voto potenzialmente difficile in Parlamento all’inizio del prossimo anno per l’elezione del nuovo presidente?

In realtà, il governo greco assume una posizione di difesa avendo alle porte un’elezione presidenziale importante. Il messaggio che intende trasmettere è che la Grecia ha superato le difficoltà. La possibilità di elezioni doppie ha già influito negativamente sull’economia greca.

Si prevede che d’ora in poi i negoziati per il futuro della Grecia saranno più difficili?

No, non lo saranno. Il progresso finanziario della Grecia faciliterà il negoziato. Tuttavia, il negoziato per il debito sarà più difficile perché include una negazione che i governi europei devono gestire con i loro parlamenti. Dall’inizio della crisi c’è stato un interesse sugli investimenti ma l’instabilità politica inibisce ogni tipo di investimento.

Gli investitori internazionali diffidano della classe politica greca? In quale modo ciò contribuisce alla crisi attuale?

Sicuramente, poiché essi devono contrastare l’instabilità politica, la burocrazia e l’eccesso di regolamentazione (troppe leggi) dovuta agli interessi politici. La possibilità di nuove elezioni inibisce gli aspiranti investitori e quindi anche l’aumento degli investimenti, lo sviluppo e la lotta alla disoccupazione.

Come si è evoluta in questi ultimi anni di crisi la classe dirigente greca?

Tranne poche eccezioni, nessuno ha vita facile, soprattutto coloro che possiedono immobili. La classe borghese è stata fortemente colpita dalla crisi e i poveri abituati a una bassa qualità di vita sono diventati veramente poveri.

Nelle prossime settimane avremo una nuova Commissione Europea. Cosa si aspetta ora il popolo greco da questa istituzione?

Prevediamo dei cambiamenti nella politica di immigrazione dato che il nuovo Commissario è greco. Inoltre, secondo le dichiarazioni di Juncker, ci saranno cambiamenti nei settori dell’occupazione e dello sviluppo. Tuttavia, la crisi è stata affrontata fino ad oggi, a livello transnazionale, da gruppi di Stati membri (in particolare dalla Germania). Il ruolo delle istituzioni europee non è stato così significativo e, pertanto, non si prevede un cambiamento.

 

Traduzione di Patrizia Stellato

 

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