lunedì, Novembre 29

La Gran Bretagna tra terrorismi e Brexit

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Nel frattempo, l’Unione Europea ha deciso di prorogare di un anno le sanzioni economiche contro la Russia nell’ambito dello scontro con l’Ucraina e dell’annessione della Crimea. Il Portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha espresso rammarico per la decisione del Consiglio Europeo e ha dichiarato che le Autorità della Federazione Russa considerano illegittime le sanzioni economiche europee.

Mercoledì prossimo Jared Kushner, genero e consigliere del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, arriverà in Israele: la sua missione è di intraprendere trattative sia con il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sia con il rappresentante dell’Autorità Palestinese, Mahmud Abbas. La missione è la solita: tentare di mettere un argine ad un conflitto che da decenni insanguina tutta la regione.

C’è un altro aspetto, però, che vale la pena di sottolineare: dopo essere divenuto la persona più influente alla Casa Bianca, Kushner era caduto parzialmente in disgrazia dopo il G7 di Taormina. Ora, con questa nuova missione, sembra essere tornato nelle grazie di Trump.

Di certo, il processo di pace mediorientale non è l’unica preoccupazione di Kushner che, allo stato attuale risulta indagato nelle indagini sul cosiddetto Russiagate. Di oggi la notizia secondo cui avrebbe intenzione di cambiare avvocato.

Tra le questioni calde, per Washington, c’è anche quella dell’abbattimento, da parte delle Forze Armate USA, di un caccia siriano che si era levato in volo per colpire la coalizione delle opposizioni intenta a combattere gli islamisti nei pressi di Raqqa. Per il Governo di Damasco, l’aggressione statunitense mostra chiaramente quali siano i legami americani con i gruppi terroristici; la reazione più preoccupante, però, è quella della Russia. Il Vice-Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergeij Rjbakov, ha dichiarato che l’abbattimento di un veicolo siriano nello spazio aereo siriano rappresenta una grave infrazione del Diritto Internazionale e che tutti i droni e gli aerei statunitensi che verranno individuati ad ovest del fiume Eufrate saranno considerati obbiettivi plausibili da parte delle Forze Armate russe. L’inasprimento dei rapporti tra USA e Russia sulla questione siriana rischia di favorire Daesh proprio ora che lo smantellamento dell’autoproclamato stato islamico sembrava vicino.

Nell’area, inoltre, si rafforzano le milizie vicine all’Iran. Mentre le truppe di Teheran, i Pasdaran (Guardiani della Rivoluzione Islamica), hanno avvertito il califfato che non esiteranno a colpirlo con i loro missili a medio raggio, se si dovessero presentare nuove minacce alla sicurezza della Repubblica Islamica, milizie sciite finanziate da Teheran conquistano sempre nuovi territori un tempo controllati da Daesh e, oramai, hanno quasi costituito un corridoio in grado di collegare gli Hezbollah libanesi al territorio iraniano. Il rafforzamento del ruolo di Teheran nell’area rappresenta una nuova spina nel fianco degli USA.

Intanto a Mosul, in Iraq, sembra che si sia vicini alla definitiva sconfitta dei miliziani di Daesh: le forze armate della coalizione avrebbero finalmente sfondato le posizioni nemiche.

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