sabato, Luglio 31

La Gran Bretagna e l'uscita dall'UE

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Se la Gran Bretagna uscisse dall’Unione Europa, quali sarebbero i modelli da attuare nella politica e negli scambi commerciali tra i Paesi?

‘The Telegraph’ ne ha proposti cinque, partendo dal modello norvegese. Questo Paese non deve seguire le regole dell’UE in materia di agricoltura, giustizia e affari interni, grazie a due referendum consultivi in cui il popolo si è sempre detto contrario all’Unione Europea. L’euroscetticismo poggia sull’idea che l’ingresso nella comunità avrebbe potuto mettere in crisi i settori della pesca e per l’agricoltura. Oltre ad aver mantenuto la sovranità monetaria battendo propria moneta (la corona), i norvegesi sono al primo posto in tutte le graduatorie afferenti i diritti e la qualità della vita.

Un altro modello perseguibile è quello svizzero, un Paese che è rimasto fuori sia dall’Unione Europea che dallo Spazio Economico Europeo (SEE). La stretta cooperazione tra l’Unione europea e la Svizzera si riflette in una fitta rete di trattati che comprende circa 120 accordi (disposizioni adottate dagli altri Paesi SEE nei settori della libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali.) e poggia sull’Accordo di libero scambio concluso nel 1972. Dopo che il popolo svizzero ha rifiutato l’adesione al SEE nel dicembre 1992, l’UE ha accettato di disciplinare in accordi settoriali questioni di interesse comune, una procedura che viene chiamata «via bilaterale».

Viene proposta anche l’Unione Doganale, che rappresenta un tipico esempio di accordo di commercio preferenziale (su base regionale) tra Paesi. Tra i Paesi aderenti ad una unione doganale, vengono abbattute le barriere commerciali che impediscono la libera circolazione delle merci ma, a differenza dell’Area di libero scambio, viene istituita una tariffa doganale esterna comune. Un esempio è il rapporto che esiste tra Turchia e Unione Europea.

L’Inghilterra altrimenti potrebbe optare per il trattato di libero scambio, come vige in Islanda. Ci sono tre fondamentali aree di intervento una volta sottoscritto questo trattato: l’accesso al mercato delle merci, dei servizi, degli investimenti e degli appalti pubblici per entrambe le parti con l’eliminazione dei dazi; l’abolizione degli ostacoli non tariffari (legati a quantità, standard di qualità, regolamenti e così via) e una profonda armonizzazione normativa. Lo spazio SEE da comunque all’Islanda la possibilità di cooperare con l’Unione Europea, senza entrare a farne parte pienamente. Ciò permette comunque l’adesione al Trattato di Schengen, di cui applica le disposizioni relative all’abolizione dei controlli alle frontiere, il rilascio dei visti, la cooperazione ed il coordinamento tra i servizi di polizia e le autorità giudiziarie. Il Paese partecipa anche, sia pure senza diritto di voto, in un certo numero di agenzie e programmi dell’UE, che riguardano: impresa, ambiente, istruzione e ricerca, contribuendo finanziariamente alla coesione sociale ed economica nell’UE.

Infinte ‘The Telegraph’ propone un ‘taglio netto‘ con l’Unione Europea, cercando di negoziare accordi commerciali attraverso la World Trade Organization (l’Organizzazione Mondiale del Commercio).

 

(video tratto dal canale YouTube The Telegraph)

 

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