venerdì, Maggio 14

La Germania e il “suo” calcio Il trionfo in Brasile passa anche dai Mondiali del 2006

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Berlino – I campionati mondiali di calcio brasiliani si sono appena conclusi con la vittoria quasi scontata della squadra tedesca. Ma non si tratta solo di una coppa vinta e sollevata al cielo in una notte di mezza estate. Il trionfo della Germania é il risultato del lungo percorso di riorganizzazione del calcio tedesco avvenuto negli ultimi anni. Ci sono essenzialmente tre aspetti interessanti che aiutano la comprensione del fenomeno: le politiche di pianificazione e sviluppo applicate al contesto economico e civile non hanno escluso il settore sportivo, la strategia intrapresa dalla federazione nazionale e l’esemplare “sfruttamento” dei Mondiali di calcio 2006, competizione vista non solo come grande evento sportivo ma anche come importante occasione per investimenti economici da cui trarre benefici duraturi nel tempo.

Indubbiamente l’organizzazione di un grande ed internazionale avvenimento sportivo come i Mondiali di calcio porta con sé un considerevole impatto socio-economico nel Paese che lo ospita. Le conseguenze si sentono su piú livelli: sul turismo, sullo sviluppo urbano e ambientale, sulla vita culturale dell’individuo e della collettivitá, sull’immagine del paese e naturalmente sull’economia regionale e nazionale. 

In uno studio di Gerd Ahlert, ricercatore ed economista presso l’Istituto per la ricerca sulle Strutture economiche (GWS mbH) di Osnabrück,  si legge che «per analizzare al meglio l’impatto economico del Mondiale FIFA 2006 ci sono tre fattori che devono essere considerati: l’entitá economica-finanziaria degli investimenti per gli stadi nella fase pre-evento, le spese sostenute dai visitatori durante l’evento e la capacitá di sfruttare gli stadi nella fase post-evento». Senza considerare inoltre, nel caso tedesco in particolare, l’aspetto della perfetta sinergia tra le attivitá delle istituzioni pubbliche e quelle private in tutte le fasi dell’evento e la possibilitá occupazionale che deriva dall’organizzazione di una manifestazione di tale portata.

Ma analizziamo meglio i tre punti sollevati dall’economista tedesco.

Per quanto riguarda l’impatto economico, su una ricerca effettuata da alcuni studiosi dell’Universitá di Amburgo, si riporta che «per Germania 2006 le spese per i dodici stadi (di cui quattro costruiti ex-novo) sono state pari a 1,4 Miliardi di Euro, di cui piú del 60% attribuibili ai clubs e ad altre istituzioni private mentre circa 3 Miliardi di Euro sono stati spesi per la costruzione e per il rafforzamento delle infrastrutture, specialmente linee ferroviarie, stazioni e autostrade».  Si tratta di ingenti investimenti, soprattutto se paragonati ai costi sostenuti da altri paesi per la medesima manifestazione sportiva, i cui benefici si sono sentiti anche dopo la conclusione dell’evento.  I Mondiali di calcio 2006 sono stati utillizzati dall’amministrazione pubblica come un trampolino di lancio per lo sviluppo e il miglioramento di strutture non solo strettamente correlate all’evento calcistico.

In termini di afflusso turistico la ricerca di Swantje Allmers e Wolfgang Maening, invece dimostra che «nonostante le alte aspettative, i turisti che hanno soggiornato in albergo e quindi piú significativi in termini di spesa individuale, sono stati solo 100.000 c.a. (rispetto ai 300.000 c.a. attesi). Molti i casi in cui, grazie alla posizione centrale della Germania, lo spettatore viaggiava solo per vedere la partita ma senza soggiornare in strutture alberghiere. Inoltre tante persone hanno scelto di alloggiare presso amici o parenti. Si tratta dei casi in cui le spese individuali sono piú contenute e quindi meno interessanti ai fini di un’analisi economica ». Anche il turismo si sta evolvendo in una direzione di condivisione.

In merito al terzo punto i numeri dell’ultimo report FIGC relativo all’anno calcistico 2012/2013 parlano chiaro. Su un numero totale di 306 partite disputate nel campionato di prima divisione, l’affluenza media negli stadi tedeschi é stata di circa 42.600 spettatori per partita. I numeri piú alti confrontati con le statistiche relative agli altri campionati di calcio europei. La Lega tedesca in prima linea si propone di far rispettare le regole mentre i clubs sono tra i piú organizzati ed efficienti economicamente.  I Mondiali di Calcio 2006 sono stati un incentivo per i clubs, in collaborazione con il settore pubblico, per migliorare gli impianti giá esistenti. O costruirne di nuovi come nel caso dell’Allianz Arena a Monaco, per esempio.

Il punto fermo rimane peró l’obiettivo di aumentare  la partecipazione del tifoso alle gare. Se gli stadi sono sicuri, tecnologicamente avanzati ed equipaggiati e le sedute sono comode i tifosi sono incentivati ad andare a vedere le partite, portando bilanci positivi per le societá sportive.

I tre livelli di analisi portati avanti da G.Alhert dimostrano che la Germania ha saputo abilmente sfruttare l’occasione dell’organizzazione del campionato mondiale 2006, facendo rientrare l’evento all’interno di un piano di sviluppo e rinnovamento che non avrebbe influenzato economicamente il sistema solo per il periodo dello svolgimento delle partite. A parte l’impatto turistico, statisticamente sovrastimato, i parametri di giudizio utilizzati dallo studioso per analizzare la buona riuscita di un evento calcistico come FIFA 2006, sono stati efficacemente rispettati dall’organizzazione tedesca.

In particolare i miglioramenti alle strutture sportive, ferroviarie, stradali sono stati investimenti  pianificati e gestiti in modo da poter trarre la massima ottimizzazione del risultato per l’intera collettivitá, soprattutto sul lungo periodo.  Ospitare un grande evento d’altronde non é solo un momento importante per le istituzioni per presentarsi al mondo e per attrarre investimenti pubblicitari e finanziari, ma é anche un evento che coinvolge tutta la cittadinanza.

Se i Mondiali di Calcio 2006 hanno consacrato sul piano calcistico la squadra italiana, non si puó negare che sul piano organizzativo la Germania abbia nettamente primeggiato.  Il trionfo dell’ultimo mondiale brasiliano non é stata solo una vittoria della squadra tedesca ma anche la vittoria del calcio tedesco che é riuscito forse nella sfida piú importante: riportare gli spettatori ad esultare negli stadi.

A tal proposito é interessante per esempio vedere come in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, Christian Seifert, 44 anni, amministratore delegato della Lega tedesca,  parli di tutela del tifoso: «una sola notturna al venerdì, a inizio week end. No alla partita a mezzogiorno anche se preclude il mercato asiatico. Il motivo? I tifosi che devono andare in trasferta non possono viaggiare prima dell’alba per andare negli stadi».

Claudia Schiffer in una delle ultime pubblicitá televisive di un’auto di una nota casa automobilistica tedesca dice all’incurante spettatore «non é un segreto, lo humor non é certo una delle qualitá migliori dei tedeschi, prendono tutto seriamente ed é esattamente cosí che costruiscono le loro auto» e il loro campionato di calcio, si puó aggiungere.

 

 

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