sabato, Giugno 19

La Germania e il genocidio dimenticato in Namibia

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Una delle prime grandi tragedie del ‘900, ma da molti ignorata. Parliamo di quella perpetrata ai danni degli indigeni in Namibia da parte dei coloni tedeschi. Il dominio coloniale della Germania nel Paese è durato dal 1884 al 1915, ma è tra il 1904 e il 1907 che avvenne il ‘fattaccio’.

Ad alimentare le tensioni la forte discriminazione razziale e i soprusi perpetrati dai tedeschi, che sfociarono nella sollevazione dei due gruppi etnici locali, Herero e Nama. 133 civili tedeschi vennero trucidati e la repressione fu ancor peggio: la Germania infatti inviò 15.000 uomini, al cui comando c’era Lothar von Trotha, che ordinò così: «Ogni Herero trovato entro il confine tedesco, che sia armato o no, che stia pascolando animali o no, dovrà essere ucciso. Non si accettino all’interno dei nostri confini neanche donne e bambini: respingeteli indietro o fucilateli».

In migliaia furono trucidati, ma tanti finirono anche in campi di prigionia, durante la quale molti morirono di stenti. Il primo grande genocidio del Novecento, da molti dimenticato ma ammesso qualche mese fa dallo stesso Parlamento tedesco, che ha presentato le scuse formali per quella che è stata una vera guerra razziale. Se pensiamo che su 80.000 Herero che vivevano in Namibia al momento della rivolta, solo 15.000 sopravvissero, la dimensione del genocidio è ancor più impressionante.

Ma nessun risarcimento economico da parte della Germania, visto che dagli anni ’90 in poi i programmi di sostegno alla Namibia dei tedeschi sono moltiplicati. Ma ora se ne torna a parlare. Dal 2015 sono state avviate delle trattative ufficiali fra i governi tedesco e della Namibia per mettere fine alla vicenda, ma gli Herero vogliono di più. Ma difficilmente arriverà.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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