domenica, Settembre 19

La Gentilezza, oggi, è un sentimento scontato? Intervista a Raffaella Milandri organizzatrice della Giornata Mondiale della Gentilezza

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La Gentilezza, intesa come sentimento, è universale e ogni uomo prova tale sensazione verso uno dei suoi simili almeno una volta nella vita. La letteratura è piena, guardando alla produzione in ogni parte del mondo, di esempi di ‘avari’ di sentimenti redenti in qualche maniera: il famoso Scrooge del ‘Canto di Natale’ fino ai cattivi delle varie favole moderne, come Gru del film con i Minions. Passano i secoli e tale sentimento rimane immutato, anche se dopo gli attentati di Parigi parlare di gentilezza pare quasi inappropriato dopo tanto dolore, o forse è la nostra sola arma per andare avanti.

Parlando di gentilezza non si può non parlare di collaborazione e solidarietà, concetti ad essa strettamente connessi e legati. La solidarietà e la collaborazione a volte nascono da tale sentimento in maniera spontanea e per volontà del singolo, o di una comunità, o collettività.

Anche il laico non disdegna il concetto di gentilezza, anche se per lui non si lega alla carità religiosa, come per i cattoliciSabato 14 novembre dalle 17 in poi si è tenuta  in contemporanea a San Benedetto del Tronto e Grottammare la celebrazione della Giornata Mondiale della Gentilezza, data ufficiale venerdì 13 novembre. Sono stati “Volontari con le ali” a dispensare atti di gentilezza e come testimonial di eccezione hanno partecipato i Sindaci delle due città, anch’essi muniti di ali.

A lanciare l’iniziativa l’associazione ‘Omnibus Omnes’, capitanata da Raffaella Milandri: “La idea di questa manifestazione mi è venuta dalla profonda esigenza di un Mondo Gentile, in cui tutti potremmo vivere meglio. Negli ultimi anni si è assistito a un declino della Gentilezza  verso il prossimo, che deve essere principio di convivenza della nostra società. Eppure siamo liberi: liberi, ad ogni occasione, di scegliere la via della Gentilezza“. L’iniziativa,  in collaborazione con il Movimento Mondiale della Gentilezza e il Movimento Italiano della  Gentilezza, ha il patrocinio della Regione e dei Comuni partecipanti.

Parliamo di questa giornata e del sentimento di Gentilezza con Raffaella Milandri, scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, oltre che viaggiatrice solitaria ed è stata accolta dai nativi nei più remoti angoli di mondo. La Gentilezza è uno dei valori fondamentali della vita, un atteggiamento positivo che deve contrastare la aggressività dilagante nella nostra società: nelle file agli sportelli, nel traffico, tra vicini di casa., intesi come strumento di sensibilizzazione e  divulgazione sul tema dei diritti umani  e delle problematiche sociali e afferma: “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli“.

 

Perché celebrare la Giornata Mondiale della Gentilezza?

La Gentilezza è uno dei valori fondamentali della vita, un atteggiamento positivo che deve contrastare la aggressività dilagante nella nostra società: nelle file agli sportelli, nel traffico, tra vicini di casa. La Giornata della Gentilezza serve a sensibilizzare, a far riflettere, su un modo di vivere socialmente migliore dove il prossimo non deve essere un avversario, un nemico. Peraltro la Giornata della Gentilezza si celebra dal 2000 grazie al ‘World Kindness Movement’, un movimento libero che è nato in Giappone e che ha adesioni in Molti Paesi, anche in Italia. Quindi la Giornata Mondiale è una occasione per ricordarci che si può vivere più sereni, col sorriso e la Gentilezza. Ho seriamente vacillato a celebrare la Giornata subito dopo i fatti di Parigi del 13 novembre. Poi, ho realizzato insieme a membri della Associazione ‘Omnibus Omnes’, di cui sono Presidente, che a maggior ragione bisognava mandare un messaggio positivo.

Perché si ha bisogno di un evento così oggi con “volontari con le ali” e che rappresentano le ‘ali’ nei volontari e Sindaci presenti?

Le ali rappresentano un modo di vivere e un animo leggero, per potersi librare al di sopra dell’egoismo imperante e focalizzarsi sul nostro prossimo identificandone i piccoli bisogni.

Secondo i Nativi Americani, tutto ciò che viene donato prima o poi ritorna; quindi, dovremmo trattare l’altro come vorremmo essere trattati noi stessi.

La Gentilezza la definirebbe un comportamento o sentimento laico o religioso?

La Gentilezza è al di sopra delle religioni. E’ propria dell’Uomo e della sua essenza. La Gentilezza si manifesta spontaneamente dove l’uomo ha maggiore necessità, nelle emergenze, nelle difficoltà, è alla base di un principio di sopravvivenza. Nei luoghi del mondo più remoti, afflitti da condizioni di vita estremamente difficili, è normale preoccuparsi dell’altro e aiutarsi perché fondamentale per la esistenza stessa della comunità. Nel nostro stile di vita moderno, l’agio, la fretta e  la routine uccidono il senso di convivenza pacifica e gentile. Spesso l’altro è vissuto con un senso di fastidio.

Quanto la religione ha influito sul concetto di Gentilezza a livello dottrinale?

Ritengo non vada fatta confusione tra Gentilezza e senso di carità, tipicamente predicato nel cristianesimo. Come attivista dei diritti umani, ho trovato spesso contraddizioni colossali e proprio nella religione, e nella interpretazione di essa, sono insite violenze, a fini educativi o di conversione o ancora, direi, colonializzazione.

Quale concetto di gentilezza vi è nella popolazione cosiddetta ‘indigena’ e nella civiltà mediterranea, orientale e araba?

Guardi, la Gentilezza è un concetto universale, anzi un linguaggio universale. Proprio durante i miei viaggi ne ho avuto dimostrazione. Un gesto gentile non ha una etichetta, una dottrina, una cultura. E’ esplicito anche tra persone che non parlano la stessa lingua. In molti Paesi in via di sviluppo sono stata oggetto di gesti di gentilezza dolcissimi e inaspettati, e , ci tengo a sottolinearlo, gratuiti. E’ importante il modo di porsi al prossimo: se si è corretti, spontanei e onesti, la Gentilezza viene da sé. Ma non nel nostro mondo occidentale, dove molti valori sociali sono sovvertiti e la diffidenza uccide la cortesia: spesso si viene guardati con sospetto.

Durante la Giornata della Gentilezza, ad esempio, abbiamo donato sorrisi, cuori e fiori palloncini e caramelle e qualcuno si è allontanato con lo sguardo cupo alla frase: “Posso regalarle questo cuore? E’ per la Giornata della Gentilezza”. Lo so, non mi hanno nemmeno ascoltato. Oggi diventiamo invisibili gli uni agli altri e ci chiudiamo in un guscio. Molti invece hanno reagito con gioia alla sorpresa.

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