giovedì, Dicembre 2

La funzione strategica di Banca Mondiale e Fmi

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L’autorevole economista Walden Bello tratteggia così la situazione generata dagli interventi di Banca Mondiale ed Fmi: «nel gennaio 1993, al termine dell’era di Ronald Reagan e George Bush senior durata dodici anni, il sud era stato ormai completamente trasformato: dall’Argentina al Ghana, il coinvolgimento dell’apparato statale nell’economia era stato drasticamente ridotto; nel nome dell’efficienza le imprese statali erano passate in mani private, le barriere protezionistiche contro le importazioni del nord venivano ridotte sempre più e, attraverso l’applicazione di politiche che privilegiavano le esportazioni, l’economia di questi Stati era integrata con i mercati mondiali capitalisti, dominati dal nord. Ma i prezzi pagati erano stati alti. Gli economisti neoclassici che lavoravano per il Fmi e per la Banca Mondiale avevano venduto l’aggiustamento strutturale come un intervento necessario per innescare un circolo virtuoso di crescita economica, aumento dell’occupazione e prosperità crescente. Ciò che accadde, invece, fu che le economie in via di sviluppo cessarono di svilupparsi e […] precipitarono in un profondo ‘buco’, in cui la drastica riduzione della spesa pubblica innescò un circolo vizioso di aumento della disoccupazione, declino dei consumi, profonda miseria e crescente disuguaglianza sociale».

Ma per quale ragione un numero crescente di Stati ha accetto di implementare le ‘terapie d’urto’ suggerite dal Fmi? Per rispondere occorre introdurre la figura di John Perkins, un ‘sicario dell’economia’ pentito che dà della sua categoria il seguente ritratto: «i sicari dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi Paesi di tutto il mondo. Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (Usaid) e di altre organizzazioni ‘umanitarie’ nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso il bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni». Questi ‘funzionari’, che fanno parte di particolari ‘reti di esperti’ e di ben noti ‘centri-studio’, falsificano regolarmente i dati economici dei singoli Paesi per spingerli all’indebitamento e provocare crisi finalizzate a porre le economie locali sotto il controllo effettivo della grande finanza internazionale.

La situazione è andata radicalizzandosi a partire dalla metà degli anni ’90 per effetto della fondazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc). Nel corso della conferenza di Singapore del 1996, in cui si celebrò la nascita di tale organismo, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale emisero un comunicato in cui si sottolineava l’importanza di avviare una stretta collaborazione tra l’Omc e le istituzioni scaturite da Bretton Woods nel 1944, al fine di condurre una linea politica che imprimesse la spinta decisiva al processo di interconnessione economica planetaria meglio noto come globalizzazione. Sollecitando l’integrazione di mercati, sistemi produttivi e capitali, l’Omc spianò ancor di più la strada per l’avanzata delle grandi aziende multinazionali.

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