sabato, Settembre 18

La Francia si apre al CBD A fine giugno di quest'anno, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla questione prodotti a base di cannabidiolo dichiarando che la loro vendita è permessa su tutto il territorio francese e questo riguarda anche i fiori con delle tracce residue di THC

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Piccolo ripasso di geografia veloce veloce, quali sono i Paesi che confinano con l’Italia? Procedendo da destra a sinistra, un po’ come se si stesse leggendo un fumetto giapponese, la risposta è Slovenia, Austria, Svizzera ed infine Francia.

Bene, vediamo dunque che cosa sta succedendo dai nostri ‘cugini’ di Oltralpe nel campo, e qui è proprio il caso di dirlo, della cannabis.

Prima di tutto, la Francia aveva già fatto parlare di sé a partire dall’anno scorso quando, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva dichiarato che nessuna legge poteva vietare la vendita di prodotti a base di CBD sul suolo francese. Naturalmente, tali prodotti a base di CBD, dovevano inoltre essere prodotti in un altro Stato membro dell’Unione Europea seguendo determinati standard di produzione.

Questo voleva dire che la Francia era tra i Paesi dove, prima di pochi mesi fa, non era possibile reperire dei prodotti a base di CBD o della semplice cannabis light. Un fenomeno piuttosto curioso, ma che è perfettamente ‘in linea’ con la guerra contro la Red Bull ed altri energy drink simili. E pensare che qui, e da altri parti dell’Unione Europea, possiamo vedere i suoi spot pubblicitari in televisione!

Ad ogni modo, perché oggi stiamo parlando della Francia? Ma perché, a fine giugno di quest’anno, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla questione prodotti a base di cannabidiolo (ossia CBD) dichiarando che la loro vendita è permessa su tutto il territorio francese e questo riguarda anche i fiori con delle tracce residue di THC (praticamente ‘il principio dello sballo’ particolarmente ricercato nella cannabis non consentita dalla legge).

Ovviamente, la ‘risposta’ della Corte di Cassazione non ha quantificato esattamente a quanto deve ammontare questa quantità residua di THC, ma è stato comunque un notevole passo in avanti come hanno dichiarato non pochi cittadini francesi dopo aver appreso la notizia.

Un esempio è quello di un commerciante che ha colto la palla al balzo per esprimere tutti i suoi dubbi riguardo al fatto che la Francia fosse praticamente “l’ultimo Paese dell’Unione europea che non aveva dato accesso alla vendita di CBD”.

Aurélien Delecroix, presidente del Sindacato della Canapa, aveva poi dichiarato al quotidiano Le Monde che “in questo contesto, non appare più sostenibile per il governo mantenere le sue posizioni dogmatiche in materia”. Stando ad altre dichiarazioni di Delecroix in materia, la Francia avrebbe adottato questa sorta di linea dura contro la cannabis light e derivati a causa di non meglio precisate motivazioni di stampo politico.

In ogni caso, se anche voi volete provare dei prodotti simili, ma temete che la vostra città sia troppo poco fornita di negozi appositi oppure vivete in Francia, allora vi consigliamo di rivolgervi al negozio virtuale numero uno del settore. Su theweedzard.com, infatti, troverete tutto quello che potete desiderare in materia di CBD e prodotti simili.

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