lunedì, Ottobre 25

La Francia in guerra civile field_506ffbaa4a8d4

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Se si considerano i non pochi attentati avvenuti negli ultimi mesi in Francia, ci si rende conto che la comunità sta diventando sempre più frammentata. Mai, il territorio francese si era mostrato così propizio a tali atti. Ormai basta una scintilla ad accendere lo stato d’animo della gente. Ma la Francia potrà mai entrare in guerra civile coinvolgendo tutte le sue comunità? Potrebbe mai accadere che la violenza, nella sua scalata incontrollata e incontrollabile, spinga la gente ad ‘armarsi e partire’? Insomma, Daesh sarà mai capace di portare la guerra oltre le frontiere del Califfato?

La sconfitta di alcune comunità deriva da uno sradicamento culturale. Attualmente, la maggior parte dei nostri connazionali pensa che «non si vive più come un tempo, in Francia», secondo quanto dichiarato da uno studio Ipsos. Una cifra che coinvolge il 98% degli elettori del FN e il 73% dei Repubblicani, e nel mirino ci sono i flussi migratori che minacciano la cultura del Paese, dove si avvicina sempre più l’idea della teoria della sostituzione, portata dai movimenti di estrema destra.  O «noi o loro». Questa è la visione attuale della società francese, che non lascia certamente spazio alla coesistenza. Il razzismo ha ormai la meglio e si è imposto e i primi ad ammetterlo sono proprio loro, i francesi. Più di due terzi crede che questo fenomeno sia ormai inculcato nella società e si punta la gente di origine straniera, oltre che «gli appartenenti al ceppo francese».

Una buona fetta della popolazione francese non distingue più tra Islam e Islamismo.  Il 37% degli elettori del FN, vale a dire un quinto dei nostri connazionali, crede di essere in guerra, e non solo indicano gli jihadisti, ma anche l’Islam, stando ai dati Ipsos.

Alain Soral, scrittore francese, spiega che «Ormai, nessuno vuole una riconciliazione nazionale. Si tratta di rabbia, anche data dal fatto che nel nostro Paese c’è un alto tasso di alti tradimenti sociali, cosa che sembra addirittura legittimare gli ultimi conflitti sociali». «Ci si vorrebbe opporre alle élite in Francia», continua Soral. «Ma questa rivolta si trasformerà presto in guerra di religione, oltre che guerra di popoli. Una guerra vede sempre due fazioni opposte. Bisognerò scegliere tra musulmani e giudeo cristiani civilizzati. La definizione di guerra e la nozione di guerra sono sempre più presenti tra noi; ne parlano i media, quasi a volerci preparare e renderci consapevoli. E se davvero così fosse, la guerra costerebbe molto cara alla Francia: una piaga sempre più vicina ai nostri occhi».

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