mercoledì, Settembre 22

La Francia e il rischio di creare apolidi

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I decaduti sono ‘condannati’ a soggiornare in Francia?

Al livello internazionale “due convenzioni esistono: una nel 1954 che prevede il diritto di rivolgersi allo status degli apolidi, è l’articolo 31 che precisa che non possono essere espulsi ad eccezione di presentare una minaccia nazionale e di trovare uno stato che li accetti. La decadenza in questo caso potrebbe essere frutto di un crimine, ma prima andrà in prigione e sarà espulso solo dopo. La Francia ha ratificato la legge 1961 che vieta la creazione di apolidi. Oppure, se la misura potesse impedire a terroristi di ritornare in Francia, potrebbe avere un effetto contrario su una persona presente sul territorio francese e spogliata della nazionalità: potrebbe infatti, alla fine della sua pena detentiva, se ci fosse una, essere condannato a rimanere in Francia” dice Lascombes.

In particolare, un apolide non ha più la cittadinanza, di conseguenza non è più legato ad un Paese o a uno Stato che probabilmente lo potrebbe accogliere. Non possiamo espellerlo verso un Paese terzo a meno che quest’ultimo si offra di ospitarlo. Ma questa accoglienza è legata ad una serie di condizioni, tra cui il fatto che la persona espulsa non rischia torture o maltrattamenti dove viene inviata.

La Francia ha firmato nel 1954 una convenzione dell’ONU ratificata successivamente con la quale gli Stati firmatari si impegnano a concedere diritti agli apolidi (che erano numerosi dopo la seconda guerra mondiale) almeno equivalenti a quelli dei stranieri presenti sul suolo francese: il diritto alla giustizia, ma anche di contribuire e di ricevere i benefici quando si lavora, e la ricezione di qualche aiuto, se necessario. L’apolide, ovviamente, non può votare o candidarsi alle elezioni, e alcune posizioni di lavoro non sono accessibili (il servizio pubblico, per esempio), ma ha tuttavia diritti.

“Un apolide senza passaporto, poiché senza nazionalità, si trova quindi in una situazione paradossale, quella di essere uno straniero nel suo Paese di nascita, privato della cittadinanza e quindi di passaporto per viaggiare, e ridotto a vivere in Francia, senza essere francese o possibilità di chiedere ad un altro Paese di concedergli la cittadinanza” dimostra Lescombes.

Poi la legge non precisa di che terrorismo si tratti: solo di terrorismo islamico? Nel caso questo tipo di atto sia generato dal conflitto franco-francese con gruppi come Action directe (gruppo anarchico) o il FLNC (Fronte di Liberazione Naziunale Corsu) potremmo vedere diverse migliaia di francesi che si considerano prima di tutto baschi, bretoni, catalani, corsi, occitani o fiamminghi che potrebbero desiderare di essere apolidi per alla fine creare la propria nazione. Ma non è come aprire la porta a una disintegrazione della nazione francese?

 

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