mercoledì, Aprile 21

La Francia e il rischio di creare apolidi

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Parigi – Cosa hanno in comune Osama Bin Laden e Albert Einstein? Erano apolidi. Il fondatore di al-Qaeda è stato privato della sua cittadinanza, dall’Arabia Saudita, in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001 e lo scienziato ha abbandonato volontariamente la sua cittadinanza tedesca.

Chi sono questi ‘senza-Paese’? Come vivono senza diritti? Mentre il governo francese vuole estendere le condizioni di privazione di nazionalità nel contesto della dichiarazione di stato di emergenza, lo specialista in diritto costituzionale Michel Lescombes, professore di diritto all’Institut d’Etudes Politique di Lille, si chiede ‘dov’è il limite?’.

La Francia ospita oggi più di 1.000 apolidi. Un numero che è diminuito dopo la recrudescenza dei casi avvenuti susseguenti la dislocazione del blocco orientale. Tra le richieste di riconoscimento di apolidia, depositati presso l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA), più della metà sono persone nate nell’ex URSS o in Jugoslavia. Più recentemente, i curdi della Siria decaduti da Hafez el-Assad, o i Biharis dal Bangladesh erano fortemente rappresentati.

Fino a quando non hanno documenti, questi orfani di patria vivono un calvario quotidiano: nessuna esistenza, nessun posto a cui connettersi. ‘Essere spogliato della cittadinanza è essere spogliato della sua appartenenza al mondo’, ha scritto il filosofo Hannah Arendt. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sancisce come libertà fondamentale il ‘diritto ad una cittadinanza’, precisa il professore Lescombes. Parlando della storia “la privazione della nazionalità è già stata dibattuta nella storia francese. E questo in due occasioni. Il ricordo del regime nazista o della Francia di Vichy che ha ritirato massicciamente la nazionalità agli ebrei e ai zingari hanno segnato le mente francese” spiega Lescombes. Tutto è iniziato durante la rivoluzione del 1789 ma i motivi, i Paesi e i confini non erano gli stessi. La decadenza è stata introdotta nel diritto francese dopo il 1789. Poi abbiamo Vichy con il testo del 22 giugno 1940, che ha voluto ritirare la nazionalità a quelli che erano stati naturalizzati francesi sin dal 1917. Quelli che avevano chiesto la nazionalità stavano fuggendo da fascismo o nazismo. Una legge mirata ufficialmente a tutti i stranieri si concentrava evidentemente sugli ebrei. Perciò urta la sensibilità francese, conferma il professore Lescombes.

È per lottare contro il fatto di mettere cittadini fuorilegge dalle nazioni che la Convenzione di New York del 1954, ratificata dalla Francia, ha vietato la creazione di nuovi apolidi. “Tuttavia, questo testo prevede eccezioni, come per i crimini di guerra o crimini contro l’umanità” sottolinea lo specialista. Ma ora neanche il diritto francese vuole creare apolidi: la privazione della cittadinanza è applicabile solo in casi di “violazioni degli interessi fondamentali della nazione come il terrorismo, lo spionaggio e si applica solo ai cittadini che dispongono della doppia cittadinanza” precisa Lescombes.

Che fa un apolide una volta che gli viene tolta la sua nazionalità francese? In questo dibattito senza fine attorno al concetto di privazione della cittadinanza, che il governo ha incluso nel progetto di emendamento costituzionale adottato dall’Assemblea il 10 febbraio, questo punto è stato poco sollevato. E’ tuttavia importante, perché la misura è destinata a ‘rimuovere’ la minaccia jihadista nel Paese.

“Si tratta di privare di nazionalità francese una persona che commette atti di terrorismo contro la Francia” argomenta Michel Lescombes. Ma precisando che “attualmente è possibile solo per le persone che non sono nate in Francia e hanno quindi acquisito la nazionalità durante la loro vita e questo per meno di quindici anni nel caso di terrorismo. Pero quello che vogliono fare i deputati modificando la Costituzione è di estendere questa privazione di nazionalità a tutti i francesi, anche quelli nati nel Paese, così minacciando il diritto di suolo”.

Cosa prevede la nuova legge ? “Il progetto di legge permetterebbe la decadenza senza limiti di età per l’acquisizione della cittadinanza. Ma questo pone un problema: se vogliamo privare un francese nato in Francia che non ha altre nazionalità, significa creare un apolide”. Ma questo il professore lo pensa poco probabile. Per lui “è normale aver modificato la Costituzione per lo stato di emergenza” ma su quello della cittadinanza sembra fuori ragione. “Se ci rifiutiamo a creare apolidi, in realtà si crea una situazione di disuguaglianza, dal momento che non può essere privato di una nazionalità chi non ne ha un’altra, invece un bi-nazionale sì” punta il professore Lescombes “e sono circa 3 milioni in Francia”.

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