sabato, Maggio 8

La Francia affama l’Africa field_506ffbaa4a8d4

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Secondo squalo francese è Vincent Bollorè che controlla le società Socfin, Socfinaf e Socfinasia e uno tra i principali azionisti di Telecom Italia. Bollorè possiede latifondi in 92 Paesi tra i quali 43 in Africa. Controlla tutto il settore agroalimentare delle zone dove sono ubicate le sue aziende: terreni, produzione agricola, logistica, trasporti, infrastrutture, aeroporti e porti tra cui quello di Abidijan. Vincent Bollorè acquista terre approfittando delle politiche di privatizzazione imposte da FMI (istituto finanziario internazionale controllato dalla Francia) ai governi africani e “oliando” molto bene i vari presidenti. Secondo il Oakland Institute Bollorè possiede in Africa 150.000 ettari di piantagione di olio di palma per biocarburanti, 9.000 ettari nel solo Camerun. Bollorè, dopo la firma dei contratti, procede all’esproprio delle terre senza che le popolazioni vengano precedentemente informate, decidendo unilateralmente il prezzo di compenso (ovviamente fuori mercato) e ingaggiando mercenari per spezzare “proteste e resistenze”. Bollorè diventa  quindi legalmente responsabile delle azioni di questi mercenari: intimidazioni, distruzione di proprietà private, esecuzioni extra giudiziarie, rapimenti, omicidi, stupri. Bollorè è famosa per denunciare qualsiasi media che pubblichi report accurati dei crimini commessi. Nel 2012 una delle sue vittime fu proprio il Oakland Institute.

Banche e assicurazioni francesi si sono aggregate al lucroso affare del Agro-business. L’assicurazione AXA ha investito 1,2 miliardi di dollari nella ditta mineraria britannica Vedanta Resources PCL, di cui filiali sono accusate di acquisizione illecita e violenta di terre in Africa e 44,6 milioni di dollari in un fondo d’investimento terriero: Landkom con sede alle Isole di Man che possiede latifondi in Ucraina. Il Credit Agricole ha creato assieme a Societè Gènerale il fondo “Amundi global Agriculture”: 122 milioni di dollari  di profitto derivato dagli investimenti nelle multinazionali agroalimentari Archer Daniels Midland e Bounge implicate nel Landgrabbing. Le due banche hanno anche lanciato il fondo di investimento Baring Global Agriculture Fund: 133,3 milioni di euro di profitto derivato dagli investimenti in multinazionali agroalimentari, incitate a rubare terre africane nelle colonie sotto il controllo del governo francese.

Gli attivisti che prendono le difese delle popolazioni sono spesso arrestati o uccisi. Maggiormente fortunati gli attivisti della Associazione Malen Land Owners and Users in Sierra Leone che hanno organizzato le proteste dell’ottobre 2013 contro acquisizioni illecite di terre da parte della Societe Financiere des Cautchoucs società controllata da Sofin e Bollorè con sede a Lussemburgo. Le acquisizioni illecite riguardano un progetto di coltivazione di olio di palma per biodiesel dal valore di 100 milioni di dollari con la partecipazione e connivenza del presidente Ernest Bai Koroma che ha favorito l’acquisizione dei terreni. Attivisti e contadini che si opponevano venivano arrestati dall’esercito sierraleonese, nei migliori dei casi.

Lo scorso febbraio il giudice Desmond Babatunde Edwards dell’Alta Corte di Bo ha condannato gli attivisti di Malen di incitamento alla violenza, cospirazione, distruzione di proprietà privata, fissando la cauzione per la loro libertà a tra i 3.650 e i 14.600 dollari a persona. Alcuni attivisti come gli ex parlamentari Siaka Sama e Sima Mattia sono stati rilasciati dopo il pagamento della cauzione di 7.300 dollari. Questa è il modello di sviluppo imposto dalla Francia alle sue colonie e a paesi africani deboli. La Sierra Leone si sta lentamente riprendendo da una lunga e atroce guerra civile di cui la Francia è coinvolta nel aver appoggiato la ribellione del Revolutionary Unit Front – RUF che accese la miccia della guerra civile durata nove anni: dal 1991 al 2000.

 

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