martedì, Agosto 3

La Francia affama l’Africa field_506ffbaa4a8d4

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Solo a seguito del crollo dell’impero gli storici saranno liberi di indagare sui crimini contro l’umanità commessi dalla Francia in Africa. Una lunga lista di crimini che inizia nell’era coloniale e continua ai giorni nostri. Tutti certificati da dossier dedicati, gelosamente custoditi negli archivi di Stato a Parigi. Uno studio esemplare per comprendere gli orrori ed evitarli se una futura società francese sarà orientata verso l’umanità. Un esempio da ammirare e replicare se un altro impero sostituirà il vuoto lasciato dal collasso francese. Colpi di stato, supporto a regimi dittatoriali, pianificazione e attuazione di genocidi, sfruttamento minorile, rapina delle risorse naturali, creazione e sostegno di gruppi terroristi di matrice islamica sunnita, distorsione del processo democratico e dello sviluppo di intere popolazioni e, non ultimo, privare il continente del cibo.

Le multinazionali agroindustriali francesi si posizionano tra i leader mondiali nell’attuazione di questo crimine contro l’umanità. Secondo vari studi internazionali entro il 2050 l’agricoltura industriale e l’agroindustria saranno in grado di nutrire tutti i cittadini del pianeta. Una meravigliosa notizia se questa opportunità fosse in mano a Stati coscienti e con un forte senso di sviluppo collettivo. Un incubo se l’agricoltura industriale e l’agroindustria rimarranno nelle mani dei privati. I loro investimenti sono tesi a ‘valorizzare’ le zone agricole non ancora sfruttate, affittandole dai singoli Stati. Questa la propaganda diffusa al pubblico: la realtà è esattamente l’opposto. Il 45% delle terre acquisite dall’industria agroalimentare sono terre già coltivate. Un terzo sono foreste, vitali per l’equilibrio naturale e nel rallentare l’effetto serra. Foreste distrutte ottenendo doppio guadagno: vendita del prezioso legname e creazione di latifondi alimentari per esportazione su mercati esteri.  Queste terre e foreste vengono dichiarate incolte da governi africani compiacenti e svendute alle multinazionali. Gli abitanti dislocati con una manciata di soldi o a raffiche di mitra, dipende se prevale nelle popolazioni l’istinto di sopravvivenza o lo spirito di ribellione.

Il Groupe Louis-Dreyfus e Vincent Bollorè sono le multinazionali francesi che sostengono la concorrenza di altri colossi del agroindustria: la Archer Daniels Midland e la Gargill (Stati Uniti), la Bunge (misteriosa multinazionale con sede alle Bermuda) e la Glencore (Svizzera). Le sei multinazionali dettano già la legge nel settore primario dell’umanità dopo l’acqua: il cibo. Tutte queste multinazionali sono occidentali ma all’opinione pubblica europea e americana si presentano i presunti responsabili del Landgrabbing: Arabia Saudita, Brasile, Cina. Un altro mito creato ad hoc per nascondere i crimini premeditati a sangue freddo dall’Occidente. Le tre nazioni citate sono responsabili del 38% del Landgrabbing, il resto…

Nel solo Brasile il gruppo Louis Dreyfus possiede latifondi per 400.000 ettari, equivalenti alla metà della regione Alsazia, dove è nato l’impero Dreyfus iniziando con il commercio della farina nel IX secolo. Con 56 miliardi di euro di fatturato nel 2014 Louis-Dreyfus compra e rivende il 28 per cento della produzione mondiale di farina, soia, caffè, zucchero, olio, succhi d’arancia, rizo, cotone e biocarburanti.

Negli ultimi cinque anni la Louis-Dreyfus è passata da 800 milioni a 6,2 miliardi di euro di profitti legati all’agroindustria. Il gruppo Louis-Dreyfus si differenzia per una corsa sfrenata all’acquisto di terre coltivabili utilizzando qualsiasi metodo lecito, illecito e violento. Il totale delle terre acquisite a livello mondiale sono difficili a quantificare. Louis-Dreyfus procede attraverso transazioni commerciali oscure, semi-segrete utilizzando una miriade di società fantasma e prestanomi incasellati in una gigantesca scatola cinese. La Louis-Dreyfus non permette l’acquisizione di dati e informazioni ai giornalisti, al pubblico, governo francese e, addirittura alla Banca Mondiale.

L’Africa e in particolare l’Africa Orientale e la Repubblica Democratica del Congo sono le regioni preferite dal gruppo Louis-Dreyfus con 56,2 milioni di ettari. Segue l’Asia (17,7 milioni di ettari) e l’Amarica Latina (7 milioni di ettari). Cifre nate da stime approssimative di associazioni di consumatori o in difesa di ambiente e popolazioni indigene in quanto vi è un totale blackout informativo da parte della multinazionale francese. L’Agro Business ha effetti devastanti per i Paesi vittima. Secondo Oxfam il 60% delle terre acquistate dal gruppo Louis-Dreyfus è ubicato in Paesi africani dove si registrano gravi carenze alimentari e la fame tra la popolazione.

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