mercoledì, Agosto 4

La fortuna non esiste: le donne self-made più famose Dietro ogni donna di successo, spesso si cela una storia fatta di lavoro e rivincite. Molte di loro, pur partendo dal nulla, sono riuscite a raggiungere il tetto del mondo

0

Il magazine ‘Forbes’ stila ogni anno la classifica delle donne self-made più ricche, ovvero quelle personalità che partendo dal nulla sono state capaci di costruire imperi economici. Ma quali sono le donne che da sole sono riuscite ad affermarsi fino a diventare le più ricche al mondo?

Fuori classifica, ma comunque degna di essere menzionata perché abile a emergere in un ambiente prettamente maschile, è la celebre pokerista Vanessa Selbst: da tutti riconosciuta come la donna più forte al poker. Si è fatta una carriera iniziando nelle piattaforme di gioco online, come https://malinacasino.com/de/, fino ad arrivare a dominare i tavoli di Las Vegas. Vanessa è stata l’unica donna del circuito in grado di abbattere il muro dei 10milioni di dollari vinti in carriera.

La storia di Zhou Qunfei, la donna più ricca della Cina con un patrimonio stimato in 7,7 miliardi di dollari, è degna dei migliori romanzi. Nata poverissima, dovette abbandonare la scuola per mantenere la famiglia lavorando in una fabbrica che lucidava lenti. A 23 anni si dimise per fondare la sua azienda Lens Technology, che oggi comprende più di 40 fabbriche e da lavoro a oltre 80.000 persone. Tra i suoi clienti si annoverano brand del calibro di Apple e Samsung.

Subito dopo, rimanendo in Cina, troviamo Wu Yajun, regina indiscussa del settore immobiliare cinese. Dopo aver lavorato come ingegnere meccanico e giornalista, insieme al marito fondò la società immobiliare Longforproperties, che nel 2009 venne quotata in borsa, garantendole un patrimonio di 7,6 miliardi di dollari.

Spostandoci in America, troviamo la celebre conduttrice Oprah Winfrey: che con il suo talk show, in onda dal 1986, è riuscita a costruire un vero impero diventando la prima donna miliardaria di colore negli Stati Uniti. A oggi, ha un patrimonio stimato di 2,4 miliardi di dollari.  

Molti conosceranno, J.K.Rowling, la scrittrice inglese autrice della saga di Harry Potter. Oltre ai libri sul celebre maghetto, tradotti in oltre 65 lingue, e ai film di successo, la scrittrice vedrà aumentare ulteriormente il suo patrimonio netto, stimato in 1 miliardo di dollari, grazie alla recente realizzazione del parco a tema ‘Il magico mondo di Harry Potter’ a Orlando.

Dal mondo dei libri a quello della pizza: tra le donne self-made più ricche si trova Marian Ilitch della catena Little Caesars Pizza, con un patrimonio di 3,7 miliardi di dollari. Insieme al marito possiede almeno un locale in ognuno dei 50 Stati americani e dà lavoro a oltre 4.300 dipendenti tra cui, in passato, anche Eminem e Bill Murray.

Il 2020 ha visto per la prima volta l’ingresso in classifica di Rihanna, non in veste di cantante ma come imprenditrice, grazie al successo della sua linea di abbigliamento e cosmesi per un patrimonio di 600 milioni di dollari. A farle compagnia troviamo star del calibro di Beyoncé (420 milioni di dollari), Taylor Swift (365 milioni di dollari) e Jennifer Lopez (150 milioni di dollari).

Dalle loro esperienze si evince che dietro ogni donna di successo, spesso si cela una storia fatta di lavoro e rivincite. Infatti, molte di loro, pur partendo dal nulla sono riuscite a raggiungere il tetto del mondo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->