mercoledì, Aprile 14

La forbice statistica tra malesi e cinesi si allarga in Malaysia

0
1 2


Bangkok – Opinione comune in Malaysia al giorno d’oggi è che la Nazione versi in condizioni economiche parecchio difficili. Sul come risolvere questa fase di profonda stasi, però, tutti sono divisi. Questo è il riassunto dello stato delle cose che deriva da una indagine condotta dal più importante Centro di Ricerche Statistiche e Sociologiche del Paese, ovvero il Merdeka Center che accumula dati sulla popolazione malese dal 2003.

Il quadro disegnato dai dati statistici messi a disposizione dal Merdeka Center mostra una Nazione intimorita, ripiegata su se stessa, preoccupata per il mondo del lavoro asfittico e con poche o nulle prospettive ed oggi si sa, anche per le differenziazioni etniche all’interno del territorio nazionale.

Questa confusione circa le prospettive risolutorie della crisi malese si riflettono, poi, all’ombra delle urne, dato che in quel momento si decide la strategia politica e di governo che dovrebbe condurre ad una qualche soluzione. Ed è proprio lì che il Merdeka Center conferma di aver ravvisato divisioni profonde soprattutto in termini di raggruppamenti etnici di appartenenza, la qual cosa sembrerebbe essere la discriminante di maggior valore e che caratterizza le scelte e le propensioni in Malaysia

Per la stragrande maggioranza della popolazione, ovvero la parte musulmana del Paese, il Governo in carica viene visto come uno scudo – più o meno temporaneo – contro la crisi economica e finanziaria. Ma per una parte alquanto sostanziosa della popolazione, la sezione di etnia cinese, il Governo viene –invece- visto come parte del problema.

E’ costante della scena malese, però, il fatto che- a fronte di un mare vasto di polemiche e lamentele sullo stato delle cose economiche del Paese – tutti (o meglio, la stragrande maggioranza) nelle urne continuerà a votare il Barisan Nasional BN, ovvero la coalizione politica di governo guidata dal Partito nazionalista Malese, la coalizione attualmente al Governo, sottolineando che – tutto sommato – non si intravede alcuna alternativa politica valida. Per i vertici del Merdeka Center, quindi, appare chiaro che la maggioranza islamica del Paese non ravvede alcun partito o coalizione alternativa alla forma attuale di governo della Nazione, nonostante la situazione economica della Malaysia sia percepita così poco felice. Ne deriva che nessuno nell’opposizione sembra offrire alcuna garanzia nel poter operare meglio e diversamente da chi oggi già guida la Malaysia.

Secondo il sondaggio più recente condotto dal Merdeka Center, realizzato intorno a Marzo, i tre quarti degli intervistati compresi nella ricerca statistica hanno riferito che il principale problema avvertito in Malaysia è la crisi economica. E – a differenza di quel che avrebbero supposto i più esagitati politici di professione malesi – solo il tre per cento dell’intero campione ha segnalato come problema quello delle etnie oppure delle religioni.

Quando – nel questionario – viene chiesto espressamente di enucleare i due più grandi problemi da una lista pre-definita, i tre quarti del campione . la maggioranza musulmana del Paese che comprende anche le comunità tribali indigene e definita ‘Bumiputra ha indicato l’inflazione, comparata al 42% della popolazione cinese che ha risposto al medesimo questionario. E solo il 13% della componente statistica cinese ha anche indicato ansia circa l’impiego al lavoro in comparazione al 17% della parte malese della popolazione malese alla quale è stato somministrato il questionario.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->