domenica, Aprile 18

La fine degli Stone The Crows

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Il 3 maggio 1972 all’Università di Swansea, nel Galles, c’è molta eccitazione per un attesissimo concerto degli Stone The Crows, una delle grandi formazioni del rock blues britannico di quel periodo.
L’attesa è stata vissuta con grandissima eccitazione e come a volte capita in situazioni simili l’evento è stato organizzato in modo frettoloso e con più di un pizzico di superficialità. Alla frenesia del momento non corrisponde un’adeguata struttura organizzativa e quando mancano poche ore all’inizio del concerto non si può ancora essere certi che tutto funzionerà come previsto.
Il palco sembra un grande cantiere con collegamenti che saltano a ogni accensione, tubi che ingombrano il passaggio degli addetti e dei curiosi, fili elettrici che penzolano in ogni dove, mentre i tecnici e i componenti della band, animati da buona volontà, tentano di mettere a punto l’impianto di amplificazione.
In situazioni meno emergenziali altri gruppi musicali si sarebbero rifiutati di lavorare. Non così gli Stone The Crows.
La band nata a Glasgow sta vivendo un sogno. È il momento migliore della sua carriera, se lo vuole godere fino in fondo e non dimentica i tempi duri. I suoi componenti non si atteggiano a divi e non si considerano rockstar. A loro piace soprattutto suonare.
Non è un caso nel gran numero di persone che affollano il palco il leader della band, il chitarrista Les Harvey, sia indistinguibile dai tecnici e dagli operai. Si presta a dare una mano e accetta anche l’improvvisato aiuto di qualche fan con un minimo di conoscenza tecnica.
Qualche saldatura qua, un ponte provvisorio là e l’impianto d’amplificazione smette di fare le bizze e inizia a produrre suoni accettabili. Può cominciare quello che forse un po’ pomposamente viene chiamato ‘sound check’.
I musicisti provano e gli elettricisti aggiustano se qualcosa si rompe. Uno dopo l’altro vengono regolati sia i volumi che i colori del suono di tutti gli strumenti. Tutto sembra andato miracolosamente a posto.
Le verifiche sono quasi finite. Resta da compiere la prova dei microfoni. Les Harvey si porta di fronte a quello centrale, avvicina la bocca e, improvvisamente, s’accascia al suolo. È stato colpito da una violentissima scarica elettrica.
Nonostante l’inevitabile confusione i soccorsi scattano tempestivi. Il suo corpo privo di sensi viene immediatamente protetto da un cordone umano e i soccorritori operano con celerità e senza alcun impiccio. Il chitarrista viene immediatamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva, è grave, anzi gravissimo. Si cerca di ogni modo di rianimarlo ma ogni tentativo si rivela vano. Poche ore dopo l’incidente arriva l’annuncio ufficiale: Les Harvey, il deus ex machina, il leader degli Stone The Crows è morto a ventisette anni.
Quasi in contemporanea circolano notizie allarmanti anche sullo stato di salute di Maggie Bell, la popolarissima cantante del gruppo, compagna di vita del chitarrista. Annichilita dal terribile episodio è stata colta da collasso e ricoverata d’urgenza nello stesso ospedale in cui è morto Harvey.
Il concerto viene cancellato.
Nonostante la rapida ripresa di Maggie Bell, per qualche tempo circola la notizia che gli Stone The Crows non si esibiranno più. Non sarà così, anche perché la stessa cantante convincerà i compagni a proseguire. Sostituito Harvey con il chitarrista Jimmy McCulloch, proveniente dai Thunderclap Newman, la band terminerà l’albumOntinuous performance‘, già in gran parte registrato con Harvey. Perso il loro leader, però, gli Stone The Crows perdono gran parte del mordente che li aveva caratterizzati e si scioglieranno nel giugno dell’anno dopo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=IxZ_-mE6w5g

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