venerdì, Agosto 19

La filosofia oggi: un'inutile zavorra?

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Vien da chiedersi, però, se il destino della filosofia oggi sia notevolmente compromesso e se filosofia e società viaggino inevitabilmente in due binari diversi.
Al di là del piacere sorprendente che scaturisce dalla sua inutilità, che ne è della filosofia in un mondo ciecamente filotecnologico‘ e ‘filoscientifico‘, devastato dalla crisi economica e prepotentemente orientato verso discipline che si rivelino utili per l’economia e per la società, che assicurino un futuro stabile e concreto. Che ne è, insomma, della filosofia in un mondo dove il dubbio e la domanda sono crepe sociali e non risorse mentali? Francesco Coniglione, a tal proposito, ci tiene a chiarire l’equivoco secondo cui la filosofia e la scienza, di cui la società contemporanea è profondamente imbevuta e a cui è ciecamente orientata, siano due mondi lontani: “la filosofia, oggi, è vero che subisce una crisi derivante dalla pulsione applicativa ed eccessivamente utilitaristica con cui viene concepito il sapere. Ma la scienza, in realtà, non è costitutivamente estranea alla filosofia, anzi è molto più intimamente connessa con la filosofia di quanto si pensi. Pensare che nella scienza si possa fare a meno della filosofia o dell’etica, significa fare una gran brutta figura. Io vedo che gli studenti avvertono chiaramente che non si può semplicemente essere uno scienziato o un tecnico se non ci si pone nemmeno il problema più generale del significato delle cose che si fanno. E questo è un problema tutto filosofico. Io sono convinto, innanzitutto, che bisognerebbe studiare la filosofia anche nei corsi di laurea più scientifici e tecnici, così come bisognerebbe inserire negli studi filosofici qualche studio più tecnico e scientifico. Sono per la convergenza delle due cose. Non è necessario che tutti siano filosofi, ma è necessario che tutti abbiano consapevolezza dello spessore problematico dei concetti e della storia che sta dietro ai concetti“. Visto da questo punto di vista, dunque, il destino del ragionamento filosofico, di fronte al rafforzamento di un orientamento più scientifico tipico della nostra epoca, non sembra incorrere necessariamente e naturalmente al pericolo di soccombere, anzi, Francesco Coniglione precisa che “la filosofia andrà a diffondersi come riflessione interna del sapere poiché ci sarà l’esigenza di una riflessione specifica filosofica all’interno di campi specialistici che vengono oggi praticati e che hanno maggiore successo nella nostra società contemporanea“.
Torniamo, dunque, a riflettere su una questione fondamentale: oggi la filosofia è un peso inutile? E, se è così, qual è il suo destino? Beh, sicuramente, se si supera l’idea che scienza e filosofia siano incompatibili e che la filosofia sia discordante rispetto a una società che non ha tempo da perdere, il ragionamento filosofico, allora, non è quell’inutile zavorra che impedisce la corsa, ma è quel bastone robusto grazie a cui si fanno lunghi viaggi. Quel bastone grazie a cui la mente si apre, critica, dubita, esercita la propria ‘intelligenza’, visto che l’intelligenza dell’uomo sta soprattutto nell’apertura mentale, come ci dice Francesco Coniglione: “la filosofia, come anche la letteratura e l’arte, servono ad aprire la mente. Devono creare nuovi pensieri, devono inventare. Non è possibile creare senza apertura mentale. Perciò, la filosofia deve essere incoraggiata: è la fonte dell’innovazione“.

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