lunedì, Settembre 27

La feccia che risale

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«Io li conosco, è la feccia che risale», disse Indro Montanelli, magari un po’ esagerando per l’ira, quando Silvio Berlusconi, scese in politica e tra i primi provvedimenti prese quello di farlo fuori dal suo il Giornale. Suo nel senso che il giornalista lo aveva creato e lo dirigeva, quindi a buona ragione lo riteneva proprio. L’altro, il proprietario, lo riteneva ancor di più suo. E agì di conseguenza.

I fatti successivi hanno dimostrato che la cinica, cioè oggettiva, visione di Montanelli, se era sbagliata, lo era per difetto. La Destra, o il Centrodestra se si preferisce, di Governo, ha mostrato di tutto e di più, e da Cesare Previti a Nicola Cosentino ne abbiamo viste d’ogni tipo. E di tutti i tipi di criminalità. Organizzata e non.

Quanto avvenuto a Roma negli anni di Gianni Alemanno Sindaco era sotto gli occhi di tutti. Tanto che alle ultime elezioni Europee Fratelli d’Italia, candidandolo, dovette metterlo nella Circoscrizione Sud, ché nella Capitale e dintorni ben lo conoscevano ed i voti, anziché portarli, li avrebbe fatti emigrare. Alemanno è Ama, Atac, parentopoli e tutto il resto…

Ma il pentolone scoperchiato adesso dalla magistratura è addirittura di livello superiore. «La prima organizzazione latu sensu mafiosa, vale a dire di criminalità organizzata, insediatasi nella Capitale autonomamente, cioè per autogerminazione e non per emanazione da altre» denuncia il Procuratore Capo. E a guidarla c’erano vecchi arnesi della destra più violenta, riciclatasi con il loro Sindaco, non a caso lui pure indagato. E l’originalità è l’unico primato di cui può essere orgoglioso chi, facendo ricacciare antichi camerati, ha in realtà dato spazio a criminali, piccoli o grandi che, di fatto, si sono costituiti, ricostituiti, come nuova Banda della Magliana. (Che tra l’altro, della sola Magliana mai fu, ma era organizzazione radicata sul territorio e nei diversi quartieri).

E’ dunque questa la domanda che dovrebbe, deve, oggi porsi una Destra, o Centrodestra, che voglia essere davvero di Governo. Da dove ripartire? Come rifondare? E la sinistra, marginalmente ma non troppo complice di questa organizzazione, deve non solo interrogarsi, ma intervenire in primo luogo sulle proprie regole.

Ci sarebbe anche da chiedersi dove sia stato in questi ormai quasi due anni il Ministro dell’Interno, perché non abbia visto ed operato. Ma la faccenda è troppo seria per parlare di Angelino Alfano.

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