martedì, Settembre 21

La difficile tregua in Siria Russia, Stati Uniti e altre potenze raggiungono un accordo ma i dubbi restano sulla fattibilità

0
1 2


Mosca –  In una svolta diplomatica, Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Turchia e una dozzina di altre nazioni riunite a Monaco di Baviera hanno raggiunto un accordo su una tregua in Siria, che dovrebbe prendere piede questa settimana. L’accordo, molto combattuto, arriva quando l’esercito siriano e i suoi alleati iraniani ed Hezbollah premono intorno ad Aleppo, grazie alla copertura aerea russa. L’accordo dà alle truppe del governo siriano e dei suoi alleati una settimana per completare le loro attività nei pressi di Aleppo, l’ex capitale commerciale della Siria. Le truppe siriane hanno quasi completamente circondato la città, che è stata suddivisa tra le forze governative e di opposizione dal 2012.

Se l’esercito siriano stabilirà il pieno controllo ad Aleppo, sarebbe la sua più grande vittoria dall’inizio del conflitto, cominciato quasi cinque anni fa. La campagna aerea russa, che ha avuto inizio il 30 settembre, ha contribuito a invertire la tendenza e ha permesso alle forze di Assad di portare avanti una forte offensiva in diverse aree. La minaccia del blocco di Aleppo da parte delle forze governative siriane ha già costretto più di 50.000 persone a darsi alla fuga verso il confine con la Turchia per la paura di morire di fame sotto il blocco dell’esercito siriano.

Sembra improbabile che l’esercito del Presidente siriano Bashar Assad recuperi Aleppo, ma rimangono forti i dubbi riguardo alla cessazione vera delle ostilità, come concordato.

 

INTERESSI CONTRASTANTI

L’amministrazione Obama vuole che vadano in porto i negoziati di pace sulla Siria per riuscire ad evitare le critiche da parte dei repubblicani, che hanno contestato la gestione della Casa Bianca del conflitto, prendendola ad esempio di una politica estera debole e indecisa portata avanti da Obama. Forte l’interesse di Washington a negoziare almeno una parvenza di accordo di pace per la Siria con un compromesso con la Russia, che a sua volta vuole migliorare i rapporti con gli Stati Uniti, tesi per la crisi ucraina.

Tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin vuole un accordo alle sue condizioni, cercando di garantire la presa di Assad al potere. La campagna aerea russa in Siria ha contribuito a rafforzare le posizioni di Assad nei colloqui di pace e l’assedio continuo di Aleppo permetterebbe al regime siriano di negoziare da una posizione di forza. Ma ciò fa arrabbiare Arabia Saudita, Qatar, Turchia e gli altri Stati, che hanno investito i loro soldi (e fatica) per spodestare Assad sin dall’inizio del conflitto siriano.

Ci sono forti dubbi sul fatto che Washington possa convincere i suoi riluttanti alleati a cambiare corso e incoraggiare i gruppi militanti, che sostengono, a rispettare la tregua dichiarata. Il compito è ancora più complicato in quanto differiscono su quali gruppi devono essere considerati terroristi. Mentre tutti sono d’accordo che lo Stato Islamico, o Daesh, deve essere eliminato, altri gruppi estremisti come Ahrar al-Sham e Jaish al-Islam sono considerati come legittima opposizione da sauditi e turchi, terroristi dalla Russia e visti con sospetto anche da Stati Uniti, che insieme con Mosca considerano il gruppo affiliato ad al-QaedaJabhat al-Nusra come un gruppo terroristico, mentre alcuni degli alleati degli Stati Uniti la pensano diversamente.

Con un campo di battaglia intorno ad Aleppo e molti altri settori come un mosaico in cui tutti quei gruppi e decine di altri si confrontano tra loro e con le forze governative, raggiungere e mantenere una vera tregua sembra essere un compito arduo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->