lunedì, Aprile 19

La difficile sfida della Chiesa ortodossa rumena

0
1 2


Era prevedibile che la decisione del Parlamento greco, arrivata proprio la vigilia del Natale (cattolico), di introdurre nella legislazione nazionale l’istituto del partenariato omosessuale avrebbe suscitato reazioni nel resto dell’Europa ortodossa. Non si tratta di matrimonio, perché la nuova legge regola solo questioni di proprietà e di eredità fra conviventi dello stesso sesso, ma è il primo colpo a destare spesso le maggiori emozioni. Perché non vi può essere dubbio che ad esso ne seguiranno presto altri, fino alla piena equiparazione, anche nella terminologia, fra coppie etero e omosessuali. Il fatto che sia stata la Grecia ad aprire la breccia che condurrà a quest’esito, è stato risentito in modo particolare dai fedeli negli altri Paesi a maggioranza ortodossa. La Grecia non è soltanto la culla della democrazia: in Grecia ha toccato per la prima volta l’Europa il cristianesimo, in greco è scritto il Nuovo Testamento e greco è il Patriarca di Costantinopoli (come ancora si chiama la città per la giurisdizione ortodossa), la massima dignità ecclesiastica. Sono tutti motivi simbolici, se si vuole, ma la chiesa stessa è una realtà simbolica e un simbolo vivente.

E così alla vigilia del Natale (ortodosso) è cominciata in Romania una raccolta di firme per cambiare la Costituzione del Paese. L’iniziativa è partita da un gruppo di sacerdoti in regioni piuttosto periferiche del paese e, a quanto pare, senza istruzioni da parte delle gerarchie. Tuttavia nei giorni successivi diversi vescovi hanno fatto dichiarazioni che incoraggiano i fedeli a firmare. L’obiettivo è di arrivare al mezzo milione di firme per richiedere un referendum che cambi l’articolo 48 sulla famiglia. In esso infatti si dice che «la famiglia si basa sul libero consenso dei coniugi». Questa formulazione neutra, che risale al 1991, non era stata scelta con intenzioni ideologiche, per aprire cioè la porta a sviluppi omofili, ma riprendeva una tradizione giuridica rumena. Gli iniziatori, per ora informali, della raccolta di firme vorrebbero  che la parola ‘coniugi’ venisse sostituita dalle parole ‘marito e moglie’. Certamente questo è un modo inusuale per la Chiesa ortodossa rumena di difendere le proprie convinzioni, nonché i propri interessi. Essa ha storicamente scelto non la via della mobilitazione democratica, per dir così, ma piuttosto quello dell’ostinata resistenza, se possibile poco appariscente. Così è stato nei secoli della dominazione ottomana e non senza qualche successo se è vero che nei territori rumeni non è mai stata costruita alcuna moschea. Così è stato in epoca comunista, al termine della quale le chiese erano strapiene.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->