venerdì, Maggio 7

La destra francese divisa dalla vittoria di Macron

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Dichiarazioni quelle di Le Maire che hanno mandato su tutte le furie François Baroin, ex Ministro dell’Economia e delle Finanze e attuale sindaco di Troyes, tra i capifila nel suo partito nella lotta per le legislative e la ricostruzione dopo la disfatta alle presidenziali. Intervenuto sul canale televisivo France 2 domenica sera, Baroin ha messo in guardia Le Maire dal rifiutarsi di seguire la linea del partito: se si unirà a En Marche! (Il movimento del presidente Macron, ndr), «Bruno Le Maire si troverà a sfidare un candidato dei Les Républicains». Potrebbe essere addirittura escluso dal suo partito.

Non tutti in seno al partito sono però d’accordo con la linea dura di Baroin. L’ex Primo Ministro Jean-Pierre Raffarin, ad esempio, ha espresso il suo scetticismo nei confronti di una strategia punitiva: «Io non voglio fare processi alla gente. Non sono per sanzionare chi ha voglia di lavorare con Emmanuel Macron».

Pronto a passare nel campo di Macron potrebbe essere anche Christian Estrosi, tra i primi a sostenere la sua candidatura dopo la disfatta dei Les Républicains al primo turno. All’indomani della vittoria di Macron su Le Pen, Estrosi si è dimesso a sorpresa dalla presidenza della regione PACA (Provenza – Alpi – Costa Azzurra), dicendo di voler correre alle prossime legislative per un seggio parlamentare. Su CNews, Estrosi ha criticato la linea Baroin: «La prima parola della mia famiglia politica all’indomani della vittoria di Emmanuel Macron dovrebbe essere un appello a stare insieme, non una minaccia di esclusione».

Dello stesso avviso è anche Nathalie Kosciusko-Morizet, anche lei Ministro durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, che si dice pronta a votare alcune delle misure del programma Macron: «All’Assemblea siamo là per costruire».

L’unità della destra francese è quindi minacciata. Il pericolo, secondo i sostenitori dell’ ‘opposizione a tutti i costi’, è consegnare a Marine Le Pen il monopolio dell’opposizione su un piatto d’argento.

I prossimi mesi potrebbero, in realtà avere un esito ancora più nefasto per il partito che è stato tra i fondatori della Quinta Repubblica. Se Macron riuscirà a cooptare nel suo governo esponenti di spicco come Le Maire, allora sarà andato fino in fondo alla sua strategia di polverizzazione dei partiti tradizionali.

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