lunedì, Novembre 29

La Democrazia e le lezioni in cortile dei No Green Pass Caro Cacciari, non occorre andare a fare lezioni in cortile per vedere che nella sostanza la nostra Costituzione è quotidianamente violata, ma non per la chiamata al governo di Draghi, che è solo la conseguenza

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«Questo è il momento di ragionare sulla situazione politica attuale e provare a ricostruire quella rete di conoscenze ed intenti che sta alla base della Democrazia, andata distrutta negli ultimi anni», è la frase, lucida, logica, seria, di uno dei partecipanti ai movimenti più o menonoqualcosa (No Green Pass, No Vax, ecc…) direttamente o indirettamente diretti, coordinati, ma specialmente me lo perdonerà l’ignoto titolare di quella frase, ma specialmente ordinati logicamente dai professori Massimo Cacciari e Giorgio Agamben.
«Il Green pass non è un’innovazione nel campo delle politiche sanitarie ma è una misura di controllo finanziario. È simile al passaporto razziale istituito dal terzo Reich e a quelli in vigore nel periodo dell’apartheid in Sud Africa» è la frase imbecille di un ragazzotto viziato e immeritatamente ricco che viene a spargere le sue banalità offensive:, non a caso un ricco statunitense bostoniano, che viene ainsegnarealla periferia dell’impero.
Vergognoso.


Conosco poco e solo occasionalmente il professor Cacciari, con lui ho scambiato casualmente qualche mail, e lo considero persona colta, intelligente e, specialmente attenta, ripeto, attenta. La prima frase se non èispiratada lui, potrebbe facilmente averla detta o suggerita lui
In quei pochi scambi di mail si è parlato di ‘rivoluzione’ (o, almeno, ne ho parlato io, che poi ne ho anche scritto) in senso alto, complesso e, ovviamente, senza sanculotti, oggi gli stellini, mamma mia! Gli antipodi! Per evitare equivoci: rivoluzione come strumento culturale e giuridico (giuridico? Sì, giuridico) di evoluzione sociale nazionale, ma prima ancora internazionale. Dove ‘nazionale’ vale per locale, senza alcun riferimento né allo Stato, né alla Nazione, concetto quest’ultimo buono per Matteo Salvini e basta. E sorvoliamo sulla sovranità, altro vezzo maltrattato. E quindi non immagino che sia nemmeno lontanamente possibile che quella seconda frase, non dico la possa condividere, ma possa (io credo: debba) mandarlo in bestia … e da un po’ ci va spesso!
Apartheid in relazione alla certificazione verde è solo una sciocchezza colossale. A parte l’apartheid in cui il giovane bostoniano dovrebbe essere bene esperto, visto che il suo Paese ha irrorato di miliardi, di armi e di sostegno politico tutti, indistintamente tutti, i regimi più o meno direttamente dediti all’apartheid -e ce ne sono parecchi, anche molto ‘vicini’ a noi. Ma lasciamo correre.

Il punto è, a mio parere, che il tema vero è quella frase iniziale, alla quale viene inutilmente, erroneamente collegato il tema della certificazione. Quest’ultima, diciamolo chiaro una volta e per tutte, è un mezzo (magari sbagliato, figuriamoci, ma allora si deve discutere di questo) per cercare di limitare i danni derivanti dal contagio di un virus che esiste e contagia e uccide e, specialmente, lascia danni perduranti e forse permanenti.
Beninteso, se si afferma che il virus non esiste, la discussione non c’è. Se si afferma che il virus è un trucco di big-pharma per farci comprare il vaccino … beh, forse si dovrebbe dimostrare. Ma, posto che si voglia ragionare così, allora il bostoniano? Eh sì, perché, invitando a non vaccinarsi e non avere precauzione, eccetera, vuoi vedere che è pagato da big-pharma che, avendo ormai guadagnato abbastanza con i vaccini, ora vuole vendere i medicinali contro il virus e gli altri, e quindi più gente si ammala, più big-pharma guadagna? Se è buono il primo ragionamento, non si vede perché non debba esserlo anche il secondo.
Ma torniamo ancora alla frase iniziale. Se quella è ciò che tutti o una parte dei ‘no-…’ vogliono discutere e trarne le conseguenze, allora, ben venga la ‘scusa’ della certificazione, ma, siccome non siamo e non vogliamo essere fessi, avendo attirato l’attenzione, ora parliamo di quello, del tema vero e andiamoci a fare il vaccino e a procurarci il certificato, tra una chiacchiera e l’altra.
Non oso immaginare chi possa pensarla così, ma non escludo che così, nella realtà, ragioni almeno Cacciari (per quel poco che ho capito, e se no me ne scuso) e comunque quello è il tema vero. E non da oggi, altro che. La politica, la ‘Politica’ come si dice, in Italia è scomparsa da almeno trent’anni: ben da prima che arrivasse sulla scena Silvio Berlusconi. Perché, a partire almeno -solo per tentare un riferimento temporale discutibile come tutti- dallaMilano da berela politica ha cominciato a diventare la pratica della ricerca del potere per sé, e della ricerca della ricchezza per gli amici … e magari anche per sé. E, badate bene, che quella politica è quella che ha portato alla mentalità, alla superficialità, al cinismo di oggi. E non parlo solo dei politici, ma anche delle ‘persone comuni’ come ci chiamano i politici con sprezzo.
Domando, solo per fare il primo esempio che mi viene in mente, domando: quei due che si sono procurati un figlio seminaturale in Ucraina e poi se ne sono andati lasciandolo lì, magari perché non gli piaceva, quei due cosa sono?
Ma non vedete che sono solo una delle conseguenze del cinismo della politica che viviamo sulla pelle tutti i giorni, sul cinismo grazie al quale oggi non puoi più fidarti di nessuno, ma proprio letteralmente di nessuno, che abbia funzioni significative oltre la sua vita quotidiana.


Non occorre andare a fare lezioni in cortile (mah!) per vedere che nella sostanza
la nostra Costituzione è quotidianamente violata, ma non per la chiamata al governo di Draghi, che è perfettamente normale, valido e legittimo (ne ho scritto più volte e non mi ripeto), così come perfettamente valido e legittimo è obbligare al certificato se si legge per intero l’art. 32 della Costituzione, e anche su questo ho scritto e non mi ripeto.
Non è Draghi il problema, anzi, forse potrebbe rivelarsi la soluzione, chi sa!
Non è Draghi il problema. Il problema è perché si è arrivati a Draghi, che è semplicemente la conseguenza della scomparsa della politica e, specialmente, delle idee, e quindi degli ideali, non il contrario!
La tiro deliberatamente sul provocatorio: nel momento in cui il ‘partito della sinistra’, il PD ha come Segretario un democristiano, che succede ad un altro democristiano che lo ha fregato al Governo, ci si rende conto che, qui e oggi in Italia, la politica ha perso qualunque significato. Sia per quanto riguarda la soluzione dei problemi italiani, sia per quanto riguarda la minima comprensione dei problemi della collocazione dell’Italia nella Comunità internazionale. Tema, quest’ultimo, del quale non si parla mai, tanto vero che stiamo ancora sia a garantire la nostra ‘fedeltà atlantica’ acritica, sia a tentennare sull’unica soluzione che abbiamo, che è l’Europa … ma non quella di Angela Merkel e meno che mai di Mark Rutte, bensì … già: bensì cosa, chi ne parla, chi ne sa?


Vedo che vi saranno lezioni motivate dalla protesta. Bene, è sempre un bene, purché la ‘lezione’ non diventi ‘indottrinamento’: rischio terribile nel nostro Paese, nel quale la cultura è ormai fuori della porta da decenni, basta sentire i progetti del Ministro della Pubblica Istruzione, degno seguace della Ministra che usava gli imbuti!
Solo per concludere, ma lo dico a me stesso, che la lezione si fa in aula, in giacca e cravatta, ad un ‘pubblico’ parlante. Anzi, a dirla tutta, non si ‘fa la lezione’, si esprimono suggerimenti critici, in quanto tali opinabili, da mettere sul tavolo a disposizione non (o non solo) di chi vuole imparare, ma di chi sa criticare, vaccinato.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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