venerdì, Maggio 7

La crisi greca è finita? Nonostante tutti i problemi, i prossimi sviluppi appaiono positivi. Almeno per gli esperti

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crisi grecia

Hugo Dixon, in un articolo pubblicato da Reuters il 28 luglio scorso, (“Euro Crisis is sleeping, not dead”), ha affermato che «La crisi europea sta dormendo, non è morta». A che punto si trova la recessione greca, quella che ha alimentato la crisi europea?

In Grecia, nonostante tutti i problemi, i prossimi sviluppi appaiono positivi. La stessa parola “sviluppo” è stata la più amata -e utilizzata- dal governo greco, durante il mese scorso. Si tratta solo di un trucco della comunicazione politica governativa o di una verità? La crisi è finita? Che cosa ne pensano i cittadini? Quali sono le opinioni degli esperti? La disoccupazione è stata di certo la conseguenza peggiore della recessione, ma ora è sotto controllo. «Il tasso di disoccupazione in Grecia è sceso -nel mese di aprile- al 27,3% contro il 27,5% dello stesso mese del 2013» ha annunciato EL.STAT, l’Istituto di statistica greco.

 

I cittadini

Ciò nondimeno, i cittadini non sono troppo ottimisti, specialmente per quanto riguarda il loro impiego e le prospettive di carriera. Secondo un sondaggio condotto da Eurobarometro tra il 31 maggio e il 14 giugno, sulle condizioni dell’occupazione, il 98% dei greci (-1% rispetto alla rilevazione precedente) ritengono che la situazione sia negativa, su una media UE del 74% (-4%).

Circa la situazione occupazionale del prossimo anno, il 16% (+5%) si aspetta un miglioramento e il 51% (-19%) il deterioramento. Il 56% dei greci e il 32% dei cittadini europei si considerano a rischio di povertà. Quando è stato chiesto agli intervistati di esprimere un parere in merito alle scelte effettuate dal loro Paese, il 70% (11%) ha risposto che la Grecia ha seguito la strada sbagliata, mentre solo il 15% (+6%) ritiene che si muova nella giusta direzione. Nell’UE, il 28% pensa che le cose stiano migliorando, mentre il 47% è dell’opinione opposta.

Il 17% dei cittadini greci ritiene che l’anno scorso lo stato dell’economia fosse migliore (+4 punti rispetto alla precedente rilevazione), mentre il 49% (-14) dicono il contrario. Per quanto riguarda la situazione finanziaria delle rispettive famiglie per il prossimo anno, il 14% (+2 punti) degli intervistati crede che sarà migliore e il 38% (-14) peggiore.

Secondo il sondaggio, inoltre, il 63% dei cittadini considera la disoccupazione come il problema più grave, e che il governo lo dovrebbe affrontare. Inoltre, il 16% degli intervistati (in aumento di 6 punti percentuali rispetto allo scorso anno) confida nel governo, mentre l’84% ha risposto negativamente (con un calo di 3 punti rispetto alla percentuale precedente). Nell’UE, il 27% (+4%) ripone fiducia nel proprio governo e il 68% (-4%) no.

 

Gli specialisti

L’Osservatorio per la crisi è un gruppo specializzato sulla crisi economica greca ed europea. Operante all’interno di ELIAMEP (Fondazione ellenica per la politica estera europea), e sostenuto dalla Fondazione Stavros Niarchos, si sforza di rendere documentare l’analisi sulla crisi. Kyriakos Filinis, ricercatore di ELIAMEP, ha risposto alle nostre domande.

«Ci sono aspetti positivi ma ce ne sono anche altri che ci rendono restii a rispondere alla domanda: se la crisi sia finita», ha risposto Filinis a una domanda cui rispondere è davvero complesso. «Dovremmo esaminare i vari aspetti della crisi economica, per vedere se è effettivamente finita. La crisi finanziaria si compone di due parti: il disavanzo e del debito. Per quanto riguarda il deficit, i programmi di aggiustamento hanno raggiunto i loro obiettivi; tuttavia, nonostante la sua ristrutturazione, il debito è ancora molto alto (170% del PIL) ed è per questo che la questione è ancora in una fase di discussione formale» dice il ricercatore di ELIAMEP. «Inoltre, la gestione della crisi ha avuto effetti sociali molto importanti. Si noti che la Grecia ha perso il 25% del suo prodotto interno lordo. Si tratta anche di capire se i numeri positivi della crescita economica creeranno posti di lavoro. Uno dei problemi più gravi resta comunque la contrazione del sistema bancario», ha aggiunto. Ci sono aspetti positivi? « Naturalmente.  Non c’è più incertezza per l’economia, lo scenario che vede la Grecia uscire dalla zona euro è stato cancellato e il disavanzo estero si è notevolmente ridotto. Inoltre, dopo le elezioni del 2012, godiamo di stabilità politica, il turismo è in crescita e la disoccupazione ha smesso di crescere».

Quindi, quali sono le principali sfide dei prossimi tre anni? « La lotta contro la disoccupazione, la creazione di posti di lavoro sulla base dei titoli dei candidati e l’attrazione di investimenti al settore privato. » Per quanto riguarda gli effetti della crisi greca sull’Unione europea, Kyriakos Filinis osserva che « l’aumento della povertà ha avuto un impatto sulla coesione sociale dell’UE. Tuttavia questo aumento non è così grande come ci aspettavamo».

La crisi ha reso la società civile più attiva in Grecia? « Nella nostra ricerca, abbiamo concluso che vi è stato un notevole aumento delle istituzioni formali e informali di solidarietà sociale, che cercano di svolgere il ruolo del welfare statecoprendone le debolezze. Si noti che una grande parte della società greca, anche le persone che in precedenza erano dotate di risorse finanziarie, oggi ricorrono a queste istituzioni».

La Grecia sta forse cercando di dimenticare l’incubo della crisi? La crisi ha fatto parte della sua storia recente o è ancora un problema attuale? La risposta si trova da qualche parte nel mezzo. La Grecia avanza nella giusta direzione, ma con lentezza.

 

Traduzione di  Valeria Noli @valeria_noli 

 

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