mercoledì, Dicembre 8

La crisi di sistema? c’è, ma non è del sistema, è dei politicanti che lo gestiscono Ormai abbiamo un ceto politico altro che nani a ballerine... incompetenti, incapaci, arroganti, ignoranti. E per di più pieni di preconcetti che nemmeno capiscono

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Una volta di più, ciò che colpisce di più nella vicenda della crisi e della composizione del nuovo Governo è l’abissale differenza tra la realtà delle persone di un certo livello, serie e impegnate, ma specialmente consapevoli e rigorose, e il resto del ceto politico.
In un clima davvero da fine della Repubblica, completo della rituale indicazione del numero: siamo alla terza o alla quarta Repubblica o magari alla due e mezzo. Se ne discetta. Per fortuna senza costrutto e senza scopo: prima o quarta che sia la situazione è grave e, con buona grazia del solito Flaiano citato con ammiccamento ‘culturale’ ad ogni piè sospinto, molto, ma proprio molto seria.

Chi serio è molto lontano dall’essere è proprio quel ceto di politici (e di giornalisti più o meno ‘coristi’) che ci governa. Ceto che, specie dal lato dei giornalisti, si affanna a dire e ripetere, che questa è una crisi di sistema. Addirittura, terribile, tragico, drammatico … sì, ma che significa? Uno può cercare di dare un senso alle parole e dire, ad esempio che sono in crisi i gangli vitali della nostra democrazia, che so: il Parlamento ha occupato militarmente Palazzo Chigi, oppure, più semplicemente, che non funzionano più i telefoni? No, in realtà, nulla di tutto ciò. Tutto sta dove sta al posto suo. È solo che coloro che ne sono i gestori, sembrano incapaci (pardon: sono, non sembrano) di gestire lo stato e le sue funzioni. A causa del fatto che litigano su tutto? no, non solo, perché litigare fa parte della vita, è normale: poi dopo la litigata ‘si fa la sintesi’ come ripete ogni politicante delle centinaia in continuazione in Tv a concionare. Attenti, però, che alcuni di quelli che parlano di crisi di sistema, sono gli stessi che, poi, propongono di cambiarlo, il sistema: di rafforzare l’esecutivo, di imporre il vincolo di mandato, di obbligare alla sfiducia costruttiva, di eliminare parte del Parlamento e magari anche tutto, di sorteggiarlo, di definire i parlamentari (oggi uno stellino di rango) deglisgavazzatori’. Ma, sia come si vuole, stavolta, la sintesi non si fa.

Anzi! ma principalmente (ma è un caso che accada oggi, la cosa poteva succedere in qualunque momento e per qualunque motivo) a causa del fatto che uno dei partecipanti alla zuffa quotidiana ha deciso (naturalmente nel superiore interesse degli italiani, mica credere!) di portare il gioco molto più avanti del solito: certo, mostrando i limiti (ovvi da tempo, da molto tempo) della attività del Governo, ma poi non riuscendo a fermarsi in tempo, per cui ha riempito di insulti il capo del Governo e alla fine non contento gli ha votato contro in Parlamento e, dopo giorni e giorni di sussulti e trattative disgustose, il Presidente del Consiglio si è dimesso, in piazza davanti a un ‘bancariello’ insulso. È qui, che inizia (o almeno si manifesta, perché covava da tempo) quella che molti chiamano una crisi di sistema, ma io no, e ora spiego perché.
Il Capo dello Stato, ascolta tutti, e ognuno gli dice il contrario di quello che dicono gli altri, ma in particolare quello non vuole saperne di quell’altro, manco se arrivano i Carabinieri. Gli stellini e una parte del PD urlano ‘mai con Renzi’; Renzi urla ‘mai con Conte’; Conte strilla che ‘vuole i responsabili’; i responsabili sono troppo pochi e ‘strizzano l’occhio’ a Renzi; e quindi Conte ‘strizza l’occhio, a sua volta, a Berlusconi’ in villa in Provenza. E così via. Qualcuno mi sa dire, in termini politici, perché la crisi, altro che per questo? Il piano di rinascita? Macché, sì c’è qualcosa da cambiare, ma molto è già cambiato: una persona normale dice, rimbocchiamoci le maniche e cambiamo … già cosa, dove, come, chi? Allora sarà la gestione dell’epidemia? Macchè, sì c’è qualcosa da cambiare, Arcuri è brutto e puzza un po’, però, di nuovo, una persona normale dice: rimbocchiamoci le maniche … ecc. Ma questi, no.
Per carità non fraintendetemi: mica voglio dire che questi hanno fatto tutto bene, ne sto parlando malissimo da mesi … Voglio solo dire che, ecco il punto secondo me, che con un po’ di competenza politica, un po’ di competenza tecnica, e un po’ di buona volontà nell’interesse del Paese, le cose si possono risolvere. Se si sapessero risolvere. Ieri mattina, probabilmente ubriaco fradicio, Calenda ha detto una cosa giusta, giustissima e cioè che politica non è solo volere le cose, ma farle e per farle bisogna saperle fare. Tranquilli ormai è sobrio e prima che ne dica un’altra di cose giuste!

Ma invece, il Capo dello Stato, visto che ha a che fare con una gabbia di matti, mette in opera il suo piano, secondo me preparato (e bene, benissimo ha fatto) da mesi: li lascia sfuriare un po’, gli agita vari drappi rossi davanti agli occhi, cerca di dargli una scossa con due discorsi di tre minuti ma da levare la pelle, e li prende tutti in contropiede. Mattarella, ha molti difetti a cominciare dalla cravatta sempre un po’ storta, ma questi politicanti li conosce benissimo e gli scaraventa davanti Draghi e crea lo scompiglio. Mi ci gioco quello che volete che Draghi era pronto da mesi e che la Cartabia sapeva di dover fare la parte di chi forse potrebbe, ma chi sa, la Belloni sapeva che il suo nome si ‘spendeva’, come la Lamorgese, ecc. ma Draghi lo sapeva da mesi che il torero era lui. Gli unici che non lo hanno capito sono stati, i nostriabilipoliticanti.
E quindi reagiscono come le formiche nel formicaio invaso da un calabrone. Scappano da tutte le parti, si saltano addosso, strillano (non so se le formiche lo facciano, ma i nostri politicanti sì), qualcuna scappa a cercare Sherazade a Ryad non sapendo che quella sta a Bagdad, e si scagliano contro l’intruso. Salvini e Meloni, decisi e coraggiosi: Draghi mai, solo elezioni. Zingaretti (consultato da Bettini?) deciso: mah, forse, chi sa, però si deve fare un governo politico. La cosa ha successo e tutti la ripetono, anche gli stellini che però ce l’hanno con i banchieri che agiscono per le multinazionali e le ‘Big-Tech’ (che sono? E chi lo sa, chiedetelo a Licheri). Fratoianni tuona contro i banchieri pure lui, poi Speranza lo frena. Poi, dopo otto ore, tutti insieme scodinzolanti da Draghi, che, serafico, li riceve con le mascherine e li ascolta, prende anche appunti! Anzi, ascolta anche Grillo al telefono per due ore (sic!!! Filippo Ceccarelli, grandioso: “dopo tre quarti d’ora non erano a metà”) e poi anche Berlusconi. E che succede?
Arriva la Meloni, vabbè è una ragazza pure con le stampelle, e dice ‘no, tu no’ e se ne va. E vabbè, non ci dice perché, ma tant’è. Poi arriva Salvini e non solo dice di sì, ma dice che è disposto a tutto, perfino a fare con i migranti cose gentili. Il PD, un po’ spiazzato da Salvini, dice sì ma … e comincia a ripensare al ‘governo politico’, che secondo tutti significa Governo ‘con’ i politici. Il che rivela la totale incultura nonché politica, sociale e culturale. Ma specialmente i paraocchi con cui camminano. Come può esistere un Governo che non sia politico? perché quello di Monti non lo era? Ciò che può (e spero proprio che sia così) è un Governo senza politicanti.
Perché, ecco la crisi di sistema di cui parlavo prima: quella c’è, ma non è del sistema, ma dei politicanti che lo gestiscono. Ormai abbiamo un ceto politico altro che nani a ballerine, volesse il cielo. Incompetenti, incapaci, arrogantiignoranti. E per di più pieni di preconcetti che nemmeno capiscono.
L’altro giorno mi è capitato di sentire un certo Licheri (un big stellino, pare) che, mentre diceva di non avere sentito le urla di Grillo alla loro assemblea (le registravano instrada!) spiegava la ‘venuta’ di Grillo dicendo che quello è un genio che ha le visioni, vede l’Italia fra vent’anni e è andato da Draghi (poi è scappato ‘per la comune’, come si dice) ‘a spiegargli cosa accadrà in l’Italia fra trent’anni’, Covid incluso … e non rideva, era serissimo, addirittura funereo, tutto preso dai suoi colleghi che vanno la sera a sgavazzare, mentre lui chiuso al buio nella sua cameretta! L’ammaliato da Sherazade è contento, perché così si riscrive il piano, ecc. Il PD tace, un po’, forse perché Bettini è in vacanza, ma tanto torna, un po’ perché non sa bene che fare, però sa che Salvini ha dato ragione al PD … e che volete di più!

Questo è il punto vero. Questo gruppo di politicanti deve andare a casa, tutto, se possibile. Una delle poche cose giuste l’ha proposta il PD con l’idea della legge elettorale proporzionale, che, però, avrà un senso solo se si troverà il modo di fare scegliere agli elettori le persone migliori … quelle poche che potrebbero azzardarsi a mettere in gioco la propria reputazione in politica, in questa politica.
Questa è la vera crisi di sistema. E la soluzione è nelle mani degli italiani: ma solo se ai partiti di oggi si toglierà (o almeno fortemente limiterà) la possibilità di scegliere le persone da fare eleggere.

E ora, aspettiamo il Governo di Draghi, incrociando le dita, ma specialmente sperando che Draghi sappia farsi consigliare da un buon politico. Se ho capito bene, ora c’è una divisione del lavoro in atto: l’operatività, specie economica, del Governo a Draghi, la politica a Mattarella. Ne riparleremo fra un anno, e vedremo se non sarà stato così e se non si dovrà tornare ad eleggerlo per permettere a Draghi di finire il lavoro.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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