giovedì, 26 Gennaio
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La crisi dei rifugiati ai tempi di Youtube

Oltre 700.000. E’ il numero di migranti e rifugiati che sono entrati in Europa nel 2015 finora, oltre ai 2 milioni di rifugiati in Turchia. A dare questi numeri l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in occasione della Conferenza ad alto livello sulla salute dei rifugiati e dei migranti in corso a Roma.
Per l’organizzazione, fino al 5% di queste persone ha bisogno di assistenza medica. E nella capitale i partecipanti, tra cui ministri della Salute e alti rappresentanti provenienti dai 53 Paesi dell’Oms Europa e da altre regioni, discuteranno proprio delle azioni che Stati ed enti internazionali devono intraprendere per migliorare l’assistenza e la copertura sanitaria nei confronti di queste persone.

«I sistemi sanitari della regione europea, compresi quelli dei Paesi che ricevono rifugiati e migranti sono ben attrezzati per diagnosticare e curare le comuni malattie, infettive e non. Ma noi, come regione Oms, dobbiamo cercare di garantire che tutti i Paesi siano adeguatamente preparati e organizzati a sostenere l’afflusso massiccio di rifugiati e migranti, e allo stesso tempo proteggere la salute dei residenti», il commento di Zsuzsanna Jakab, direttore Oms Europa. «Una buona risposta alle sfide poste dai movimenti di popolazioni richiede che i sistemi sanitari siano pronti con dati epidemiologici affidabili sui flussi migratori, un’attenta pianificazione e formazione, e soprattutto l’aderenza ai principi di equità, solidarietà e diritti umani». In particolare si dovrà provvedere alle vaccinazioni, visto che in alcuni casi alcune epidemie potrebbero divenire pericolose. Ma quello che serve è una cooperazione tra i vari Stati, per evitare ritardi e anche ripetute vaccinazioni. «E’ urgente concordare una posizione comune per un’azione congiunta sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella regione europea dell’Oms. Ci auguriamo di poter usare questo incontro per raggiungere questo obiettivo».

Ma la crisi dei migranti e dei rifugiati è al centro di diversi video che inondano la Rete. Tra questi in special modo spopolano quelli che provano a spiegare in solo 5′ le vicende, anche quelle più complicate. In questo spazio ve ne proponiamo uno, che in diversi passaggi riesce a spiegare bene la situazione. Il rischio di questi video? Le generalizzazioni estreme (in alcuni casi di parte), che possono portare ad errori non di poco conto. Nel video proposto ad esempio, si evita di parlare della richiesta del Governo italiano che ha portato all’operazione Mare Nostrum, la cui paternità viene affidata solo alla Gran Bretagna. Ma non solo: parlando di Bashar al-Assad, si parla di uso di armi chimiche contro la popolazione civile, che da più parti (soprattutto molti esperti) viene ancora contestato, visto che in molti casi non si hanno prove certe su quanto accaduto e su chi ne ha fatto uso. Infine, la chiusura finale, dove viene data una propria idea sull’accoglienza, cosa che in ambito giornalistico non può essere fatta. In questo caso, infatti, parliamo di opinioni personali, mentre i media devono cercare nella maniera più corretta possibile di limitarsi alla cronaca e a descrizioni quanto più veritiere. A voi dunque la parola…

(Video tratto dal canale Youtube In a Nutshell – Kurzgesagt)

 

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