martedì, ottobre 23

La Corea del Nord: uno dei Paesi più ‘isolati’ al mondo Il regime del Nord Corea influenza integralmente tutti gli aspetti della vita dei suoi abitanti, ce ne parla Alexander Dukalskis, professore all’University College di Dublino

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Mentre i titoli dei giornali di tutto il mondo parlano di Donald Trump e Kim Jong-Un che minacciano la reciproca distruzione, la vita quotidiana in Corea del Nord continua apparentemente quasi indisturbata. La popolazione è stata plasmata da un regime rigido e dittatoriale che, dalla divisione della penisola coreana nel 1948, ha portato il Nord Corea ad essere non solo uno dei Paesi più isolati al mondo, ma anche con una struttura modellata interamente attorno al culto della personalità della dinastia Kim. Si può dire che si tratti probabilmente di uno dei più difficili Paesi dove nascere.

La popolazione vive perennemente in uno stato di ‘guerra’ ed allerta militare, ed almeno due volte l’anno qualsiasi cittadino si aspetta di essere chiamato per prestare servizio nell’esercito, anche solo per una semplice esercitazione. Oltre 24 milioni di abitanti prestano servizio al regime totalitario socialista coreano, che entra a far parte delle loro vite sin dalla nascita. È inesistente la libertà di espressione e di manifestazione, ed è limitatissima la libertà di movimento, ma nonostante ciò, i nordcoreani accettano questo regime, lo sopportano e lo supportano, forse perché la maggior parte di essi non è a conoscenza del fatto che al mondo esistono stili di vita decisamente differenti dal loro e basati su politiche opposte.

Il regime si impone fin dalla nascita, registrando il nascituro con uno status a seconda della famiglia dal quale proviene: ‘speciale’, ‘nucleo’, ‘base’, ‘complesso’ o ‘ostile’. Dallo status dipenderà il futuro dell’individuo, a quale università potrà accedere o se potrà unirsi o meno al Partito dei Lavoratori. Ai ragazzi fin dalle scuole elementari viene insegnato che i ‘nemici del popolo’ sono gli americani imperialisti, i sudcoreani ed i giapponesi. Il Paese si trova all’ ultimo posto della classifica sulla libertà di stampa stilata ogni anno da ‘Reporter sans frontieres. I cittadini sono costretti ad uno stato di ignoranza e minacciati costantemente di poter essere mandati in uno dei campi di concentramento nel caso fossero beccati ad ascoltare trasmissioni radiofoniche straniere. L’unica fonte ufficiale per i media è l’agenzia centrale coreana di notizie (KCNA). Anche per i giornalisti ed i fotografi stranieri entrare in Corea del Nord risulta essere un processo molto complesso, i controlli sono strettissimi ed il materiale del reporter, come pc o macchine fotografiche, viene attentamente esaminato dalle autorità.

La Corea del Nord è uno dei Paesi in cui maggiormente vengono violati i diritti umani, ed in relazione a questo, e più specificatamente alla minaccia nucleare, sono state imposte dure sanzioni economiche al Governo. Per analizzare da un punto di vista sociologico il tipo di vita che i nordcoreani conducono, abbiamo intervistato Alexander Dukalskis, professore all’University College di Dublino, autore di una ricerca durante la quale, intervistando 60 nordcoreani, ha illustrato nello specifico l’aspetto sociale di questo Paese.

Qual è la reazione della popolazione nordcoreana alla minaccia nucleare? Ignorano questa realtà?

Ci sono alcune cose da dire. Prima di tutto, è da qualche periodo che il programma nucleare è in corso, ma ultimamente è diventato il tema dominante nei titoli di tutti i giornali. Non si tratta di ignorare la realtà, ma, piuttosto, di essere orgogliosi di avere grandi capacità nucleari, di essere un Paese avanzato tecnologicamente, capace di produrre questo tipo di armi. È Importante considerare che i media ufficiali descrivono il mondo esteriore come se fosse sempre molto pericoloso, specialmente gli Stati Uniti, pronti a proclamare Guerra alla Corea del Nord in ogni momento. Questa propaganda è stata usata per anni ed il tema del nucleare è solo un ulteriore manifestazione di questa consuetudine mediatica.

Attualmente, com’è influenzata la vita quotidiana dei nordcoreani dalla politica?

Il cambiamento più grande negli ultimi 15-20 anni è stato il passaggio all’economia basata sul mercato. Il Nord Korea si basava sull’economia pianificata, ma negli anni 90 questa è fallita. È stato un fenomeno devastante, sono state uccise migliaia di persone e le strutture dello Stato sono state indebolite. Uno di questi era il sistema della distribuzione pubblica che forniva ai coreani il cibo e prodotti necessari. Questo è stato indebolito e le persone in modo naturale hanno iniziato a praticare il mercato nero, a propria produzione e vendita. Oggi questo rappresenta la cosa più difficile da eliminare. La maggior parte dei coreani si procurano i prodotti giornalieri da attività basate sul mercato illegale o semi-legale. Questa situazione ha modificato la relazione delle persone con lo Stato. Il risultato che questo fenomeno avrà sul lungo periodo è incerto, quello che è chiaro, invece, è che il mercato sta cambiando il modo in cui le persone conducono la vita quotidiana.

Quali strumenti utilizza il Governo coreano quando nasce un nuovo cittadino? E com’è regolata la scolarizzazione?

Non sono sicuro su cosa accada sin dal primo giorno, ma normalmente i cittadini sono sottoposti a sorveglianza e controllo. Ci sono dei gruppi ufficiali affiliati al partito o al Governo come il sindacato delle donne o il gruppo dei giovani pionieri o altri tipi di gruppi che incorporano anche persone in queste istituzioni e strutture operative. Oltre a tutto ciò, l’accesso all’occupazione, al lavoro, alla scuola, è sorvegliato o regolato dalle autorità. Fa parte tutto del Governo ufficiale, non esiste una scuola privata o indipendente. Gli insegnanti sono controllati dallo Stato e, in aggiunta, alle materie normali come letteratura o scienze, gli studenti hanno anche classi di biografie su politici rivoluzionari, o su Kim Jong-Un. Passano tanto tempo a studiare le rivoluzioni politiche del Nord della Corea e la sua storia politica. E’ interessante perché adesso, grazie al marketing, sta diventando difficile cercare di controllare tutte le informazioni; gli abitanti del Nord Corea sanno molto di più adesso del mondo esterno rispetto a molti anni fa, sanno generalmente che il Sud della Corea è più prosperoso, sanno che la Cina ha attuato riforme governamentali e, quindi, sanno che altri sistemi esistono.

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