sabato, Maggio 8

La Coppa dell’economia la vincerebbe la Svizzera field_506ffb1d3dbe2

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Buenos Aires – Anche se la Coppa del Mondo di Brasile 2014 è un evento puramente sportivo, può rappresentare un’ottima occasione per misurare i Paesi in gara sulle loro prestazioni economiche. Cosa sarebbe successo se i gol non li avessero segnati l’argentino Lionel Messi, il brasiliano Neymar o l’italiano Mario Balotelli, ma le performance economiche degli ultimi quattro anni? E l’Argentina, il Brasile o l’Italia sarebbero rimaste in lizza per il titolo? Quale squadra avrebbe potuto ottenere il trofeo?

La società di consulenza argentina Management & Fit ha prodotto una relazione che segue le dinamiche di Brasile 2014 (gruppi, fasi, ecc), ma non misura le prestazioni delle squadre secondo la capacità e l’abilità dei giocatori, bensì in base ai punti di forza e di debolezza economica di ogni Stato, rispetto agli avversari. Così è stata realizzata la misurazione: considerate otto variabili, è stato assegnato un gol al Paese con la migliore performance in ogni campo.

Ad esempio, in questo ipotetico campionato economico, la partita inaugurale tra Brasile e Croazia finisce 4-4, già che il Paese ospitante segna un gol per la crescita (3,4% vs 1,3%), uno per la disoccupazione (5,9% vs 14,6%), uno per le imposte (-2,9% vs -4,9% del PIL) e uno per l’indice di competitività (4,33 contro 4,07). La Croazia segna punti in termini di inflazione (2,2% vs 5,8%), debito pubblico (51% vs il 66% del PIL), saldo delle partite correnti (-0,2% vs -2,6% del PIL) e indice di sviluppo (0 , 81 contro 0,73).

La relazione è firmata dal capo economista Matthias Carugati e afferma che il campione economico indiscusso è la Svizzera, a causa dei suoi numeri eccellenti su disoccupazione, inflazione e conti esteri, con un buon risultato in termini di sviluppo. Lo stato delle finanze pubbliche è contrastato, ma presenta una crescita bassa.

Fortunato in economia, il Paese è stato sfortunato nel gioco e la Svizzera è stata eliminata al secondo turno della Coppa del Mondo, dopo essere stata sconfitta dall’Argentina.

Nella classifica generale, la Corea del Sud e la Germania sono rispettivamente seconda e terza. L’Argentina è al 15° posto e l’Italia al numero 22. Il Paese con la peggiore performance economica è il Ghana, all’ultimo e 32º posto.

Sempre seguendo la logica delle variabili economiche, la Spagna è la maggiore delusione del mondo. Il Campione di Sudafrica 2010 è finito in ultima posizione economica, con 3 sconfitte e la peggiore differenza reti tra le 32 squadre. Il risultato non deve sorprendere, dato che la Spagna è uno dei Paesi più colpiti dalla crisi internazionale. Esibisce uno dei peggiori dati in termini di crescita, disoccupazione e finanze pubbliche, mentre si trova in una posizione intermedia in materia di conti con l’estero. Le uniche variabili in cui gli iberici non mostrano scarse prestazioni sono lo sviluppo e l’inflazione (ovvio, data la portata del recente declino del loro PIL). Per molti è stata anche una delusione calcistica, con la rapida eliminazione del paese nella prima fase della Coppa del Mondo Brasile 2014.

Il rapporto di Management & Fit impiega dati della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale (FMI), delle Nazioni Unite (ONU) e del World Economic Forum. La sorpresa di questo particolare torneo è stata di gran lunga l’Iran. In un torneo dove le posizioni economiche superiori sono tutte per le economie sviluppate, il Paese mediorientale ha perso nei quarti di finale, aggiudicandosi solo il sesto posto in classifica.
La sua performance è scarsa su crescita, disoccupazione e, soprattutto, inflazione (la peggiore delle 32 squadre in questo indicatore), mediocri sono il suo sviluppo e la sua competitività. Tuttavia, ha mostrato buone prestazioni nel conto fiscale e nel saldo corrente, che il rapporto spiega con la relazione stretta del Paese con i mercati finanziari e con gli altri Paesi in generale. Qualunque squilibrio fiscale è coperto dal semplice risparmio interno, il che tende a mantenere bassi (o nulli) il deficit e il debito. E il posizionamento esterno del Paese è favorito dalla disponibilità di petrolio. Questi buoni risultati economici, tuttavia, non si sono riflessi nella Coppa del Mondo brasiliana, e l’Iran è stato escluso nella prima fase.

Nella competizione economica, l’Argentina viene eliminata al primo turno. Il Paese supera i concorrenti (Nigeria, Iran, Bosnia) in materia di disoccupazione e sviluppo e registra anche una buona crescita media, ma si posiziona dietro la Nigeria, in questo indicatore (5,4% vs 7,0%). Per quanto riguarda l’inflazione, l’Argentina è il secondo Paese del gruppo, si piazza dietro l’Iran (24,6% vs 24,9%). Per quanto riguarda le finanze pubbliche e i conti con l’estero, anche se i dati in sé non sono male, sono relativamente peggiori di quelli di altri paesi; ciò alla fine si rivela fondamentale per l’eliminazione della squadra in fase iniziale, e con una 17° posizione in classifica finale (in Sudamerica, solo il Brasile finisce peggio, al numero 22 della competizione economica).

«L’economia argentina ha smesso di crescere a ‘tassi cinesi’ diversi anni fa, e ora deve affrontare la recessione del 2014. Per quanto riguarda l’inflazione, continua ad aumentare ogni anno, dato che l’indebolimento della domanda aggregata è il solo modo efficace che il Governo abbia trovato per fermarla», dice Carugati.

Aggiunge l’economista che le «finanze dello Stato mostrano un deficit forte e in crescita, mentre il debito si è stabilizzato ad un livello inferiore a quello del 2001, ma potrebbe presto riprendere la sua corsa verso l’alto, se si torna ai mercati finanziari. Per quanto riguarda l’estero, con la mega-svalutazione del 2001 è svanito il surplus così come la competitività della valuta, e se il bilancio resta in deficit ciò è dovuto all’esistenza di controlli e regolamentazioni inefficienti».

Le prestazioni dei Paesi latino-americani, al di là dell’Argentina, meritano un paragrafo a parte. Mentre Argentina e Brasile non superano la prima fase, le Nazioni più importanti della regione la superano invece con successo. Il caso più importante è quello del Cile, che arriva ai quarti di finale, in ottava posizione. Insieme a Messico, Colombia, Ecuador e Uruguay.

In particolare e dall’inizio del 2000, questo gruppo di Paesi «aveva approfittato della fase internazionale», dice Carugati, «per accelerare la crescita, ridurre la disoccupazione, consolidare le finanze pubbliche e mantenere l’inflazione sotto controllo relativo, questioni economiche che -nel mondiale economico- si rivelano molto utili».

Nella competizione economica Brasile 2014, dunque, è la Svizzera a sollevare la coppa virtuale, anche se aspettiamo di sapere quale paese conquisterà effettivamente il più grande premio del mondo del calcio, Germania o Argentina? Domenica prossima vedremo con i nostri occhi chie sarà capace di alzare al cielo l’ambito premio di Brasile 2014.

 

(Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli)

 

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