sabato, Settembre 18

La conferenza stampa dei sogni di Renzi Politica: il Punto

0
1 2


Dopo un anno intero passato in tv, internet e giornali a ripeterci come un pappagallo quanto siano stati clamorosi i successi ottenuti dall’azione salvifica del suo Governo, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha sentito il bisogno irrefrenabile di indire per oggi una interminabile conferenza stampa di fine anno in stile Vladimir Putin (ma senza rinunciare alle amate slide) in cui ha ripetuto ‘come un pappagallo quanto siano stati clamorosi i successi ottenuti dall’azione salvifica del suo Governo’. Jobs act, 80 euro, abolizione dell’articolo 18, Expo di Milano, economia in ripresa, sono solo alcuni dei cavalli di battaglia dello sgradevolmente ottimistico storytelling presentato dal premier ‘piazzista’ con la complicità dei media di Regime. «Abolirei l’Ordine dei giornalisti anche domani mattina» è di sicuro la frase più azzeccata uscita dalla sua bocca.

Ieri la notizia della pugnalata inferta a Silvio ‘Cesare’ Berlusconi da Sandro ‘Bruto’ Bondi che, dopo averlo abbandonato per morire renziano insieme a Denis Verdini, lo aveva anche accusato di fare politica solo per fare gli interessi delle sue aziende. Oggi la difesa del padrone di Mediaset è affidata ad un altro ‘traditore’, quel Gaetano Quagliariello che, pur di non morire alfaniano, con una giravolta è diventato addirittura passeriano.

Il M5S caccia la senatrice Serenella Fuksia con un referendum sul blog di Beppe Grillo dalle percentuali bulgare: più del 92% dei votanti ha decretato l’espulsione della Fuksia, ufficialmente per non aver versato metà dello stipendio da parlamentare al fondo per le piccole imprese. Ma la vera accusa è quella di intelligenza con il nemico Renzi-Boschi. Lei si difende: «Sono dei miserabili». Ma, come certificano Danilo Toninelli e Mario Giarrusso, è già stata dimenticata.

Il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, come conferma anche Renzi, arriverà in Senato il 26 gennaio prossimo. Ma oggi la vice segretaria del Pd Debora Serracchiani ci offre in anteprima due notizie clamorose. La prima è che «il 99 per cento del nostro partito ha condiviso il testo» e la seconda, udite udite, è che «non siamo così distanti (dalle posizioni omofobe e clericali di Ncd). L’unico punto su cui non siamo d’accordo è la stepchild adoption». E, infatti, dopo pochi minuti arriva la smentita del ‘devotissimo’ Maurizio Sacconi. «Pronti a raccogliere le firme contro la legge Cirinnà sulle unioni civili se venisse approvata», minaccia il senatore di Area Popolare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->