sabato, Maggio 15

La ‘Commissione di Indagine sulla non scomparsa di Pasolini’

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Il vero, insuperabile, straordinario mistero che concerne Pier Paolo Pasolini è quello della sua ‘non scomparsa’. Quaranta anni da quella ‘scomparsa’, avvenuta a Roma, Piazzale dell’Idroscalo della periferica Ostia, dove si era recato con un ragazzetto diciassettenne, Pino Pelosi, per metterglielo o prenderselo in culo. Ma quello pare non fosse molto d’accordo sulla prima ipotesi. Quaranta anni fa, appunto. Notte tra l’1 e il 2 Novembre 1975, prime ore di Domenica 2: PPP va incontro al proprio destino. Un prefigurato finale in cui precipitava la vita del più fecondo intellettuale italiano. E la straordinaria, crescente attenzione di questo anniversario nei confronti suoi e della sua opera sta a dimostrare quanto lo fosse. Quanto lo sia. Con i fatti.

Lo stiamo narrando su L’Indro con la presente ‘Trilogia di PPP’. Dopo Pasolini. La scomparsa preparata (2015 Novembre 2) e Pasolini. “Io so” (2015 Novembre 3), si conclude con questo La ‘Commissione d’Indagine sulla non scomparsa di Pasolini’ (2015 Novembre 4). “Si conclude”, ma continua, perché continua la sua influenza sui nostri tempi e la pratica traduzione nell’oggi, e per il nostro agire, del suo magistero. Così come avevamo già ripreso la sua efficacia di analisi come chiave per comprendere le vicende di Mafia Capitale, Il ‘Palazzo’ di Mafia Capitale e Pasolini. “Io so”, noi sapevamo (2015 Giugno 8), altre, innumerevoli, sono state, sono e saranno le occasioni, ed i modi, in cui Pasolini ha influito, influisce, influirà.

E quindi proprio per questo occorre ‘indagare’ sul vero mistero. Come sia possibile il quasi impossibile. O almeno assai raramente visto in queste dimensioni. Vale a dire come il suo profetico e lucidissimo antivedere, costituisca strumento di ulteriore lavoro. Per l’oggi e per il domani. “La grande energia che l’opera di Pasolini continua a trasmettere nel mondo è dovuta alla pluralità di campi d’intervento, alle incursioni piratesche in terreni al di fuori delle sue competenze ed alla capacità di mostrare le incoerenze, i punti deboli del sistema. E, sopra tutto, alla sua capacità di porre dubbi, seminare interrogativi, abbattere verità accettate convenzionalmente. Pasolini era uno straordinario uomo-orchestra, un Re Mida che dominava i materiali espressivi più eterogenei, trasformandoli al minimo contatto”. Lo afferma, da tempo, Gian Piero Brunetta. Il passare del tempo stesso, i fatti, che sono ben crudo argomento, lo dimostrano continuamente e sempre più l’avvalorano.

Quaranta anni dopo Pasolini parla ed agisce. In prima persona. Perciò abbiamo lanciato, ed ulteriormente motiviamo, la nostra Proposta di ‘Commissione di Indagine sulla non scomparsa di Pier Paolo Pasolini’.

Ché Pasolini è vivo. E non solo metaforicamente.

 

  1. Continua

(l’influenza di PPP sui nostri tempi e cose)

 

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