mercoledì, Settembre 22

La Colombia seduce gli investitori

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Nonostante gli alti e bassi, i negoziati di pace in Colombia continuano ad andare avanti. Questo, insieme al buon andamento dell’economia, sembra essere particolarmente attraente per gli investitori e gli imprenditori, che vedono di buon occhio questa nazione sudamericana. I più coraggiosi hanno già cominciato a investire e la maggior parte di loro ha mosso i primi passi per sviluppare il proprio business. A parte alcuni attentati delle guerriglie contro le infrastrutture petrolifere, sembra infatti che l’unica instabilità del Paese sia quella delle previsioni del tempo di Bogotá.

Negli ultimi anni la crescita economica del paese si è mantenuta al di sopra del 4% e il Piano d’Impulso alla  Produttività e al Lavoro (PIPE) si è focalizzato sull’espansione dei settori dell’edilizia, abitativo, del commercio e dell’agricoltura. Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal) delle Nazioni Unite, in Colombia lo sviluppo del mercato del lavoro ha propiziato un aumento del consumo finale delle famiglie. Le buone notizie si sono rafforzate nel primo trimestre del 2014, in cui la Colombia ha ottenuto una crescita del PIL che ha raggiunto un tasso del +6,4% rispetto allo stesso trimestre del 2013.

Proprio nello stesso anno, secondo i dati della bilancia dei pagamenti, si è registrata una delle più alte cifre d’investimenti stranieri diretti nel paese, raggiungendo i US$16.822 milioni. Inoltre, le principali agenzie di rating attribuiscono alla Colombia eccellenti valutazioni, il che si traduce in prestiti con un basso tasso d’interesse.

Secondo Rodolfo Amaya, direttore del brand performance della catena Hilton par l’America Latina e i Caraibi, oggi, in Colombia, si osserva una crescita della classe media, oltre  a una grande stabilità di governo, che ha creato gli incentivi sufficienti per gli investimenti, motivo per cui il mercato richiede un maggior volume d’affari nel Paese, un dato che la famosa catena alberghiera del lusso conosce in prima persona, visto che i suoi principali clienti sono investitori e alti dirigenti.

Inoltre, le promesse continuano ad essere in rialzo. Il Ministro dell’Economia Mauricio Cárdenas ha più volte affermato che, nonostante il crollo del prezzo del petrolio, la Colombia continuerà crescere – secondo le cifre del suo ministero – il 4,7%, con la spinta del progetto di costruzione delle infrastrutture stradali. Ancora più ottimisti della cifra ufficiale sono il 4,8% stimato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il 5% che prevede la rivista britannica The Economist. Secondo Cárdenas, se si raggiungesse un accordo di pace, l’economia colombiana otterrebbe un ulteriore 1% del proprio PIL. D’altro canto, il settore agricolo e dell’allevamento, la caccia, la pesca e lo sfruttamento boschivo, prima d’ora depressi, hanno mostrato un rilancio, riportando una crescita del 5,5% grazie alle condizioni climatiche che, lo scorso anno, sono state piuttosto favorevoli, favorendo il raccolto del caffè e delle banane, i cui prezzi sono tuttora in rialzo.

Anche se è vero che i soldi vanno sempre dove ce n’è, non tutto è dovuto alla crescita economica, ma anche a una serie di politiche governative che attraggono coloro che sono alla ricerca di opportunità d’investimento. Secondo quanto indicato nel report Doing Bussines 2014 del Gruppo della Banca Mondiale, la Colombia si trova tra i migliori 50 Paesi in cui investire, situandosi al 43º posto di una lista di 189 paesi, che vede Singapore al primo posto, il Ciad all’ultimo e l’Italia al 65º posto. Questo studio valuta fondamentalmente il basso costo d’investimento e di costituzione di nuove imprese, la complessità delle procedure amministrative per le imprese e la qualità delle istituzioni.

Come si afferma in questo report «ogni regione presenta un leader, in termini di portata dei progressi realizzati dal 2005: nelle economie con redditi più elevati dell’OCSE questo ruolo è stato assunto dalla Polonia; la Cina è in testa nell’Asia orientale e nel Pacifico e la Colombia guida la regione dell’America Latina e dei Caraibi».

In base alle cifre ufficiali, gli effetti descritti si notano anche nelle tasche dei colombiani, visto che, come ha informato il Dipartimento Amministrativo Nazionale di Statistica (DANE), in Colombia, il tasso di disoccupazione nello scorso mese di ottobre era del 7,9%, un punto decimale in più rispetto allo stesso mese del 2013, in cui si situò nel 7,8%. Inoltre, essendo questo il secondo anno consecutivo con un tasso di disoccupazione al di sotto dell’8%, come afferma Mauricio Perfetti, direttore del DANE, ci troviamo di fronte al tasso di occupazione più alto degli ultimi 14 anni nel mese di ottobre. In termini macroeconomici, equivale a un reddito pro capite di US$10.350, che si avvicina a quello delle grandi economie della regione come il Cile, il Brasile, l’Argentina o il Messico.

La situazione descritta presenta anche indicatori più graditi rispetto ai dati rigorosi degli economisti, uno dei quali è certamente l’aumento dei voli commerciali del paese. A livello internazionale, sia la compagnia spagnola Iberia, sia la cilena LAN, nella seconda metà dell’anno hanno aumentato il numero dei voli, non solo dalle proprie sedi, ma anche da altre destinazioni, come ad esempio il Perù. Questo indica tre cose: che esiste un incremento del turismo, che i viaggi d’affari stanno aumentando e che i colombiani stanno viaggiando. A questo proposito, Joe Mohan, direttore del Gruppo Viva, ha affermato che la filiale colombiana, VivaColombia, è cresciuta negli ultimi due anni, aumentando la sua partecipazione nel mercato locale del 25%.

In definitiva, se state pensando di investire, la Colombia non offre solo grandi città che hanno bisogno di investimenti multimilionari, ma con i suoi più di mille comuni e una rete significativa di città con un elevato potere d’acquisto, rappresenta una destinazione particolarmente attraente per gli investitori medi e le PMI.

 

Traduzione di Claudia Donelli

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